1993, L’ULTIMA LEZIONE DEL PROFESSORE PROST

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Prost alla guida della Williams – da pinterest.com

articolo tratto da Cavalieri del rischio

Lo chiamavanoProfessore” per le indubbie capacità strategiche dentro e fuori le piste e lo dimostrò anche quando nel momento più buio della carriera riuscì a creare le condizioni per tornare rapidamente ai vertici della Formula 1: nel 1992, appiedato dalla Ferrari in seguito a pesanti critiche alla vettura che il pilota definì un camion, Alain Prost testò la Ligier ma si dimostrò scettico sulla possibilità di correre per un team di seconda fascia, decidendo quindi di prendersi un anno sabbatico nel quale riuscì, tramite l’appoggio di Elf e Renault, ad accordarsi con l’ambitissima Williams mettendo alle porte Nigel Mansell, dominatore assoluto del campionato, ma soprattutto ottenendo una clausola a proprio favore per impedire l’arrivo in squadra di Ayrton Senna.

Nella stagione 1993, contrariamente alle previsioni l’asso brasiliano sfruttò le difficili condizioni meteo di Interlagos e Donington per portarsi sorprendentemente in testa alla classifica, ma il poco competitivo propulsore Ford della McLaren non gli consentì di illudersi e al “Professore” Prost, che mise in pista la grinta e il talento degli anni migliori, bastarono poche gare per prendere il largo: tra Imola e Hockenheim vinse sei gare su sette portandosi comodamente in testa con 77 punti contro i 50 di Senna, i 36 di Schumacher e i 28 di Hill, che in Germania rimase in testa fino a pochi Km dal traguardo ma fu costretto al ritiro dal cedimento di una gomma, lasciando strada a Prost per l’ultima vittoria in carriera, la numero 51, una ogni quattro gare, non male per un “calcolatore“.

Il titolo era ormai una formalità, ma seguirono gare sfortunate in cui lo scudiero Hill fece la propria parte vincendo tre gare su tre mentre la concorrenza continuava a non pungere; a Prost bastò quindi il secondo posto all’Estoril per laurearsi campione per la quarta volta e annunciare il ritiro dalle corse, dopodichè a Suzuka il “Professore” ottenne la 33esima e ultima pole position (13esima stagionale su 16 gare) e l’ultimo giro più veloce in gara, il 41esimo in carriera, anche in questo caso un numero indicativo per esemplificare come Prost non fosse dedito solo al calcolo strategico.

Si arrivò dunque ad Adelaide, Gran Premio d’Australia, ultima presenza di Prost in Formula 1 dopo tredici stagioni di successi, quattro mondiali e una lunga carriera sempre ad altissimi livelli contro piloti tra i più forti di tutti i tempi. Per la prima volta nel 1993 la pole position non andò alla Williams, la partenza al palo fu conquistata infatti da Senna con il tempo di 1:13.371, con Prost e Hill rispettivamente in seconda e terza posizione staccati di quattro decimi ed ancora quindi in corsa per la vittoria. Le vetture di Katayama e Irvine rimasero ferme in griglia, pertanto la partenza fu ripetuta per tre volte e all’ultimo tentativo Senna fu abile a mantenere il comando, seguito dal rivale di sempre, anche se l’atmosfera era diversa dagli anni precedenti, quando “quei due” a distanza ravvicinata rappresentavano una bomba ad orologeria; questa volta i giochi erano già decisi, il “Professore” orientato ad appendere il casco al chiodo e l’odiato nemico pronto a prenderne il posto, la gara non mancava comunque di interesse visto che oltre ai primi due, per le strade di Adelaide sgomitavano per vincere anche Damon Hill, in formissima nel finale di stagione, e l’astro nascente Michael Schumacher, purtroppo appiedato dal motore Ford dopo sole tredici tornate.

Anche Senna entrò in difficoltà con il motore che sopportava a fatica i bassi regimi cui veniva sottoposto dal tortuoso tracciato australiano ma riuscì a gestire con grinta i problemi mentre alle sue spalle le Williams battagliavano e il giovane Hill, libero da ordini di scuderia, tentò di attaccare il caposquadra, anche se con un impeto eccessivo finì in testacoda permettendo a Prost di concludere in tutta tranquillità al secondo posto; nessun danno per il secondo della Williams che conquistò il gradino più basso del podio (i primi tre erano gli unici a pieni giri), con la zona punti completata dalle due Ferrari di Berger e Alesi, oltre alla Ligier di Brundle. Altri due veterani salutarono il “circus” a fine gara: Riccardo Patrese, recordman con 256 presenze, tradito nel finale da un problema di pressione della benzina, e Derek Warwick, classificatosi decimo a due giri dal vincitore.

Per l’ultima volta Senna e Prost salirono insieme sul podio, la fine di una rivalità che ha fatto storia e incollato milioni di telespettatori agli schermi, dopo le collisioni, le polemiche e le liti dentro e fuori gli autodromi. All’improvviso un epilogo inaspettato: Ayrton Senna chiamò sul gradino più alto del podio il “Professore, come se l’eterno duello fosse finito per sempre con entrambi vincitori, esausti ma sorridenti, consapevoli vicendevolmente di aver battagliato ad armi pari con un rivale di altissimo livello, una leggenda.

Purtroppo la storia non ha lieto fine: i due si incontrarono in alcune occasioni per parlare di sicurezza nei gran premi, poi ad Imola Ayrton (che collaborava con una televisione francese) commentando un giro di pista direttamente dall’abitacolo, sapendo della presenza di Prost in autodromo come spalla tecnica del telecronista, disse : “Un saluto speciale al mio… al nostro caro amico Alain. Ci manchi Alain…“. Prost riferì che i due ebbero modo di parlare personalmente anche la domenica, poi alle 14.17 di quello stesso giorno, il dramma.

Il “Professore” ha avuto modo di salire ancora su una Formula 1 in via non ufficiale, mentre l’impegno al volante è proseguito nel Trofeo Andros (corse su ghiaccio con auto simili a quelle da rally), in cui si è laureato campione per ben tre volte, concentrandosi contemporaneamente in ruoli manageriali sia in Formula 1 (prima con una propria scuderia e poi con la Renault) che nella neonata Formula E. In tempi recenti Prost ha avuto modo di criticare l’ambiente della Formula 1 per il prezzo eccessivo dei biglietti, la mancanza di personalità dei protagonisti e un lato fondamentale come quello umano da troppo tempo latitante, come dargli torto?

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