GIORGIO LAMBERTI E IL RECORD DEL MONDO DI BONN 1989

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Giorgio Lamberti – da swimbiz.it

articolo di Giovanni Manenti

Sino agli anni ’80, l’Italia poteva malinconicamente considerarsi come una illustre sconosciuta nel panorama natatorio a livello olimpico e mondiale – in cui le uniche medaglie raccolte giungevano dalla pallanuoto o dai tuffi, grazie al formidabile duo composto da Klaus Dibiasi e Giorgio Cagnotto, ma in vasca zero assoluto – se si escludono gli exploit della padovana Novella Calligaris, esplosa ad inizio anni ’70 con l’argento sui 400 stile libero ai Giochi di Monaco 1972 e l’oro iridato sugli 800 ai primi Mondiali di Belgrado 1973, ma si era trattato più che altro di un’impresa, pur grandiosa, isolata.

E non è che le cose andassero tanto meglio in campo europeo, la cui unica rassegna da ricordare è quella di Budapest 1958, con l’oro di Paolo Pucci in 56″3 sui 100 stile libero, l’argento di Roberto Lazzari sui 200 rana ed ilbBronzo di Paolo Galletti sui 200 stile libero, cui si uniscono le buone prestazioni delle Sstaffette, con il secondo posto della 4×200 stile libero ed il terzo della 4×100 mista.

Poi il buio più totale, con l’unico squarcio di luce costituito dal doppio oro sui 200 e 400 misti di Giovanni Franceschi agli Europei di Roma 1983 – già bronzo sui 200 misti e quarto sui 400 ai Mondiali di Guayaquil 1982 – con tanto di primato europeo su entrambe le distanze (2’02″48 sui 200 e 4’20″41 sui 400), precedendo in tutte e due le gare il quotato tedesco Est Jens-Peter Brendt, argento sui 400 alla rassegna iridata dell’anno prima.

Ma anche l’exploit di Franceschi rimane fine a se stesso, dato che ai Giochi di Los Angeles 1984 il milanese centra la finale solo sui 400 misti, classificandosi ottavo in un mediocre 4’26″05, ed agli Europei di Sofia 1985 non riesce a confermarsi ai massimi livelli continentali, giungendo quarto sui 200 e non meglio che settimo sulla doppia distanza, in una rassegna in cui, peraltro, l’Italia sale sul podio – tra settore maschile e femminile – solo con la staffetta 4×100 mista maschile, bronzo dietro alle due Germanie, con l’Occidentale a precedere l’Orientale.

In un panorama così desolante, una piccola speranza proviene dai Mondiali di Madrid 1986, in cui l’Italia conquista due medaglie d’argento – dopo che nelle prime quattro edizioni in campo maschile aveva ottenuto appena due terzi posti, con il ricordato Franceschi nel 1982 e con la staffetta 4×100 stile libero a Cali 1975 – con Gianni Minervini sui 100 rana e, soprattutto, con il 16enne Stefano Battistelli sui 1500 stile libero, specialità in cui si era laureato campione europeo juniores a Bonn nel medesimo anno e che, in seguito, abbandona per dedicarsi più proficuamente al dorso ed ai misti.

A quei Mondiali partecipa anche, passando peraltro inosservato, un altro giovane azzurro di appena un anno maggiore di età, il bresciano Giorgio Lamberti, il quale, dopo aver sfiorato il podio sui 100 stile libero giungendo quarto e conquistato l’argento in 1’54″49 ai Campionati Europei Juniores di Ginevra 1985 sui 200 stile libero, alla rassegna iridata si piazza ottavo nella finale B (sedicesimo, in pratica) con il tempo di 1’52″28.

Lamberti è, all’epoca, un 17enne che ha sofferto nel periodo dell’adolescenza per un fisico eccessivamente esile e gracile, per irrobustire il quale i medici consigliano ai familiari – nonostante pianti ed iniziali rifiuti del piccolo Giorgio – di fargli praticare il nuoto, cosa che i genitori fanno iscrivendolo presso la famosa società della “Leonessa” di Brescia, con il tecnico Pietro Santi a fargli da primo istruttore.

Il ragazzo dimostra di avere una eccellente dimestichezza con il “crawl“, per come affronta l’acqua con forza e leggerezza allo stesso tempo, uno stile che non passa inosservato ad un esperto come il tecnico federale Alberto Castagnetti – già allenatore in passato di Marcello Guarducci e che ora ha sotto di sé l’altro stile liberista Roberto Gleria – il quale ne intuisce le potenzialità e fa la spola da Verona, dove abita, a Brescia per potergli stare vicino.

