GREGOR HRADETZKY, DALL’ORGANO ALLA CANOA D’ORO A BERLINO 1936

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Gregor Hradetzky a Berlino 1936 – da gettyimages.it

Le Olimpiadi di Berlino del 1936 segnano l’esordio ai Giochi delle gare di canoa-kayak. Nel bacino di Grunau si disputano, tra il 7 e l’8 agosto, nove prove: tre di canoa, quattro di kayak e due di kayak smontabili. Il protagonista della kermesse a cinque cerchi è Gregor Hradetzky, austriaco 27enne nato a Krems an der Donau, che si mette al collo due medaglie d’oro individuali.

Curiosa la storia di Hradetzky, figlio di un costruttore di organi, che impara a pagaiare lungo le acque del Danubio e che d’inverno, bravo con gli sci ai piedi, si garantisce la possibilità di partecipare ai Giochi di Garmisch nella combinata nordica. Un infortunio alla mano lo esclude però dalla kermesse a cinque cerchi, ed allora è bene dirottare ambizioni ed energie alle Olimpiadi berlinesi.

La prima gara a cui Hradetzky si presenta al via sono i 10.000 metri kayak smontabili (F1, gara che per la prima ed unica volta viene disputata alle Olimpiadi), di cui lo stesso atleta ha vinto il titolo europeo nel 1933 e nel 1934. I suoi rivali più pericolosi sono il francese Henri Eberhardt, secondo proprio alla manifestazione continentale, mentre il campione nazionale tedesco, Xaver Hormann, veste i panni del terzo incomodo. In effetti i tre atleti si contendono le medaglie dominando la prova fin da subito, con gli altri dieci concorrenti a distanza di sicurezza. Dopo che Hormann ha comandato la gara all’inizio, Hradetzky e Eberhardt lo rilevano in testa alla corsa, alternandosi in prima posizione, fin quando all’ultimo chilometro Hradetzky allunga e vince con un margine di tre secondi sul francese, con Hormann che sale sul terzo gradino del podio.

Il giorno dopo tocca al K1 1.000 metri, prova che prevede due batterie che qualificano i primi quattro alla finale. Il favorito è il tedesco Helmut Cammerer, campione d’Europa, mentre sono assenti l’altro tedesco Ewald Tilker e lo svedese Nils Wallin che proprio agli Europei si sono messi in luce. Curiosamente Hradetzky e Cammerer competono nella stessa batteria, la seconda, dopo che l’olandese Jaap Kraaier ha vinto la prima con il tempo di 4’36″5, chiudendo in prima e seconda posizione con un cronometro che li conferma decisamente superiori alla concorrenza, 4’25″9 l’austriaco e 4’27″2 il tedesco. In finale è testa-a-testa tra i due campioni, con Cammerer che guida la corsa nelle fasi iniziali e Hradetzky che si fa strada a 200 metri dal traguardo scavalcando il rivale alla sua sinistra ed andando a concludere con il tempo di 4’22″9 per il secondo trionfo d’oro, tre secondi meglio di Cammerer che è medaglia d’argento. L’olandese Kraaier è terzo, davanti all’americano Riedel.

A Gregor Hradetzky potrebbe già esser sufficiente quanto fatto in Germania per garantirsi l’immortalità sportiva, unico austriaco della storia, assieme a Julius Lenhart che ci riuscì nei concorsi di ginnastica addirittura a St.Louis nel 1904, ad aver vinto due medaglie d’oro nella stessa edizione dei Giochi. Due anni dopo coglie un bronzo, sempre nel K1 1.000 metri, alla prima rassegna iridata di Vaxholm, in Svezia, battuto stavolta da Cammerer, che trova però il beniamino di casa Karl Widmark a negargli la gioia del successo. Poi la guerra impone l’alt e per questo ragazzone con la passione per il kayak, che saltava con gli sci e si dilettava con il fondo, è già l’ora di tornare all’organo.

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