YOSHIYUKI TSURUTA, L’IMPERATORE DEL NUOTO GIAPPONESE

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Yoshiyuki Tsuruta – da wikipedia.org

Non credo proprio che qualcuno possa contestare il fatto che Yoshiyuki Tsuruta meriti il titolo di “imperatore” del nuoto giapponese. Perché è lui ad aver dato lustro al proprio paese con le sue imprese in piscina, in epoca pioneristica e quando ancora primeggiare al di fuori dei patri confini era evento assolutamente del tutto eccezionale. Cominciamo da principio.

Le Olimpiadi di Amsterdam del 1928 segnano la prima affermazione del Giappone nelle gare di nuoto e l’inizio di un’era che per i nipponici sarà ricca di soddisfazioni a cinque cerchi. Dopo che il leggendario triplista Mikio Oda ha colto la prima medaglia d’oro della storia del paese del Sol Levante qualche giorno prima, esattamente il 2, tra il 6 e l’8 agosto l’Olympic Sports Park Swim Stadium ospita la gara dei 200 metri rana, ed il naturale favorito della competizione è il tedesco Erich Rademacher, cha a Budapest nel 1926 e a Bologna nel 1927 ha vinto le prime due edizioni degli Europei e detiene il primato del mondo con il tempo di 2’48″0, realizzato l‘anno prima a Bruxelles.

Il belga Louis Van Parijs, pure lui sul podio agli Europei, è annoverabile tra i pretendenti alle medaglie ma si inceppa nella prima batteria, terminando solo terzo alle spalle del canadese Spence e dell’altro tedesco Sietas, che saranno rispettivamente sesto e quarto in finale, e viene eliminato. Otto concorrenti accedono alle semifinali, ovvero i primi due classificati in ciascuna delle quattro batterie, con Rademacher e il giapponese Yoshiyuki Tsuruta che migliorano entrambi il record olimpico, e il filippino Teofilo Yldefonso che è il nono qualificato, ripescato come miglior terzo.

Nella prima semifinale Tsuruta avanza una seria candidatura alla vittoria finale abbassando ancora il limite olimpico, 2’49″2, anticipando Spence e Yldefonso, mentre nella seconda Rademacher nuota di conserva accontentandosi di vincere davanti allo svedese Harling e al connazionale Sietas.

In finale si attende la sfida tra Rademacher e Tsuruta, e così è. Il tedesco paga però dazio alla stanchezza, in quanto è impegnato con la sua nazionale anche nel torneo di pallanuoto in cui vincerà la medaglia d’oro, e rimane a distanza da Tsuruta che ancora una volta fa segnare un tempo eccellente, 2’48″8, per conquistare una memorabile medaglia d’oro. Rademacher termina a quasi due secondi di distacco, mentre per la medaglia di bronzo il sorprendente filippino Yldefonso beffa per due decimi il tedesco Sietas ed offre al suo paese il primo metallo olimpico della sua storia.

Passano quattro anni e Tsuruta, che nel frattempo ha fatto registrare nel 1929, a Kyoto, un fantastico primato del mondo con il tempo di 2’45″0, ben tre secondi meglio del precedente limite, proprio di Rademacher, rinnova la sua sfida alle Olimpiadi di Los Angeles del 1932, dove il Giappone, che ha conosciuto l’eplosione del fenomeno-nuoto grazie alla prodezza dell'”imperatore“, domina il piscina, collezionando ben cinque medaglie d’oro quando complessivamente nelle edizioni precedenti ne aveva vinte solo due. E Yoshiyuki Tsuruta nella gara dei 200 metri rana non delude certo le attese, concedendo il bis, primo atleta della storia dei Giochi a confermare il suo titolo nella specialità.

Ma se quattro anni prima ad Amsterdam Tsuruta aveva dovuto imporsi al primatista del mondo, il tedesco Rademacher, stavolta la tubercolosi impedisce a Leonard Spence, nuotatore della Guyana che detiene il nuovo limite, di partecipare alla rassegna americana. Tsuruta è così il logico favorito, e già in batteria, segnando in 2’46″2 il nuovo record olimpico, avanza la sua candidatura al successo finale. L’avversario più temibile è il connazionale Reizo Koike, che nella seconda batteria eguaglia il fresco primato di Tsuruta, mentre è ancora una volta tra i protagonisti il filippino Teofilo Yldefonso, già medaglia di bronzo quattro anni prima, che si impone nella terza batteria ed accede alle semifinali.

Proprio in semifinale Koike batte Tsuruta, con il magistrale tempo di 2’44″9, ulteriore miglioramento del record olimpico, e si presenta nei panni dello sfidante all’atto decisivo a cui sono promossi anche il terzo giapponese del lotto, Nakagawa, i due filippini Yldefonso e Abjaluddin e il tedesco Sietas, unico rappresentante del Vecchio Continente.

In finale, che si disputa il 13 agosto, è proprio Sietas a fare gara di testa prima di cedere nettamente nel finale e venir scavalcato da Tsuruta, che conferma la sua medaglia d’oro in 2’45″4, davanti a Koike che non ripete l’exploit della semifinale accontentandosi della medaglia d’argento, mentre Yldefonso ancora una volta sale sul terzo gradino del podio, di un soffio davanti all’esausto ed avvilito Sietas.

Tsuruta è di nuovo sul tetto d’Olimpia e al ritorno a casa, lui che era nato nel piccolo villaggio di Ishiki e da qui aveva spiccato il volo verso una carriera leggendaria, l’accoglienza è trionfale. Già, proprio degna di un “imperatore“… ah, dimenticavo, dal 1968 il suo nome alloggia immortale nella International Swimming Hall of Fame. Mica poco per uno che prima di nuotare lavorava in ferrovia!

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