KUKOC E MYERS, LO SCONTRO TRA TITANI DELL’EUROLEGA 1993

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Carlton Myers in azione – da carltonmyers.it

articolo di Nicola Pucci

Forse faccio un dispetto a l’uno e l’altro, raccontandoli in un’unica soluzione, perché la classe è tale che meriterebbero ciascuno un capitolo a parte. O forse no, perché assieme segnarono un momento di basket europeo tanto sublime che ancor oggi, a ripensarci, la nostalgia è davvero canaglia.

Carlton Myers e Toni Kukoc, miei cari appassionati della palla a spicchi, e torniamo all’anno 1993, precisamente al mese di marzo, sono avversari ai quarti di finale di Coppa dei Campioni che già allora si faceva chiamare Eurolega. I due giovanotti, 22 anni l’italiano e quasi 25 il croato, prestano servizio alla Scavolini Pesaro e alla Benetton Treviso, che per la stagione in corso difendono, così come le “V nere” bolognesi, i colori azzurri nella massima kermesse continentale.

Ma se Kukoc ha già conosciuto la gloria cestistica salendo sul tetto d’Europa ai tempi della Jugoplastika Spalato, addirittura per tre anni di fila, vincendo poi al primo anno trevigiano il tricolore, Myers è nuova recluta in casa Scavolini, in provenienza da Rimini, e per la prima volta si affaccia ad un palcoscenico di tale prestigio. Pesaro ha passato il primo turno eliminando senza patemi i polacchi dello Slask Wroclaw, mentre Treviso ha beneficiato dell’esclusione, a causa del conflitto bellico nell’ex-Jugoslavia, della Stella Rossa e dei campioni in carica del Partizan Belgrado per accedere direttamente alla fase a gironi. A questo stadio del torneo la Scavolini ha chiuso alle spalle di Paok Salonicco e Limoges, accedendo al tabellone ad eliminazione diretta così come la Benetton, a sua volta seconda dietro al Real Madrid nell’altro raggrupamento, si è garantita la possibilità di competere ai quarti di finale.

E qui un sorteggio, che senza esagerazioni potremmo definire malandrino, accoppia non solo la terza italiana del lotto, la Virtus Bologna, al Real Madrid, ma propone alle altre due squadre di casa nostra una sorta di derby tricolore, Scavolini contro Benetton, rivincita perdipiù della finale-scudetto dell’anno prima, con il fattore campo a favore dei marchigiani.

Gara-1, infatti, è programmata al Palasport di Via dei Partigiani a Pesaro per l’11 marzo, e tiene fede alle promesse della vigilia, non solo per l’intensità di gioco, ma anche per il memorabile faccia-a-faccia che si libra in esso tra Myers e Kukoc. I due cannonieri battagliano tra loro a suon di canestri, se l’uno va a bersaglio, l’altro non vuol esser da meno rispondendo colpo su colpo, prodezza su prodezza. Il risultato finale premia la Scavolini, 94-92, con il suo alfiere che mette a referto 32 punti, frutto di 12/21 al tiro di cui 3/6 dalla lunga distanza e 5/6 dalla lunetta, e a cui aggiunge 7 rimbalzi; il croato fa meglio ancora, 38 punti con 15/24 al tiro di cui 3/7 da tre e 5/5 ai liberi.

Cinque giorni dopo, il 16 marzo, si replica in gara-2 al PalaVerde di Treviso, e, repetita iuvant, le due avversarie danno vita ad un altro match memorabile e ad un’altra, altrettanto memorabile, sfida nella sfida. Kukoc e Myers si caricano sulle spalle i destini delle rispettive squadre, con la Benetton che ha bisogno di un successo per continuare a sperare nella qualificazione, e la Scavolini che vorrebbe evitare di risolvere la questione allo spareggio. Stavolta sono i veneti ad imporsi, 101-94, ed il tabellino dice: Kukoc 35 punti, con 14/21 al tiro di cui 3/8 da tre e 4/7 ai liberi, oltre ad 8 rimbalzi e 8 assist, Myers risponde con 28 punti, ovvero 8/16 al tiro con 6 bombe realizzate su 12 tentativi e 3/3 dalla linea della carità, con l’aggiunta di 5 palloni recuperati sotto i tabelloni.

Due gare che entrano di diritto nella storia della Coppa dei Campioni, ma che non hanno infine un seguito al match di spareggio, gara-3 che torna a Pesaro il 18 marzo ma che vede il dilagante successo della Benetton, che si impone 77-58, con Kukoc alla doppia doppia con 22 punti e 11 rimbalzi, oltre a 6 assist e una percentuale di 8/16 al tiro, di cui 1/4 da tre e 5/6 dalla lunetta. Stavolta Myers paga dazio all’inesperienza, che a questi livelli in Europa è sempre un fattore determinante, chiudendo con 4 miseri punti, 2/12 al tiro e nessun tiro da tre realizzato su 5 tentativi.

La Benetton Treviso proseguirà la sua corsa battendo di misura il Paok Salonicco in semifinale, 79-77, per poi perdere da favorita la finale di Atene contro il Limoges, amaro 59-55 dopo aver agevolmente condotto il primo tempo. Ma quel che resta, di quella indimenticabile stagione, sono i due duelli, avvincenti, all’ultimo canestro che Tony e Carlton regalarono al basket d’Europa: lo chiamarono “scontro tra titani“. E ne ebbero ben donde.

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