LA DOPPIETTA VELOCE DI PERCY WILLIAMS AD AMSTERDAM 1928

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Percy Williams ad Amsterdam 1928 – da collectionscanada.gc.ca

aticolo di Nicola Pucci

Già sconfitti quattro anni prima a Parigi dal britannico Abrahams, alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 gli americani fanno ancora peggio nella gara regina dei 100 metri piani, addirittura rimanendo fuori dal podio. Ma la controprestazione stelle-e-strisce passa quasi inosservata, perché la kermesse a cinque cerchi celebra l’inatteso trionfo di un giovanotto canadese che viene da Vancouver, senza precedenti illustri, e che farà quel che prima di lui furono capaci di realizzare Archie Hahn a St.Louis nel 1904 e Ralph Craig a Stoccolma nel 1912: la doppietta 100/200 metri alle Olimpiadi.

76 atleti sono iscritti per la prova breve di velocità che si disputa il 29 e il 30 luglio allo Stadio Olimpico della città olandese. Tra questi ci sono i quattro statunitensi selezionati dai Trials, ovvero Wykoff, McAllister, Russell e Bracey, e tutti loro non hanno difficoltà al debutto, vincendo lo rispettive batterie. Il britannico John London fa segnare il miglior tempo, 10″8, avanzando la sua candidatura alle medaglie, così come il canadese Percy Williams, il tedesco Coers che ha il miglior cronometro stagionale in 10″4 e il connazionale Lammers, mentre a sorpresa viene eliminato il neozelandese Porritt, che a Parigi fu medaglia di bronzo ed è costretto al ritiro da un infortunio, così come si ferma al primo turno la corsa degli italiani Reyser, Toetti e Castelli.

Proprio Percy Williams, piccoletto di Vancouver alto solo 1,68, poco più che ventenne, fa esplodere il suo talento ai quarti di finale, quando nella quarta serie realizza il nuovo record olimpico, 10″6, eguagliato nella prima semifinale da McAllister, dallo stesso Williams e dal sudafricano Legg, e dal gigantesco London, atleta di colore della Guyana alto 1,92, nella seconda.

In finale, dunque, si presentano Williams, London, i due americani McAllister e Wykoff, il tedesco Lammers e il sudafricano Legg, per una sfida che si annuncia senza un favorito. Dopo due false partenze attribuite a Legg e Wykoff, il terzo sparo è quello giusto con Williams che si avvantaggia leggermente su McAllister. L’americano sembra poter competere per la medaglia d’oro ma a trenta metri dal traguardo si infortuna e lascia via libera al canadese, che vince con il tempo di 10″8 davanti a London e Lammers, con Wykoff solo quarto e McAllister, sofferente alla coscia, che riesce a tagliare il traguardo ma termina ultimo, alle spalle anche di Legg. Per Percy Williams è una fantastica medaglia d’oro, nel giorno nero degli americani… ma le sorprese non finiscono qui

Ventiquattro ore dopo la finale dei 100 metri piani, i velocisti sono già chiamati ad allinearsi al via nelle batterie della distanza doppia. “Scottati” dalla pesante sconfitta nella prova regina dei Giochi, tanto da non aver piazzato neppure un loro rappresentante sul podio, gli americani sono attesi al riscatto. Per far questo affidano le loro chances ai due veterani Charles Paddock e Jackson Scholz, all’ultima recita di una grande carriera, già più volte medagliati ad Anversa nel 1920 e a Parigi nel 1924, e alle due nuove reclute Borah e Cumming, che tuttavia non si rivelano all’altezza delle ambizioni statunitensi tanto che nessuno dei due accederà alla finale.

Percy Williams, dal canto suo, gareggia sulle ali dell’entusiasmo per la vittoria sui 100 metri ed è nuovamente protagonista. In batteria il miglior tempo, 22″ netti, è segnato dal tedesco Schuller e dall’inglese Rangeley, mentre il canadese si accontenta di vincere la propria serie in 22″6. Ai quarti di finale Williams affronta il tedesco Helmut Kornig, che realizza col tempo di 21″6 il nuovo record olimpico, candidandosi autorevolmente ad una medaglia. Williams, così come Paddock, Scholz, Borah e il sudafricano Legg, corre in 21″8 e a sua volta avanza alle semifinali, in una serie che vede anche la presenza dell’unico italiano qualificato, Giuseppe Castelli, comunque ultimo in 22″2.

La prima semifinale infrange le illusioni di Paddock di qualificarsi per la finale, solo quarto alle spalle di Williams, 22″, Rangeley e Schuller, mentre Kornig si conferma imponendosi nella seconda semifinale, 21″8, davanti a Scholz e all’altro canadese Fitzpatrick, che col terzo posto elimina Cumming.

Il 1 luglio, sulla pista dello Stadio Olimpico, va in scena la finale dei 200 metri piani. Korning e Scholz mantengono la testa della corsa fino agli ultimi 50 metri, quando Williams fa valere il suo spunto finale e vince in 21″8 davanti al britannico Rangeley, che rinviene a sua volta da dietro, sorpassando Korning e Scholz. Inizialmente il tedesco e l’americano vengono accreditati entrambi della terza posizione e i giudici stabiliscono una sfida di spareggio; Scholz si rifiuta, i tedeschi fanno ricorso e infine la medaglia di bronzo, come giustamente dimostrato da una ripresa dall’alto, viene assegnata a Korning.

Williams realizza la prima doppietta 100/200 metri non americana, e sarà l’unico insieme a Borzov nel XX secolo a riuscire nell’impresa, mentre gli statunitensi, appunto, per la prima e unica volta della loro storia olimpica sono fuori dal podio in entrambe le gare.

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