STEFANO BATTISTELLI, LA PRIMA VOLTA SUL PODIO OLIMPICO DEL NUOTO AZZURRO

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Stefano Battistelli – da mondonuoto.it

articolo di Nicola Pucci

Il suo nome è Stefano Battistelli, e se forse ho qualche reticenza nell’inserirlo nel novero dei fuoriclasse in piscina, nondimeno è titolare di un exploit che mai nessuno sarà in grado di eguagliare, tanto meno di battere: è il primo uomo della storia italiana del nuoto ad esser salito su un podio olimpico. Anno 1988, 21 settembre,  Piscina Jamsil allo Sport Park di Seul, è in calendario la gara dei 400 misti ed è l’ora, per l’Italia, di scrivere una pagina memorabile dell’enciclopedia tricolore a cinque cerchi.

18enne romano, esploso appena sedicenne ai Mondiali di Madrid del 1986 con la medaglia d’argento nei 1.500 metri stile libero, Battistelli si è poi dirottato sulle discipline del dorso e delle gare dei misti, collezionando tre medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo del 1987, a Latakia in Siria, nei 100 e 200 dorso appunto e nelle distanza doppia dei misti, i 400 metri, che lo vedono poi quinto agli Europei di Strasburgo nella gara vinta dall’ungherese Tamas Darnyi davanti al connazionale Jozsef Szabo e al tedesco orientale Patrick Kuhl.

In effetti Darnyi, di tre anni più anziano di Battistelli, a Seul è il grande favorito di una gara che già lo vede dominare da un triennio, con i successi, accoppiati ai 200 misti, sia agli Europei di Sofia del 1985 e di Strasburgo del 1987, che proprio ai Mondiali di Madrid del 1986. Szabo e Kuhl sono altri pretendenti autorevoli al podio, così come l’americano David Wharton, vincitore ai Giochi Panamericani di Brisbane un anno prima, il sovietico Vadim Jaroscuk, vice-campione del mondo e già argento a Sofia, e l’australiano Rob Woodhouse, bronzo ai Giochi di Los Angeles del 1984.

Le batterie sono programmate per il 20 settembre, e se nelle prime due serie, riservate agli atleti di seconda fascia, si mette in luce il cecoslovacco Ondrej Bures che si impone in 4’29″62 rimanendo escluso dalle finali per poco più di due secondi, nella terza batteria Patrick Kuhl anticipa il francese Christophe Bordeau, rivale di Battistelli proprio ai Giochi del Mediterraneo, fermando il cronometro a 4’18″60, secondo miglior tempo alle spalle ovviamente di Darnyi che nella quinta batteria nuota in 4’16″55, nuovo record olimpico, chiudendo con quattro secondi di vantaggio sullo stesso Battistelli, 4’20″43, con il tedesco Peter Bermel terzo e con l’altro azzurro Luca Sacchi, quarto, che a sua volta accede alla finale A con l’ottavo tempo. La quarta serie, invece, è appannaggio di Dave Wharton in 4’20″84, con Szabo e il tedesco occidentale Jens-Peter Berndt subito in scia a qualificarsi per l’atto decisivo mentre alla finale B di consolazione sono relegati Woodhouse e un giovanotto di grande talento, tale Lopez-Zubero, che avrà modo di riscattarsi in un futuro prossimo.

Alla Piscina Jamsil il 21 settembre si attende l’esibizione del grande favorito, e Tamas Darnyi non tradisce le attese. E’ l’americano Wharton, in sesta corsia, a comandare la gara nella frazione a farfalla, passando ai 100 metri con un tempo mostruoso, 58″17, ben novantacinque centesimi sotto al limite mondiale detenuto proprio da Darnyi, mentre Battistelli, in terza corsia, arranca in ultima posizione. Ma la frazione a dorso è congeniale al romano, che rinviene in quarta posizione, così come allo stesso Darnyi che prende il comando per andare a virare ai 200 metri in 2’01″72, oltre due secondi meglio del tempo da lui segnato per il primato del mondo. Wharton nel frattempo è scivolato in terza posizione scavalcato anche da Kuhl, e nei cento metri successivi, a rana, viene avvicinato da Battistelli, affiancato dall’altro magiaro, Szabo, campione del mondo ed europeo proprio dei 200 metri rana, che sfrutta la frazione a lui più favorevole per entrare a sua volta nel gioco per le medaglie. Almeno per argento e bronzo, perché davanti Darnyi è irraggiungibile, 3’15″96 ai 300 metri, e alle sue spalle si scatena la bagarre, con quattro atleti a contendersi gli altri due gradini del podio. Le ultime due vasche a stile libero servono a Darnyi per andare a cogliere come da pronostico l’oro olimpico col nuovo record del mondo, 4’14″75, con Kuhl che si spenge alla distanza scivolando in quinta posizione, scavalcato da Wharton che è argento in 4’17″36 e da un magnifico Battistelli che negli ultimi venti metri sbraccia, affianca Szabo e infine lo supera di un niente per andare a toccare in 4’18″01, quattordici centesimi meglio dell’ungherese. La voce rotta dall’emozione di Giorgio Martino, commentatore Rai, annuncia che Stefano è medaglia di bronzo, prima medaglia del nuoto olimpico maschile italiano.

La storia è scritta e per l’Italia, finalmente, è tempo di infrangere un tabù che resisteva da quasi 100 anni… già, da quando ad Atene 1896 si è aperta l’era moderna dei Giochi, mai un azzurro aveva trovato posto sul podio. Ed allora, gloria perpetua a Stefano Battistelli.

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