GIOVANNI PARISI, CAMPIONE COMPLETO ANCHE NELLA SFORTUNA

PARISI.png
Giovanni Parisi – da fuoriposto.com

articolo di Giovanni Manenti

Che il pugilato sia considerato la “Noble Art” in quanto racchiude in sé qualità come il coraggio, la forza e l’intelligenza, è risaputo, ma è altrettanto vero che per avere la determinazione che ti porta a salire su di un ring per difenderti dai colpi di un avversario e, a propria volta, volerlo atterrare, è necessario avere dentro una spinta, per non dire una rabbia, da sfogare e che per molti pugili trova la sua radice nelle difficoltà e nei traumi subiti nella propria adolescenza.

E non esente dall’aver vissuto una simile situazione è anche Giovanni Parisi, ragazzo calabrese di Vibo Valentia nato a fine dicembre 1967, il quale ha appena due anni quando, assieme a mamma Carmela ed ai due fratelli, risale la penisola per trasferirsi dapprima a Pavia e quindi a Voghera – che diviene la sua città d’adozione – al seguito di un padre che, quando torna a casa dal lavoro in pizzeria, tratta male i figli e la moglie per poi tornarsene, da solo, in Calabria nel 1985, con Giovanni non ancora maggiorenne.

Orgoglioso e sensibile, Parisi mal sopporta le angherie del padre e soffre nel vedere la madre sfiancarsi di lavoro per mantenere un tenore di vita dignitoso ai propri figli, scaricando le proprie tensioni giocando a calcio prima di dedicarsi alla boxe, attività che gli consente di irrobustire un fisico inizialmente gracile e di progredire sino ad esordire in azzurro a 17 anni e conquistarsi un posto per le Olimpiadi di Seul del 1988 grazie alla rinuncia di Caldarella nella categoria dei pesi piuma, circostanza che pone Giovanni – lui leggero naturale – di dover perdere peso in appena dieci giorni per rientrare nei 59kg. previsti.

Non ancora diciannovenne – li avrebbe compiuti il 2 dicembre – Parisi si presenta sul ring coreano non con i favori del pronostico, logicamente orientati verso il pugile americano Kelcie Banks, campione mondiale a Reno (Usa) 1986 dopo aver sconfitto in finale il cubano Jesus Sollet, titolo poi confermato ai “Pan American Games” di Indianapolis 1987 superando in finale il dominicano Villegas per quello che è l’unico oro che sfugge ai pugili cubani – che, ricordiamo, sono assenti a Seul – i quali si affermano in 10 delle 11 categorie in programma.

Solo che Banks incappa in un incidente di percorso che ne pregiudica il cammino sin dal primo turno, quando si fa sorprendere da un diretto dell’olandese Regilio Tuur – pugile di colore originario del Suriname e bronzo agli Europei di Torino 1987 (sicuramente non un sorteggio favorevole per l’americano) – che lo manda al tappeto per il conteggio finale già alla prima ripresa.

Parisi, viceversa, esentato dal primo turno, entra in competizione con un agevole successo ai punti, ma con verdetto unanime (5-0) sul rappresentante di Taipei Lu Chih Hsiung, per poi demolire il sovietico Kazanyan per k.o.t. al secondo round negli ottavi ed avere ragione ai punti, ma ancora una volta con verdetto unanime (5-0) dell’israeliano Shmuel nel match dei quarti che consente all’azzurro di entrare in zona medaglia.

La semifinale vede Parisi opposto ad un pugile tosto, vale a dire il marocchino Abdelhak Achik, reduce da due vittorie entrambe per k.o. alla prima ripresa, ma stavolta è il nordafricano a dover subire identica sorte, costringendo l’arbitro a decretare la fine del match prima del suono del gong del primo round, tanto è netta la superiorità del pugile italiano, che ora deve completare l’opera affrontando in finale il rumeno Daniel Dumitrescu, giustiziere di Tuur ai quarti e che in semifinale ha sconfitto con verdetto unanime il pugile di casa, il sudcoreano Lee Jaw-Hyuk.

Parisi non si fa sfuggire l’occasione ed impiega meno di 3′ per mandare al tappeto il suo avversario e conquistare il sesto oro della spedizione azzurra nell’ultimo giorno di gare, e poter dedicare la medaglia alla memoria dell’amata madre, scomparsa pochi mesi prima, a maggio, dopo aver dedicato tutta la propria esistenza per far crescere i figli.