E, sotto la guida di un tale maestro, Lamberti evidenza sin da subito miglioramenti impressionanti, tanto che agli Europei di Strasburgo 1987 non si impressiona a nuotare la finale dei 200 stile libero a fianco del celebre primatista mondiale – nonché oro sulla distanza alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 ed alle rassegne iridate 1982 e 1986 – Michael Gross, precedendolo all’arrivo in 1’48″68 rispetto all’1’49″02 dell'”Albatros“, solo per essere sconfitto dallo svedese Anders Holmertz che, con 1’48″44, conquista la sua sola vittoria in gare individuali tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

Poco male, comunque, un argento all’esordio agli Europei, cui unisce il quarto posto sui 100 stile libero, non è certo da buttare, e Castagnetti, che vede confermate le sue previsioni sulla crescita del suo allievo, già stila un programma ambizioso, fatto di pesanti allenamenti, per l’appuntamento olimpico di Seul 1988, riescendo anche a convincere Giorgio a farsi operare alle tonsille, onde evitare i frequenti attacchi febbrili che le stesse gli procurano.

Gli effetti del duro lavoro sembrano manifestarsi a febbraio, quando a Bonn nuota i 200 stile libero in 1’48″20 in vasca lunga – quarta prestazione “all time” all’epoca – e poi si prende il lusso di togliere a Gross il record mondiale sui 200 stile libero in vasca corta con 1’43″95, stabilendo anche il limite mondiale sui 400 stile libero in 3’41″74.

Ma a disturbare i piani di Castagnetti si intromettono gli obblighi scolastici, ai quali Lamberti non vuole rinunciare per prendere il diploma di geometra; frequenta le scuole serali per non perdere gli allenamenti, ma non è certo l’ambiente migliore per un ragazzo 19enne, il doppio impegno e la popolarità acquisita gli creano problematiche a livello di stress, a giugno sembra l’ombra di se stesso, anche se il tecnico si affida – più speranzoso che convinto – al periodo estivo per recuperare una condizione accettabile in vista dei Giochi che si disputano dopo metà settembre.

Speranza vana, a Seul Lamberti – iscritto sia sui 200 che sui 400 stile libero – giunge dodicesimo in batteria su entrambe le distanze coi rispettivi tempi di 1’50″47 e 3’53″29 quando con l’1’48″20 nuotato a febbraio sarebbe giunto quarto in finale, ma ha un rigurgito di orgoglio nella staffetta 4×200 dove, dopo l’1’49″23 di Gleria in prima frazione, porta il quartetto azzurro a virare in testa a metà gara con un 200 lanciato da 1’47″29 che solo l’americano Biondi, l’australiano Armstrong (oro nella gara individuale) ed il solito Gross migliorano nelle loro rispettive frazioni, con l’Italia che conclude in un’onorevole quinta posizione.

Tale riscontro cronometrico convince Castagnetti che l’argento di Strasburgo non era un exploit isolato e che Lamberti ha solo bisogno di lavorare tranquillo per ritrovare consapevolezza nei propri mezzi e, grazie ad una preparazione per una volta, grazie a Dio, senza intoppi ed inciampi di alcun tipo, si presenta tirato a lucido agli Europei di Bonn 1989, dove è iscritto sia sui 100 che sui 200 stile libero, oltre naturalmente alle staffette.

Quella tedesca è un’edizione che passa alla storia del nuoto azzurro, che a fine anni ’80 può finalmente rialzare la testa, conquistando un bottino di medaglie mai visto in piscina, ben 10 con 4 ori, un argento e 5 bronzi, con i maschi a farla da padrone con sei allori e, soprattutto, tutte e quattro le medaglie d’oro.

E tocca proprio al bresciano aprile le danze il primo giorno del programma natatorio, scendendo in acqua per batterie e finale della sua gara, vale a dire i 200 stile libero, orfana di Michael Gross che non partecipa alla rassegna continentale, il giorno di Ferragosto del 1989.

Anche senza Gross, al quale, l’anno prima a Seul, l’australiano Duncan Armstrong aveva tolto il record mondiale nuotando in 1’47″25, non mancano temibili avversari per Lamberti, tra cui il campione in carica svedese Holmertz, il polacco Artur Wojdat (quarto a Seul 1988), la pattuglia tedesca formata da Sitt (il quale aveva preceduto Lamberti agli Europei juniores di Ginevra 1985) e dai due esperti tedesco-orientali Zesner e Dassler, senza trascurare l’amico/rivale Roberto Gleria.

Ai blocchi di partenza, conoscendo le abitudini di Holmertz – che sinora lo ha sempre battuto – Lamberti gioca d’anticipo forzando il ritmo tanto da virare ai 50 metri in 25″14, “un passaggio forse un po’ troppo veloce“, ammetterà in seguito lo stesso azzurro, “dato che dopo la virata, respirando a destra non vedevo Holmertz accanto a me…“, ma che gli consente di mantenere la testa a metà gara in 52″42 (0″60 centesimi sotto il limite mondiale di Armstrong, il quale però aveva costruito vittoria e primato nella seconda parte della gara), con un vantaggio di 0″24 centesimi sullo svedese.

Lamberti ha la capacità di aumentare il ritmo nella terza vasca, incrementando a 0″62 centesimi il vantaggio su Holmertz ai 150 metri, “quando ho notato il vantaggio all’ultima virata“, confesserà Giorgio, “ho pensato: ora non mi raggiungono più…!“, e difatti così accade, con l’azzurro che va a toccare con oltre 1″ di vantaggio sul polacco Wojdat che, nel frattempo, ha superato Holmertz, come suo solito scoppiato nel finale e che a mala pena salva il bronzo dal ritorno di Gleria.

