1997, QUANDO KUERTEN INCANTO’ PARIGI

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Kuerten al Roland-Garros 1997 – da lemonde.fr

articolo di Emiliano Morozzi

La storia di oggi ha tutti i connotati di una favola: il protagonista, il contesto, lo svolgimento. Siamo nel 1997 e il torneo del Roland Garros è ormai diventato terra di conquista degli specialisti dei tappeti rossi. Gomez, doppietta di Courier, doppietta di Bruguera, Muster e Kafelnikov sono fior di campioni, ma il loro gioco è spesso un monotono bombardamento da fondocampo e lo spettacolo latita. Le prime quattro teste di serie sono il numero uno Sampras, che ha già in bacheca gli Australian Open ma che non ama la terra battuta, Michael Chang, già vincitore nel 1989 e finalista nel 1995, il russo Kafelnikov, campione in carica, e Ivanisevic, che si conferma testa matta e esce di scena già al primo turno, sconfitto dal tenace svedese Gustafsson. Dopo di loro, una batteria di giocatori che possono ambire al titolo, specialisti delle superfici lente: l’austriaco Muster, l’ucraino Medvedev, gli spagnoli Moya, Bruguera e Corretja, il cileno Rios.

Nascosto in un angolo del tabellone, il semisconosciuto brasiliano Gustavo Kuerten, numero 66 del mondo che al primo turno incontra il ceco Dosedel: il giocatore carioca, che nei due precedenti confronti dell’anno a Montecarlo e Indian Wells era uscito sconfitto, ribalta il pronostico con un secco 6-0, 7-5, 6-1. Dopo questa affermazione Kuerten prosegue il proprio cammino sbarazzandosi di Bjorkman e al terzo turno la sua avventura sembra destinata a una prematura fine contro il solido Muster, giocatore che sulla terra rossa ha sempre dato il meglio di sè. Mentre cade Sampras contro Magnus Norman, Kuerten doma l’austriaco al termine di cinque combattutissimi set e prosegue la marcia.

Agli ottavi cadono Corretja, per mano dell’altro carneade del torneo, Dewulf, e Rios battuto da Arazi, mentre lo scontro tra Chang e Bruguera si risolve a favore dello spagnolo e nella parte bassa del tabellone approda ai quarti anche il talentuoso Rafter, che supera Woodforde. Kuerten si trova davanti un altro giocatore specialista della terra rossa, l’ucraino Medvedev, ma il risultato non cambia e il brasiliano si impone al termine di un altra durissima sfida in cinque set.

Arriviamo ai quarti e Kuerten è ormai diventato la rivelazione del torneo: tutti cominciano a conoscere la sua sfortunata storia, con un fratello che soffre di paralisi cerebrale ed un padre morto di infarto quando lui era bambino, ad applaudire il suo gioco da fondocampo potente ma decisamente più spettacolare dei campioni che l’hanno preceduto, ad incitarlo come se fosse un consumato campione. L’ostacolo ancora una volta è proibitivo, nientemeno che il campione uscente Kafelnikov, ma Kuerten sembra avere energie infinite e non sente minimamente la pressione. L’epilogo ancora una volta non cambia: cinque tiratissimi set e vittoria del brasiliano che manda in delirio il pubblico parigino.

Le semifinali vedono nella parte alta contrapporsi le due sorprese del torneo: Kuerten e Dewulf, che ai quarti ha battuto Norman. L’impegno sulla carta è più facile e il brasiliano gioca con il pronostico a favore, sbarazzandosi del rivale in quattro set 6-1, 3-6, 6-1,7-6. In quattro set si risolve anche l’altra semifinale, con il terraiolo doc Bruguera che pur soffrendo riesce a spegnere i sogni di gloria di Rafter, battuto per 6-7, 6-1, 7-5, 7-6. Si arriva così al momento decisivo, la sfida tra la rivelazione del torneo e un tennista che è stato capace di trionfare già due volte e che sulla terra rossa è uno dei più forti del mondo. Il risultato sembra già scritto, ma il brasiliano lo sovverte in maniera clamorosa: Bruguera sembra il fantasma di se stesso, annichilito da un Kuerten in stato di grazia che lo prende letteralmente a pallate. 6-3, 6-4, 6-2 è il risultato per il brasiliano, con il Roland Garros che si alza tutto in piedi per applaudire l’impresa di un tennista preso a schiaffi dalla vita ma capace di prendere a schiaffi gli avversari e incantare il pubblico con il suo tennis gioioso e micidiale.

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