ANDERS HOLMERTZ, IL CAMPIONE CHE NON SAPEVA VINCERE

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Anders Holmertz – da wallpaperhdhi5.com

articolo di Giovanni Manenti

Nel lungo romanzo che costituisce la storia degli sport individuali, non è raro il caso di trovare validissimi esponenti delle rispettive discipline che non riescono ad assurgere alla gloria eterna in quanto capitati nel periodo sbagliato, quando cioè vi è un fenomeno che monopolizza la scena, basti pensare ai ciclisti all’epoca del “Cannibale” Eddy Merckx o, in tempi più recenti, a coloro che abbiano avuto la sfortuna di doversi misurare contro un Usain Bolt sulle piste di atletica oppure un Michael Phelps in piscina.

Proprio dal nuoto, però, emerge una figura particolare, dotata di grandissime potenzialità, e che avrebbe potuto mietere maggiori successi – in campo europeo senz’altro, ma anche a livello mondiale – se solo avesse saputo, nel decennio in cui ha frequentato vasche e piscine ad ogni latitudine, disciplinare la sua innata aggressività in acqua, dosando meglio le energie, con il risultato di far da lepre agli avversari, tirando le gare a ritmi sostenuti per poi crollare nel finale, mentre agli altri andavano medaglie ed annessi record europei, olimpici o mondiali che fossero.

Tale prsonaggio, che chi è addentro alle vicende natatorie avrà sicuramente già individuato, altri non è che lo svedese Anders Holmertz, stile liberista capace di cimentarsi senza eccessivi problemi sulle distanze dei 100, 200 e 400 metri, pur prediligendo, come normale in questi casi, la prova media sui 200.

Nato a dicembre del 1968 a Motala, in Svezia, Holmertz (da non confondere con l’omonimo Per “Pelle” Holmertz, di cui non è parente pur essendo nato anch’egli a Motala e vincitore del bronzo sui 100 stile libero ai Giochi di Mosca 1980) appare in una prima grande manifestazioneiInternazionale quando, non ancora 16enne, partecipa alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 dove fallisce l’accesso alla finale dei 200 stile liberoper soli 0″03 centesimi (1’51″67 ad 1’51″70) rispetto all’azzurro Marco Dell’Uomo, mentre sui 400 stile libero fa registrare il 23esimo tempo in qualificazione e con la staffetta 4×200 si classifica sesto in finale.

Tale approccio consente ad Holmertz di guardare con i fiducia ai successivi Campionati europei di Sofia 1985, dove stavolta guadagna la finale sui 200 stile libero, solo per concludere al settimo posto in 1’51″60 ed assistere all’ennesimo trionfo dell’Albatros Michael Gross, al suo secondo oro continentale consecutivo sulla distanza.

A consolazione della delusione per l’esito della gara individuale, giunge per Holmertz la sua prima medaglia continentale, venendo inserito in prima frazione della staffetta 4×200 stile libero che conquista un prestigioso argento in 7’25″69 alle spalle dell’imprendibile Germania Ovest.

Holmertz intuisce che deve migliorare la propria velocità di base in vista dei prossimi impegni costituiti dagli Europei di Strasburgo 1987 e, soprattutto, dalle Olimpiadi di Seul 1988, rassegna quest’ultima dove, conclusi gli assurdi boicottaggi, dovrà confrontarsi con l’elite del nuoto mondiale, così come ai Mondiali di Madrid 1986 dove si concede un’escursione sui 400 stile libero, conclusa con un onorevole sesto posto.

Ed il lavoro a cui viene sottoposto sembra pagare in moneta sonante agli Europei di Strasburgo 1987, dove ingaggia sui 200 stile libero un appassionante testa a testa con l’italiano e quasi coetaneo (sono divisi da meno di due mesi) Giorgio Lamberti che si risolve a favore dello svedese che, migliorandosi di oltre 3″ rispetto ai precedenti Europei, va a toccare in 1’48″44, con l’azzurro argento a soli 0″24 centesimi di distacco, ma, quel che più conta, mettendosi entrambi alle spalle la leggenda Michael Gross.

Holmertz dà altresì il proprio contributo alle staffette 4×100 stie libero (giunta quarta a soli 0″03 centesimi dal podio) e 4×200 stile libero, con la quale, inserito stavolta in terza frazione, conquista il bronzo dietro agli inarrivabili quartetti tedeschi, con l’oro alla Germania Ovest e l’argento ai rappresentanti dell’Est.

Con queste premesse, Holmertz si presenta fiducioso all’appuntamento olimpico di Seul 1988, dove il programma prevede proprio i 200 stile libero quale gara di apertura il 18 settembre, con la finale prevista per il giorno dopo, e lo svedese, inserito nella sesta batteria, fa il proprio dovere aggiudicandosela con il tempo di 1’49″28, davanti allo svedese Stephan Caron ed al nostro Giorgio Lamberti.

