COSTANTE GIRARDENGO, IL CANNIBALE DELLA MILANO-SANREMO

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Costante Girardengo – da ildialogodimonza.it

articolo a cura di GPM Ciclismo

Si, il titolo parla chiaro, molto chiaro. Costante Girardengo, il primo grande campionissimo italiano, è stato il cannibale della Milano-Sanremo, scalzando senza ombra di dubbio il vero cannibale, quello belga, Eddy Merckx.

La storia ci insegna che, a livello di numeri, Merckx sia il corridore più vittorioso in questa classicissima italiana: infatti, ha conquistato il titolo per ben sette volte in undici partecipazioni. Numeri da capogiro, numeri da fuoriclasse. Purtroppo però la storia a volte ci fa dimenticare molti aneddoti interessanti, chiudendoli in un cassetto e facendoli diventare sconosciuti alla maggior parte delle persone. Questo è il caso della Milano-Sanremo di domenica 28 marzo 1915.

Erano altri tempi, faceva freddo, freddissimo, c’era la guerra, c’era la fame, la voglia di mettersi in mostra e primeggiare, c’era la voglia di non pensare, ma soltanto di correre. Farà effetto leggerlo, ma partirono da Milano soltanto 41 corridori, molti anche dilettanti, come Gaetano Belloni. I favoriti erano Girardengo, Ganna, Agostoni e Corlaita. Come sempre accadeva in quel periodo, ognuno correva per sé, e dopo pochi chilometri, al passaggio sul Turchino, Girardengo già cedeva un minuto ai suoi diretti avversari. Minuti che ben presto diventarono più di quattro. Ai meno 23 Km dall’arrivo ci fu uno straordinario recupero del campionissimo italiano, che preso dalla foga di rimontare Lucotti e Galletti, sbagliò strada, ma nonostante i richiami, continuò imperterrito nella sua azione, arrivando a Sanremo con ben tre minuti di vantaggio su Corlaita, anch’egli autore di un grande finale. Nonostante la certezza che Girardengo avesse vinto anche senza la “scorciatoia“, la giuria si sentì infine costretta ad accogliere il ricorso del secondo classificato, proprio Ezio Corlaita, che si aggiudicò così la corsa.

Questa è una storia d’altri tempi, una storia da raccontare ai bambini, a chiunque abbia voglia di ascoltarla, perchè fatta di orgoglio e cuore nobile, fatta di sacrifici e caparbietà. Una storia che ai giorni d’oggi nemmeno se la provassimo appositamente a ricostruire ci riusciremmo. La grandezza di questi eroi sta nel fatto che amavano immensamente questo sport, correndo percorsi per più di 10 ore, sotto la neve e la pioggia incessante e poi risalire in sella, come se non fosse accaduto niente, il giorno successivo per un’altra epica battaglia.

Costante Girardengo non riuscì a vincere la sua prima Milano-Sanremo perchè, come detto, fu squalificato dalla giuria, ma non si dette per vinto e nel 1918 centrò la sua prima vittoria nella classicissima di primavera. Ne seguirono nella sua carriera altre cinque, per un totale di sei edizioni vinte. Vanno ricordati anche i tre secondi posti e i due terzi posti. Insomma, in poche parole, era la sua corsa, sembrava essere stata disegnata appositamente per lui.

Oggi nei racconti e nei palmares di questa bellissima classica vediamo che il più forte è stato Eddy Merckx, indubbiamente tra i più grandi ciclisti di ogni epoca, ma non va dimenticato il fatto che gli anni di Girardengo erano completamente diversi sia a livello tecnologico che sportivo.

Detto questo, guardate bene alle vostre spalle e alla storia del nostro ciclismo, perchè qui c’è stato un grosso sbaglio: a Sanremo il “cannibale si chiama Costante, e si rimette Girardengo!

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