PAT O’CALLAGHAN, IL MARTELLO CHE FECE SUONARE L’INNO D’IRLANDA ALLE OLIMPIADI

pat-ocallaghan
Pat O’Callaghan – da si.com

articolo di Nicola Pucci

Quando Patrick O’Callaghan si presenta da carneade alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928, in compagnia del fratello decatleta Con, per gareggiare nel lancio del martello, è ben lungi dal pensare che sta per passare alla storia.

L’Irlanda, diventato stato libero nel 1922 alienandosi dal governo britannico di Londra al termine della guerra di indipendenza, ha infine partecipato per conto proprio ai suoi primi Giochi quattro anni prima, a Parigi, cogliendo il quarto posto con Patrick Dwyer nei pesi welter del pugilato ed una quinta piazza nel torneo di calcio. Ma la medaglia, ancora, manca al Paese del trifoglio.

Chiusa la necessaria parentesi storica, torniamo a Pat O’Callaghan, secondo figlio di Paddy O’Callaghan e Jane Healy, classe 1905, che nasce e cresce a Castemagner nella Contea di Cork. Buon sangue non mente, se è vero che il giovane Patrick, oltre a studiare con buon profitto, pratica sport seguendo le orme dello zio Tim, velocista di buon livello e giocatore di football gaelico, così come del fratello maggiore Sean, abile ostacolista tanto da vincere un titolo nazionale sulle 440 yards. Di pari passo con gli impegni scolastici che lo vedono prima alla Patrician Academy di Mallow, poi al Royal College of Surgeons di Dublino dove studia medicina, per infine impiegarsi nel 1926 presso la Royal Air Force Medical Service, Pat pratica rugby e scopre, del tutto casualmente, il lancio del martello.

Il dado è tratto. Pat sviluppa passione senza freni per l’attrezzo e tornando a Duhallow, lì dove ha radici, inizia una quotidiana sessione di allenamenti personalizzati al punto da adottare una tecnica particolarissima che lo renderà inimitabile. Neanche il tempo di far suoi due titoli nazionali della disciplina, nel 1927 lanciando a 43m37 e nel 1928 bissando a 49m56, che viene selezionato per difendere i colori dell’Irlanda, appunto, alle Olimpiadi imminenti di Amsterdam.

Con e Pat racimolano quanto basta per completare il viaggio, ma il maggiore degli O’Callaghan, novizio a questi livelli, non viene certo accreditato dei favori del pronostico. Quelli spettano allo svedese Ossian Skiold, già quinto a Parigi nel 1924 e detentore del limite europeo con 53m85, al britannico Malcolm Nokes, bronzo a quella rassegna a cinque cerchi, agli americani Edmund Black, vincitore ai Trials di selezione, Don Gwinn e Frank Connor, primatista stagionale con 52m39, e in seconda battuta all’azzurro di Modena, Armando Poggioli, campione italiano dopo aver partecipato alla gara di lancio del disco ai Giochi parigini, chiusi in 25esima posizione.

In qualificazione Skiold è nettamente il migliore, scagliando il martello a 51m29, misura che parrebbe metterlo al sicuro da clamorosi ed inattesi sorpassi. Tanto più che gli americani deludono, non  meglio del 49m03 di Black proprio davanti a O’Callaghan che lascia atterrare l’attrezzo a 47m49. Ma ai lanci di finale, a cui accedono i primi sei classificati del turno preliminare, l’irlandese estrae dal cilindro la prodezza che non ti aspetti, 51m39 a scavalcare Skiold, che gli ha prestato il martello, quanto basta per garantirsi la medaglia d’oro. La gioia così come la sorpresa è tale che Pat sul podio, quando per la prima volta nella storia di Olimpia sventola il tricolore irlandese e nell’aria risuonano le note del Amhrán na bhFiann, non può proprio mascherare l’emozione. Se in precedenza cinque americani nati in terra gaelica avevano colto il successo olimpico nel lancio del martello, stavolta il titolo è interamente da ascrivere all’Irlanda. E la storia è cosa fatta.

Ma la vicenda agonistica di Pat non si ferma qui. Anzi. Colleziona una serie di ben 22 titoli nazionali tra lancio del martello, peso, disco e anche salto in alto, per poi presentarsi alla rivincita con Skiold, ormai 41enne, in un meeting ad inviti di due giorni a Stoccolma nell’estate del 1930. I due campioni si danno battaglia a suon di record europei infranti, infine l’esperto padrone di casa lancia a 54m40 e il primato, nuovamente, gli appartiene. Ma O’Callaghan, caso mai ce ne fosse bisogno, conferma che la vittoria olimpica non è certo frutto del caso.

Già, perchè altri due anni ancora e l’appuntamento a cinque cerchi chiama di nuovo i due protagonisti a Los Angeles, sede nel 1932 della X edizione delle Olimpiadi moderne. C’è un imprevisto, il terreno del meraviglioso Memorial Coliseum dove gli atleti sono chiamati a gareggiare non è in erba o in argilla come di consuetudine in Europa ma in cenere e Pat, con scarpe chiodate, ha difficoltà negli appoggi. Poco importa, dopo una modesta quinta piazza al primo tentativo, 47m76 ben distante dal 51m27 del finlandese Ville Porhola ed alle spalle anche dei due americani Pete Zaremba e Grant McDougall e dell’immarcescibile Skiold, anziano e sovrappeso ma sempre competitivo, Pat trova l’ispirazione con un lancio a 52m21 che gli garantisce l’accesso ai tre tentativi di finale e il provvisorio primo posto in graduatoria. Porhola lo scavalca ancora, di un’inezia, 51m27, ma O’Callaghan, tagliata la punta delle scarpe con una seghetta di fortuna, dopo aver infilato due buoni lanci a 51m81 e 51m85 che non smuovono la classifica, e quando si pensa che le posizioni si siano ormai cristallizzate, all’ultimo turno piazza la botta vincente a sfiorare i 54 metri. E’ la seconda medaglia d’oro olimpica consecutiva per Pat, proprio mentre il connazionale Bob Tisdall a sua volta fa sua la gara dei 400 metri ostacoli.

L’Irlanda che vinceva ma batteva bandiera britannica è solo un lontano ricordo. Nel 1928 il martello di Patrick, detto Pat, O’Callaghan segnò la strada e da quel giorno le note del suo inno non sono ignote dalle parti di Olimpia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...