A BARCELLONA 1992 L’OCCASIONE D’ORO DI LINFORD CHRISTIE

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La vittoria di Linford Christie a Barcellona 1992 – da rediff.com

La gara dei 100 metri maschili alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, prova-regina dei Giochi, è in programma il 31 luglio e il 1 agosto allo Stadio Olimpico della città catalana.

Carl Lewis, detentore di un titolo conquistato a “tavolino” quattro anni prima a Seul a seguito della squalifica per doping del canadese Ben Johnson, nonché campione del mondo a Tokyo 1991 a tempo di record del mondo, 9″86, non si è qualificato ai Trials americani di selezione, vittima di un’infezione virale, solo sesto in una gara che boccia anche Michael Marsh, che detiene la miglior prestazione stagionale con 9″93, a sua volta quarto alle spalle di Leroy Burrell, Dennis Mitchell e Mark Whiterspoon, che compongono il terzetto statunitense che proverà a cogliere la medaglia d’oro olimpica.

Ma la gara di Barcellona è l’occasione da non perdere per il britannico Linford Christie, sempre ad un passo dalla grande affermazione, che infine vede la possibilità di approfittare dell’assenza del “figlio del vento” ed è un pretendente autorevole alla vittoria.

Dal pronostico non è escluso il namibiano Frankie Fredericks, figlio di minatori, così come l’altro canadese Bruny Surin (seppur specialista della breve distanza indoor dei 60 metri), Ben Johnson c’è ma dopo la squalifica è tornato al ruolo che gli compete, quello del comprimario, i due nigeriani Ezinwa e Adeniken e il “vecchio” giamaicano Stewart sognano almeno un posto in finale, mentre si affaccia al palcoscenico internazionale l’atleta di Trinidad&Tobago, Ato Boldon, destinato ad una brillante carriera ma che qui non va oltre il primo turno.

Proprio Burrell e Mitchell, nelle prime due batterie, realizzano il miglior tempo, 10″21, con il duello tra Christie e lo stesso Burrell che si accende ad altezza quarti di finale quando, correndo assieme nella quarta ed ultima serie, il britannico anticipa lo statunitense, 10″07 contro 10″08. Nel frattempo Whiterspoon, Fredericks e Mitchell vincono a loro volta, e ragionevolmente sembrano essere gli unici a potersi inserire nella lotta per le medaglie.

In semifinale tocca a Burrell, stavolta, correre più veloce di Christie, 9″97 contro 10″00, con Fredericks e Mitchell che “volano” la distanza in 10″17 e 10″10 guadagnandosi la finale, al pari di Surin (10″21), Ezinwa (10″23), Adeniken (10″28) e Stewart (10″33), mentre Whiterspoon viene eliminato.

La finale, come era nelle previsioni, è eccitante. Burrell è accreditato di una falsa partenza e la cosa non solo lo innervosisce, ma lo penalizza pure con un secondo avvio al rallentatore. Surin scatta come una molla, tiene la testa per i primi 40 metri ma Christie, con l’uso molto ampio e anche scomposto delle braccia a bilanciare la falcata potente seppur non agilissima, rinviene veloce, lo supera e vince con il tempo di 9″96, atleta più anziano della storia, con i suoi 32 anni e 4 mesi, a conquistare la medaglia d’oro olimpica nei 100 metri. Fredericks, che ha tenuto validamente testa al britannico, è secondo in 10″02, prima medaglia a cinque cerchi per la Namibia, con Mitchell medaglia di bronzo in 10″04 e un deluso Burrell solo quinto, alle spalle anche di Surin. Stewart è settimo ed è il primo uomo a competere in tre finali olimpiche consecutive.

Christie è campione olimpico: adesso, sì, l’ombra di Lewis si è infine dissolta.

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