Il riscontro cronometrico non è però dei migliori – ben al di sopra dell’1’48″44 con cui aveva vinto gli Europei l’anno prima – e le ultime due batterie, in cui sono impegnati i pezzi da novanta Matt Biondi (alla ricerca di emulare il record di Spitz di sette medaglie d’oro) ed il “sempiterno” Michael Gross, alla sua ultima recita ai Giochi, vengono disputate su ritmi decisamente più alti, con il miglior risultato fatto registrare dal polacco Artur Wojdat con il record nazionale di 1’48″02 davanti a Biondi e Gross, circostanza che consente allo svedese di qualificarsi per la finale con l’ottavo ed ultimo tempo, di soli 0″23 centesimi inferiore a quello dell’azzurro Gleria, condannato alla finale B al pari di Lamberti, il quale però rinuncia a prendervi parte.

In finale Holmertz, partendo dall’ottava corsia, non ha molti punti di riferimento, ma come di consueto impone un ritmo alto alla sua nuotata, che lo porta a metà gara a staccarsi dal resto del lotto assieme a Biondi, con un passaggio di 52″21 che profuma di attacco al record mondiale di Gross, con la sfida che si infiamma all’ultima virata con il recupero in sesta corsia del semisconosciuto australiano Duncan Armstrong, il quale, dapprima raggiunge Biondi e poi lo stacca nettamente negli ultimi venti metri andando a conquistare l’oro nel nuovo primato mondiale di 1’47″25, con Holmertz capace anch’egli di toccare davanti all’americano per soli 0″10 centesimi (1’47″89 ad 1’47″99, record Usa).

Con il rammarico di aver perso una grande occasione per l’oro olimpico, dato che il vincitore Armstrong si presentava ai Giochi con il 46.mo tempo nel “Ranking Mondiale dell’Anno“, Holmertz – che con la staffetta 4×200 conclude in sesta posizione – si sente però rafforzato in base al tempo ottenuto, e dunque ben deciso a confermare il titolo europeo sui 200 stile libero alla rassegna continentale di Bonn 1989, dove deve però fronteggiare la voglia di riscatto dell’azzurro Giorgio Lamberti dopo la delusione di Seul, ed i due danno vita, nellafFinale del 15 agosto, ad un’appassionante sfida che vede l’italiano dominare la scena con tanto di record mondiale in 1’46″69 davanti a Wojdat che nelle ultime bracciate soffia l’argento ad Holmertz.

E, mentre Lamberti concede il bis sui 100 stile libero, lo svedese deve accontentarsi del quarto posto sui 400 stile libero, per poi mettersi al collo il bronzo della staffetta 4×100 stile libero ed assistere al tris del bresciano nella staffetta 4×200 stile libero, dove la Svezia è ancora una volta relegata ai margini del podio.

L’esito degli Europei rappresenta un duro colpo per Holmertz, che sembra quasi destinato a vedere i propri avversari fare la gara della vita proprio contro di lui, ciò nondimeno non lesina sforzi per l’appuntamento dei Mondiali che si disputano a Perth nel gennaio 1991, iscrivendosi a tutte e tre le gare individuali di stile libero che lo vedono sempre regolarmente raggiungere la finale ed altrettanto costantemente accomodarsi ai margini del podio, quinto sui 100 vinti da Biondi (con Lamberti bronzo), quarto sui 200 in un modesto 1’49″05 nella prova dove Lamberti conferma la sua leadership, così come sui 400, che registrano la doppietta (oro ed argento) dei due tedeschi occidentali Hoffmann e Pfeiffer.

E le cose non migliorano con le staffette, visto che entrambi i quartetti svedesi giungono anch’essi quarti sia nella 4×100 stile libero che nella 4×200 stile libero, con Holmertz che viene superato in ultima frazione da uno scatenato Lamberti per il bronzo azzurro; ci sarebbe da che disperarsi se non fossero in programma ad agosto i Campionati europei di Atene 1991, dove, peraltro, le cose vanno ancor peggio, vista l’assenza di nuotatori americani ed australiani, con Holmertz che deve accontentarsi del solo bronzo nella staffetta 4×100 stile libero, dopo aver miseramente fallito nelle prove individuali sia sui 200 stile libero – quinto in 1’49″02 nella gara vinta all’ultima bracciata da Wojdat su Lamberti (1’48″10 ad 1’48″15) – che sulla doppia distanza, dove giunge addirittura sesto in 3’52″08, ad oltre 3″ di distacco dal neocampione continentale, il russo Yevgey Sadovyi.

