NAIM SULEYMANOGLU, IL TRIS D’ORO DEL PICCOLO ERCOLE

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Naim Seleymanoglu – da lafsozluk.com

articolo di Giovanni Manenti

Nessun sollevatore di pesi, sino all’edizione del centenario di Atlanta 1996, era mai riuscito a conquistare tre medaglie d’oro consecutive in una stessa categoria, e l’impresa la compie proprio il più piccolo tra di loro, vale a dire il turco Naim Suleymanoglu – di 147cm. di altezza per 64kg. – tra i pesi piuma.

Storia particolare, quella del “piccolo Ercole“, come viene ribattezzato, nato in Bulgaria da genitori turchi e con il cognome Suleimanov, il quale si mette in luce appena sedicenne, conquistando l’argento ai Mondiali di Mosca 1983 nella categoria dei pesi gallo, non potendo però partecipare ai Giochi di Los Angeles 1984 a seguito del boicottaggio dei paesi del “blocco sovietico”.

Il piccolo, ma forzuto Naim, al quale nel frattempo il regime comunista ha imposto di modificare il proprio cognome in un più “bulgaro” Shalamanov, non si perde d’animo ed ai successivi Mondiali di Sodertalje 1985 e Sofia 1986, conquista il titolo nella categoria dei pesi piuma (sino a 60kg.), stabilendo, nell’edizione di casa, il record mondiale nello “strappo” con 147,5 kg. ed “assoluto” con 335,0 kg.

Le vessazioni però del regime nei confronti della minoranza turca inducono Naim a fuggire durante una tournée nel medesimo anno a Melbourne, rifugiandosi in Turchia, suo paese d’origine, ed acquisendone la relativa cittadinanza, circostanza che, però, rischia di non fargli disputare le Olimpiadi di Seul 1988 senza il beneplacito del suo vecchio Paese, dato che non sono ancora trascorsi i tempi canonici per poter partecipare alla rassegna a cinque cerchi per la sua nuova nazione.

Un vecchio adagio sostiene che non può esservi cosa al mondo che non possa essere comprata con il denaro, ed in questa fattispecie ricade anche il sollevatore di pesi turco che, dietro un risarcimento di 1.250.000 dollari ottiene il necessario nulla osta da parte della Federazione bulgara, e così Naim, che a questo punto non si può certo negare “che non valga tanto oro quanto pesa“, può presentarsi in Corea difendendo i colori turchi.

E Suleymanoglu – con il cognome per la terza volta variato in lingua turca – non tradisce le attese, ricompensando la propria Federazione dell’esborso finanziario con una superba prestazione che lo porta a sollevare 152,5 kg. nello “strappo” e 190,0 kg. nello “slancio“, per un nuovo record olimpico e mondiale di 342,5 kg., con l’ulteriore soddisfazione di lasciare nettamente staccato, con 312,5 kg, proprio il rappresentante bulgaro, Stefan Topurov.

Dopo il successo ai Mondiali di Atene 1989, Naim annuncia il ritiro, ma il richiamo dei giochi a cinque cerchi è troppo forte e, dopo un anno di inattività, si ripresenta vincente ai Mondiali in Germania e, pur con una prestazione complessiva di 310,0 kg., largamente inferiore alle sue potenzialità, essa è sufficiente a mettere in riga il sovietico Sarkysian ed il cinese He Yingqiang.

Alle Olimpiadi di Barcellona 1992 si migliora rispetto alla rassegna iridata, ed i suoi 320 chili complessivi nei due esercizi sono ampiamente sufficienti a garantirgli il secondo oro consecutivo, precedendo ancora il rappresentante bulgaro Peshalov ed il bronzo mondiale He Yingqiang.

Stavolta, il piccolo Naim ci ha preso gusto e, nel quadriennio “post olimpico” che precede i Giochi di Atlanta 1996, si aggiudica altri tre titoli mondiali consecutivi a Melbourne 1993, Istanbul 1994 (dove oramai è un idolo) e Guangzhou 1995, dando vita in queste due ultime edizioni ad un epico duello con il greco Valerios Leonidis che si ripete sulla pedana olimpica.

Suleymanoglu, che si presenta ad Atlanta per un peso di 63,90 kg. rispetto ai 63,22 kg. del suo avversario (particolare importante, poiché a parità di misura, la vittoria viene assegnata all’atleta dal peso minore), si porta in vantaggio dopo lo “strappo” con 147,5 kg rispetto ai 145,0 kg. sollevati da Leonidis, il quale, dopo che nello “slancio” il turco ottiene 187,5kg., si lascia l’ultimo dei tre tentativi a sua disposizione con il bilanciere tarato a 190 kg., una misura che gli consentirebbe di eguagliare il totale di 335 kg. di Suleymanoglu, ma di aggiudicarsi l’oro per i motivi suddetti.

Con il “Georgia World Congress Center” a fare un tifo assordante con le due fazioni greche e turche equamente distribuite, pronto ad esplodere qualora il tentativo riesca, Leonidis fallisce viceversa la prova, finendo in un pianto dirotto e venendo cavallerescamente consolato proprio da Suleymanoglu che si consacra così come il più forte sollevatore di pesi della storia, non solo per i 3 ori olimpici e 7 mondiali conquistati, ma anche per essere stato l’unico in grado di sollevare, nello “strappo“, un bilanciere pari a 2,5 volte il proprio peso, nonché uno dei soli sette atleti capaci di tirar su, nello “slancio“, un bilanciere pari a tre volte il proprio peso!!!

Davvero un “piccolo Ercole“, non c’è che dire …

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