Il trionfo olimpico apre a Parisi le porte del professionismo, ma anche un cambio di vita che affronta contornandosi di auto di lusso e belle donne, tra cui la ceca Lenka, conosciuta a Vibo Valentia nel giorno del suo debutto da “Pro” e che diviene sua moglie nel 1990 salvo poi divorziare nel 1996.

Ma Parisi è l’unico pugile italiano che può ancora richiamare le attenzioni del pubblico in uno sport che ha oramai perso gran parte del suo fascino nel “Bel Paese“, e per far ciò si trasferisce a Perugia sotto le sapienti mani del maestro Bocciolini, conquistando nel 1991 il tricolore dei pesi leggeri e quindi, dopo altre cinque vittorie consecutive per k.o., ottenere la chance di combattere per il titolo mondiale versione WBO nel settembre 1992, contro il messicano Javier Altamirano, match che si svolge allo Stadio di Voghera ed in cui, dopo aver subito due iniziali atterramenti nelle prime riprese, fa valere la forza del suo micidiale destro per mandare l’avversario al tappeto per il definitivo conteggio nel corso del decimo round, per la gioia dei suoi tanti tifosi di una città che lo ha adottato e che sempre di più ha imparato ad amarlo.

Le imprese del pugile italiano, il quale unisce un pugno micidiale ad una non comune abilità schermistica, non passano inosservate oltreoceano, giungendo sino alle orecchie del famoso promoter Don King, il quale sottopone a Parisi un contratto miliardario per un primo incontro con l’ex campione mondiale Freddie Pendleton a Las Vegas nel settembre 1994, match che l’azzurro si aggiudica con forse una delle sue migliori esibizioni.

La vittoria ai punti su Pendleton convince Don King ad offrire a Parisi la chance mondiale per il titolo dei superleggeri WBC contro il leggendario messicano Julio Cesar Chavez, incontro che va in scena sul mitico ring del “Caesars Palace” di Las Vegas l’8 aprile 1995, dove però il pugile calabrese appare la controfigura di se stesso e, pur resistendo in piedi per tutte e 12 le riprese previste, la vittoria ai punti del messicano è indiscutibile, come testimoniano i cartellini dei tre giudici che assegnano al campione il successo coi rispettivi punteggi di 120-107, 118-109 e 118-109.

Al ritorno in patria, Parisi licenzia l’intero suo clan affidandosi ad una nuova coppia di allenatore e manager composta da Cherchi e Locatelli, il quale ultimo convince il messicano Sammy Fuentes, neocampione mondiale dei superleggeri versione WBO, a mettere in palio il titolo in Italia e l’incontro, che si disputa il 9 marzo 1996 al Palalido di Milano, vede l’azzurro trionfare per k.o.t. tecnico all’ottavo round e quindi confermarsi campione poco più di tre mesi dopo, al termine di un combattutissimo match contro il messicano Carlos Gonzales, svoltosi al Forum di Assago davanti a 5.000 spettatori e conclusosi con un discusso verdetto di parità.

Per Parisi si schiude un periodo di serenità a tutti i livelli, dopo la turbolenta separazione dalla moglie; conosce e sposa Silvia, una ex modella slovacca che gli dà due figli (Carlos, nato nel 1999 ed Angel nel 2005), ed anche se Gonzales si prende la sua rivincita, mettendolo k.o. al nono round nel match disputatosi a Pesaro a fine maggio 1998, i soldi guadagnati con i lauti ingaggi oltreoceano possono garantire un futuro sereno a lui ed alla sua famiglia, se non fosse che un tragico destino è in agguato, portandoselo via a 41 anni da poco compiuti, sotto forma di un incidente stradale avvenuto il 25 marzo 2009 in uno scontro frontale con un furgone mentre è alla guida della sua BMW.

La sua prima grande passione, la boxe, gli ha consentito di emergere nella vita, la sua seconda, le auto veloci, gliela ha prematuramente tolta.

Addio Giovanni, e grazie di tutto…

Annunci

2 pensieri su “GIOVANNI PARISI, CAMPIONE COMPLETO ANCHE NELLA SFORTUNA

    1. sì Bruno… e nel raccontare di pugilato su queste pagine ho avuto modo di scoprire l’enorme vissuto di questi ragazzi… perchè poi, fondamentalmente, parliamo di ragazzi che diventano uomini molto in anticipo di altri

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...