A 23 anni, si potrebbe pensare che la parabola di Holmertz sia oramai in fase calante, ma all’improvviso le vite parallele con l’azzurro Lamberti invertono le rispettive rotte e, mentre il bresciano esce clamorosamente di scena, lo svedese ritrova la forma dei giorni migliori proprio in occasione dei Giochi di Barcellona 1992, dove deve però raccogliere la sfida sui 200 e 400 stile libero dell’astro emergente sovietico Sadovyi, con il quale si confronta subito sin dal mattino del 26 luglio, giornata inaugurale del programma natatorio, essendo entrambi inseriti nella sesta batteria, con il sovietico a precedere lo svedese di appena 0″02 centesimi (1’46″74 ad 1’46″76) entrambi sotto il record olimpico di Armstrong di quattro anni prima ed a sfiorare il primato mondiale dell’assente Lamberti.

L’esito del turno di qualificazione, con Sadovyi ed Holmertz ad occupare le corsie centrali nellafFinale del pomeriggio, consiglia allo svedese di imprimere alla gara un ritmo folle che lo vede transitare in testa sia ai 50 (25″05, 9/100 sotto il primato mondiale) che ai 100 (51″77, vantaggio sul mondiale aumentato a 65/100), toccando per primo anche all’ultima virata dei 150 in 1’19″70 incrementando a 68/100 il vantaggio sul record, solo per vedersi rimontato nell’ultima vasca da Sadovyi che lo beffa andando a toccare nel nuovo record olimpico di 1’46″70 rispetto all’1’46″86 dello svedese, circostanza che salva per un solo 1/100 il primato di Lamberti che, con il russo ritiratosi prematuramente dalle scene, resiste per altri 7 anni.

Ancora una volta, Holmertz ha fatto da lepre ad un suo rivale, e solo per un niente non è crollato anche il record mondiale, limite che – assieme all’oro – poteva essere alla sua portata se solo avesse meglio dosato le energie, dato il suo eccellente stato di forma, confermato dalla frazione interna nuotata in 1’46″16 il giorno dopo nella staffetta 4×200 stile libero, che Holmertz conduce all’argento in 7’15″51 dietro alla Comunità degli Stati Indipendenti (ex Urss) che, con 7’11″95, centra, manco a dirlo, il primato mondiale.

Record che crolla anche sui 400 stile libero, la cui finale è in programma il 29 luglio con Sadovyi ed il primatista mondiale, l’australiano Kieren Perkins, grandi favoriti, ma per la cui realizzazione la consueta mano la fornisce Holmertz, mettendo in atto la stessa tattica suicida di tre giorni prima sui 200, coprendo i primi 300 metri ben al di sotto del record dell’australiano, non riuscendo però a staccare oltre al massimo un metro i due avversari, i quali lo superano quasi pressoché contemporaneamente alla penultima virata per andarsi a disputare l’oro in un finale incandescente che vede entrambi demolire il vecchio primato, e Sadovyi mettersi al collo la sua terza medaglia pregiata nel sensazionale crono di 3’45″00 – migliorandosi di oltre 4″!!! – con Perkins argento in 3’45″16 ed Holmertz arricchire la propria collezione di piazzamenti salvando il bronzo dal ritorno di Wojdat, realizzando comunque in 3’46″77 il proprio “personale” nonché record nazionale.

Se, da un punto di vista cronometrico, i Giochi di Barcellona rappresentano l’apice della carriera di Holmertz, altrettanto non si può dire della sua longevità agonistica, che lo porta a gareggiare per altri quattro anni, con risultati più che lusinghieri sia agli Europei di Sheffield 1993 (bronzo sia sui 200 che sui 400 stile libero, entrambi appannaggio del finlandese Antti Kasvio, con l’aggiunta dell’argento nella staffetta 4×100 stile lobero) che a quelli di Vienna 1995 dove le medaglie sono addirittura quattro, con l’argento sui 200 stile libero tra i due finlandesi Jani Sievinen e Kasvio e con la staffetta 4×200 stile libero ed il bronzo sui 400 stile libero e nella 4×100 stile libero.

Medaglie che, però, erano state precedute da un ultimo grande acuto di Holmertz ai Mondiali di Roma 1994 dove, dopo essere stato battuto da Kasvio nella prova individuale sui 200 stile libero, nuota un’eccellente ultima frazione nella rispettiva staffetta, coperta in 1’47″13, per consegnare alla Svezia la sua unica medaglia d’oro in tale specialità tra Olimpiadi e Mondiali, per poi andare a concludere una comunque straordinaria carriera con la sua quarta partecipazione ai Giochi di Atlanta 1996, dove è ancora capace di giungere quinto in finale sia sui 200 che sui 400 stile libero, nonché di conquistare la sua quinta medaglia olimpica con l’argento della Svezia nella staffetta 4×200 stile libero dietro agli Stati Uniti, nuotando la propria frazione interna nel tempo di 1’47″03, migliore di tutti gli altri finalisti.

D’accordo, Holmertz passerà alla storia come il più classico dei perdenti di successo, ma non si può certo dire che non abbia dato un più che valido contributo alla crescita del nuoto nel panorama mondiale, potendo comunque allineare nel salotto di casa ben 20 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

Avessero premiato anche i quarti posti!

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