La soddisfazione per il bresciano è grande, ma diventa immensa non appena si rende conto di aver distrutto, con l’1’46″69 realizzato, il record mondiale datato appena un anno prima, un evento storico per il nostro nuoto, che mai prima di allora aveva registrato una simile impresa in campo maschile, mentre nel settore femminile si era fermi al solo primato di Novella Calligaris sugli 800 stile libero ai Mondiali di Belgrado 1973.

Davvero un fantastico exploit, che ha il solo torto di essere realizzato il 15 agosto, in quanto il giorno dopo in Italia i quotidiani non escono, con conseguente minor risonanza mediatica, cosa che, peraltro, non crediamo abbia scosso più di tanto Lamberti, il quale, dal canto suo, nuota il giorno seguente una stratosferica terza frazione della staffetta 4×200 stile libero in 1’45″53 che consente di superare il quartetto svedese (con Holmertz schierato in prima frazione, nuotata in 1’47″61) e dare il cambio a Battistelli con un ampio margine che il romano, il quale meno di tre quarti d’ora prima aveva conquistato l’oro sui 200 dorso, gestisce agevolmente per il 7’15″39 che vale il terzo oro azzurro della manifestazione.

E, poiché l’appetito vien mangiando, cosa c’è di meglio per Lamberti che completare l’opera con l’oro anche sui 100 stile libero il 17 agosto, di fronte ad una concorrenza onestamente scarsa, ma in ogni caso nobilitato dall’azzurro, il quale nuota la distanza in 49″24, che rappresenta il nuovo primato europeo, nonché il terzo miglior crono mondiale all’epoca.

Con un simile biglietto da visita, Lamberti si presenta tra i pretendenti alle medaglie alla rassegna iridata di Perth che, per motivi legati al clima dell’emisfero australe, si svolge a gennaio 1991 invece che nei canonici mesi estivi dell’anno precedente, e non delude le aspettative, conquistando l’oro sui 200 stile libero in 1’47″27, con oltre 1″ di vantaggio sul tedesco Zesner, mentre Wojdat giunge terzo superando, come di consueto, Holmertz nell’ultima vasca.

Medaglia alla quale Lamberti aggiunge il bronzo sui 100 stile libero, coprendo la distanza in 49″82 nella gara vinta dall’americano Matt Biondi che conferma l’oro iridato di Madrid 1986, ed identico piazzamento nella staffetta 4×200 stile libero, nuotando l’ultima frazione in 1’46″86, curiosamente lo stesso tempo al centesimo del suo grande rivale Michael Gross, al passo d’addio all’attività agonistica con il suo quinto oro mondiale che consegna alla Germania la vittoria in 7’13″50 davanti agli Stati Uniti.

Appena 22enne, ci si può attendere da Lamberti ancora grandi cose negli anni a seguire, anche se Castagnetti imposta un programma basato sulla resistenza in vista degli Europei di Atene 1991, volendolo provare anche sui 400 stile libero, cosa che toglie all’azzurro un po’ di brillantezza, tornandosene comunque dalla rassegna continentale con l’argento sia sui 200 stile libero – battuto per soli 0″05 centesimi (1’48″10 ad 1’48215) da Wojdat, con Gleria bronzo davanti a Sadovyi (tenete a mente questo nome) – che nella staffetta 4×200 stile libero, in cui nuota un’ultima frazione da 1’47″54 non sufficiente ad impedire il successo dell’Unione Sovietica, ed il bronzo sui 100 e 400 stile libero.

A Lamberti mancherebbe solo quantomeno una medaglia olimpica, ma ancora una volta complicazioni extra sportive ne limitano la preparazione in vista dei Giochi di Barcellona 1992, sotto forma dell’adempimento agli obblighi di leva che non gli consente di allenarsi decentemente per un impegno di così alto livello che lo vede solo protagonista in staffetta, con la 4×200 stile libero che chiude in una dignitosa quinta posizione, confermando il piazzamento di quattro anni prima a Seul 1988, mentre l’unica consolazione gli giunge dall’esito della gara individuale sui 200 stile libero, che il sovietico Sadovyi (ricordate?) vince in 1’46″70, ad appena un 0″01 centesimo dal limite mondiale di Lamberti, che viceversa resisterà ancora sino al 1999, migliorato per soli 0″02 centesimi (1’46″67) dall’australiano Grant Hackett.

Con l’amara esperienza olimpica, si conclude di fatto l’attività agonistica di Lamberti che, anche se è durata relativamente poco, ha probabilmente fatto da apripista – assieme a Stefano “Bibi” Battistelli – alla rinascita del nuoto azzurro, da cui sono poi usciti i vari Brembilla, Rosolino, Fioravanti, Magnini e via dicendo in campo maschile, oltre alla “divina” Pellegrini nel settore femminile.

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