LA LOTTA D’ORO DI ENRICO PORRO A LONDRA 1908

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Enrico Porro – da pinterest.com

articolo di Nicola Pucci

Alle Olimpiadi di Londra del 1908 la lotta greco-romana riserva una piacevole sorpresa ai colori italiani, grazie all’impresa di Enrico Porro.

Nato a Lodi, classe 1885, dopo aver lavorato come mozzo sui bastimenti tra l’Italia e il Sudamerica, ventitreenne, partecipa alla competizione olimpica nella categoria pesi leggeri, fino ai 66 chilogrammi, lui, alto poco più di un metro e mezzo, ma dalla forza leonina. Porro si allena in una palestra milanese nel rione di Porta Ticinese, nota per il singolare nome di “Paviment de giass” per l’abilità dei lottatori che qui sono così veloci nel mettere a terra gli avversari che, appunto, sembra di combattere sul ghiaccio. E tra queste mura il ragazzotto lodigiano, irrequieto, irascibile e particolarmente incline alla rissa, impara perfettamente il mestiere.

Inabile alle Olimpiadi di St.Louis del 1904 per dover adempiere agli obblighi di leva, nella capitale britannica, dopo aver usufruito di un bye al primo turno, Porro trova sulla sua strada il temibile ungherese Teger, compagno d’allenamenti, che gli rende la vita difficile con una condotta di gara remissiva e che l’italiano batte solo ai punti. L’incontro successivo, con lo svedese Malmstrom campione d’Europa, è altrettanto impegnativo ed ancora una volta la decisione avviene ai punti, mentre in semifinale, al cospetto dell’altro scandinavo Persson, infine Porro riesce ad imporsi per schienata.

Porro paga dazio alla statura al cospetto di avversari più prestanti di lui, ma ci mette coraggio e grinta, e la cosa gli procura il sostegno del pubblico londinese, che lo sostiene nell’ultimo, decisivo incontro con il russo Nikolay Orlov, che lo sovrasta fisicamente, e con il quale dà vita ad una sfida infinita. Si combatte per tre, lunghe riprese, le prime due per i previsti 15 minuti ed una supplementare di 20 minuti, ed infine Porro vince meritatamente ai punti, mettendosi al collo la medaglia d’oro per poi venir premiato dalla regina Alessandra di Danimarca, che il giorno prima ha riservato lo stesso onore a Dorando Pietri, eroe sforuntato della maratona.

Porro diventa una leggenda. Torna in Italia tra gli onori, accolto anche dal re Vittorio Emanuele che lo premia a sua volta con una medaglia, e per anni continuerà a gareggiare, anche se non potrà partecipare alle Olimpiadi di Stoccolma nel 1912, fermato da un infortunio ad una mano causato da un corto circuito. Dopo l’interruzione per il primo conflitto bellico, tornerà in corsa, seppur senza ottenere risultati, alle Olimpiadi di Anversa del 1920, dove verrà schienato dal belga Boumans, e a quelle di Parigi del 1924, sconfitto ai punti sia dal francese Capron che dallo svedese Malmberg.

Ma Londra 1908 è sua e quel successo, che si aggiunge a numerosi titoli italiani, sempiterno, lo rende immortale.

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