GRAN PREMIO DI SPAGNA 1976, L’INIZIO DELLA RINCORSA AL TITOLO MONDIALE DI JAMES HUNT

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La Mc Laren di James Hunt – da road2sport.com

articolo di Nicola Pucci

Dopo la tragedia dell’anno prima al Montjuich, quando la Hill di Rolf Stommelen piombò nel pubblico provocando la morte di quattro spettatori, nel 1976 il GP di Spagna si sposta in pianta stabile sul tracciato di Jarama, non lontano da Madrid.

E qui, il week-end del 2 maggio, si disputa la quarta prova di un campionato del mondo che è già nato nel segno di Niki Lauda e della sua Ferrari, che insegue il bis iridato ed ha messo in bacheca le vittorie al debutto in Brasile e a Kyalami in Sudafrica, per poi lasciar via libera al collega di scuderia Clay Regazzoni a Long Beach. Nondimeno, qualche giorno dopo l’asburgico se l’è vista brutta quando, nella sua nuova proprietà alle porte di Salisburgo, nel tentativo di sollevar terra alla guida di un trattore, vede il mezzo ribellarsi e travolgerlo, provocandogli la frattura di due costole. Potrebbe lasciarci le penne ma se la cava e nonostante gli vengano prescritte sei settimane di convalescenza e la stampa italiana, così come il direttore sportivo a Maranello Daniele Audetto, spingano per la promozione di Regazzoni a primo guida con magari il giovane Maurizio Flammini, pilota di Formula 2, al suo fianco, in Spagna Lauda è pronto a salire sul bolido rosso, modificato quanto basta per garantirgli di gareggiare con un sedile più morbido proprio lì in corrispondenza della zona dolorante.

La Ferrari, dunque, è la favorita di una prova che ha nella nuova Tyrrel P34 a sei ruote affidata a Patrick Depailler la novità principale, anche se James Hunt con la Mc Laren è il rivale di Lauda nella corsa al titolo. Ed è proprio il biondo britannico, con cui Lauda gareggia e duella fin da ragazzo nelle serie minori e che nelle prime tre gare in stagione non è andato oltre il secondo posto in Sudafrica incasellando poi due ritiri, ad essere il più veloce nella prima sessione di prove al venerdì, 32 centesimi ad anticipare Lauda, che accusa qualche fastidio ma guida veloce e non dispera di poter dire la sua nella gara della domenica. Al sabato i due contendenti non si migliorano, e così per Hunt è l’ora di cogliere la terza pole-position su quattro prove, con la Tyrrell di Depailler che si avvia dalla terza posizione con un ritardo di 59 centesimi e precede l’altra Mc Laren di Jochen Mass, la seconda Ferrari di Regazzoni e la March di un tenace Vittorio Brambilla. Le due Lotus dello svedese Gunnar Nillson e di Mario Andretti, nuova recluta della scuderia di Colin Chapman dopo esser stato appiedato dall’abbandono della Parnelli, sono rispettivamente settima e nona, ad evidenziare confortanti progressi, mentre la Ligier di Laffite e la Ensign di Chris Amon chiudono la top-ten. Più indietro nello schieramento si posizionano le due Brabham di Pace e Reutemann, mentre Arturo Merzario, sedicesimo con la March, si qualifica per la prima volta in stagione.

Ma prima della partenza si scatena il finimondo: le due Mc Laren vengono trovate con i tubi dell’olio non in regola, sporgenti di 5 centimetri oltre il consentito, 65 contro 60, così come per la posizione dei radiatori. Ma se su quest’ultimo punto si decide di rinviare a settembre la decisione, per i tubi dell’olio viene rilevato che ciò non influisce sulle prestazioni e le due Mc Laren sono ammesse a partecipare. Il che, inevitabilmente, provoca la reazione della scuderia di Maranello, con Audetto che minaccia di ritirare le due Ferrari di Lauda e Regazzoni se le McLaren prenderanno parte al gran premio. Pierre Ugeaux, presidente CSI, con una presa di posizione contraddittoria, decide di far partire le vetture inglesi, dichiarandole, al tempo stesso, illegali, e così, il 2 maggio 1976, Jarama può assistere al duello atteso tra le due scuderie più accreditate. Nonché acerrime concorrenti al titolo iridato.

Al via Lauda è il più pronto a mettersi in marcia, passando Hunt e prendendo la testa della corsa già alla prima curva. Brambilla insegue da vicino, con Depailler, Mass e Laffite a ruota, mentre Regazzoni arranca in decima posizione, complice un’incertezza alla partenza. Depailler spinge al massimo la sua Tyrrell a sei ruote, passa Brambilla nel corso del secondo giro, exploit che riesce anche a Mass relegando il monzese in quinta posizione.

Gli occhi di tutti sono, tuttavia, rivolti ai due primi della classe, Lauda e Hunt, che prendono il largo, mentre tra il 21esimo e il 25esimo giro la corsa perde due protagonisti, gli stessi Brambilla e Depailler, costretti al ritiro l’uno per un’uscita di pista, l’altro per un problema ai freni. Laffite a sua volta scivola in ultima posizione per un guasto al cambio, e Mass, risalito in terza posizione, avvicina il duo di testa, con le due Lotus di Nilsson e Andretti che navigano in quarta e quinta posizione ad oltre trenta secondi di distacco.

Nel corso del 32esimo giro Lauda, al comando, ha Hunt alle…costole, ma è troppo spostato a sinistra e questo permette all’inglese di passarlo all’interno, per il sorpasso che poi decide la gara. Niki non oppone resistenza, James si invola e poco dopo anche Mass, spinto da una Mc Laren performante, scavalca il campione del mondo e si installa in seconda posizione, a guardia della leadership del compagno di squadra.

E così, mentre Andretti e Scheckter sono a loro volta costretti all’abbandono, e Nilsson porta a spasso la sua Lotus alle spalle dei tre inarrivabili al comando, Hunt sente sempre più profumo di vittoria, il che per la Mc Laren potrebbe significare rientro in lizza per il mondiale e prima doppietta stagionale. Se… se il motore non lasciasse a piedi un ottimo ma sfortunato Mass al 66esimo giro, dopo aver segnato il miglior giro in gara in 1’20″93, e se una volta tagliato il traguardo la vettura di Hunt, trionfante per il secondo successo in carriera, non venisse trovata fuori regola anche per la misura delle gomme posteriori, 18 millimetri oltre quanto garantito dal regolamento, e quindi squalificato. Lauda prima, dunque, e sempre più padrone del mondiale, con Nilsson al primo podio in carriera e le due Brabham di Pace e Reutemann, motorizzate Alfa Romeo, che regalano punti alla casa lombarda come non accadeva dal Gran Premio proprio di Spagna del 1951, allora corso sul circuito di Pedralbes.

Finita qui? Certo che no, perché a luglio il Tribunale d’Appello della Fia riammette Hunt e il bel James, con i nove punti meritatamente messi in saccoccia al Gran Premio di Spagna disputato a Jarama, comincia quella rincorsa che lo porterà, a fine stagione, al titolo di campione del mondo.

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