MARIANO SCARTEZZINI, IL SIEPISTA CHE VINCEVA IN COPPA EUROPA

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Mariano Scartezzini – da trentinocorreierealpi.gelocal.it

Forse non molti lo ricordano, perché di anni ne son passati parecchi e magari gli è mancata una vetrina di prestigio per assurgere al rango di campionissimo, nondimeno Mariano Scartezzini merita di venir annoverato tra i migliori siepisti di sempre d’Italia. Ed è giusto che se ne parli.

Nato e cresciuto a Seregnano, ad un tiro di schioppo da Trento, il 7 novembre 1954, ad oggi Scartezzini resta uno degli interpreti di spicco di questa disciplina sempre meno praticata e quasi sempre esclusa dai meeting regionali e non. Nei primi anni ’70 Mariano approda alla Virtus Voltolini Sport di Trento e da qui spicca il volo verso i successi internazionali che segneranno la sua carriera, dedicandosi esclusivamente alle siepi. Corredato dal tipico “barbone” molto in voga negli anni ’70-’80, non fatica a diventare un mito per i ragazzini della collina di Trento, tanto che i suoi successi internazionali fanno dirottare gli sforzi della società che lo ha lanciato, la 5 Stelle Seregnano, soltanto sull’atletica. Conquista il suo primo successo a livello internazionale nel 1979 vincendo la finale di Coppa Europa a Torino in 8’22″74, gara che lo vede battere all’arrivo il tedesco occidentale Michael Karst e il sovietico Anatolly Dimov. Nello stesso anno giunge sul podio, terzo, anche in Coppa del Mondo a Montreal come rappresentante della selezione europea, stavolta preceduto da Kiprotich Rono, che difende la bandiera africana, e il tedesco orientale Ralf Ponitzsch.

Avrebbe meritato di partecipare alle Olimpiadi di Mosca del 1980, ma l’invasione dell’Unione Sovietica dell’Afghanistan convince ottanta nazioni, tra cui l’Italia, a boicottare i Giochi. Infine sono solo gli atleti militari a venir esclusi dalla rassegna, così molti azzurri devono rimanere a casa, tra questi Scartezzini impossibilitato a volare in Russia. Ma il riscatto nello sport è quasi sempre dietro l’angolo ed il 5 agosto dello stesso anno, al Golden Gala di Roma, il trentino giunge secondo alle spalle dello stesso Kip Rono, facendo segnare il tempo di 8’12″5, allora settima miglior prestazione mondiale di ogni tempo, sei secondi in meno del recente record italiano stabilito da Giuseppe Gerbi, lui sì che a Mosca ci va e gareggia, sesto nella finale vinta dal polacco Bronislaw Malinowski.

L’anno seguente, nel 1981, a Zagabria, Scartezzini ripete sempre in Coppa Europa la bella prestazione di Torino, bissando il successo di due anni prima con un cronometro strepitoso, 8’13″32, miglior prestazione mondiale dell’anno, a cinque decimi e trenta dal primato europeo stabilito dallo svedese Garderud ai Giochi di Montreal (8’08″03) e ad appena 8/10 dal suo primato italiano siglato un anno prima al Golden Gala di Roma. I passaggi della gara, con Scartezzini a chiudere la fila dei concorrenti almeno per i primi giri, non lasciano intendere il conseguimento di una prestazione del genere (2’47″82 ai mille e 5’38″13 ai duemila metri). Ma gli ultimi due giri di gara di Mariano sono di una determinazione e continuità tale che il tempo all’arrivo viene a premiare un atleta che, ancora oggi, può con soddisfazione dire: il mio primato in Coppa Europa resiste ancora, a trentacinque anni da quel magico pomeriggio, e nonostante che un certo Alessandro Lambruschini, che insieme a Francesco Panetta ne ha raccolta l’eredità tra le siepi, si sia imposto ben cinque volte in Coppa Europa.

Scartezzini ancora una volta rappresenta, di diritto, l’Europa nella gara di Coppa del Mondo, stavolta disputata allo Stadio Olimpico di Roma nel mese di settembre del 1981, dove il trentino giunge nuovamente sul podio, secondo, superato per pochi centesimi dal polacco Boguslaw Maminski.

Scartezzini trova il tempo di chiudere in settima posizione agli Europei di Atene del 1982, così come è nono l’anno dopo alla prima edizione dei Mondiali ad Helsinki, ed è già l’ora di appendere le scarpette al chiodo, con un rimpianto ed un punto di domanda irrisolto: cosa avrebbe potute fare Mariano Scartezzini alle Olimpiadi di Mosca del 1980? Già, l’occasione d’oro di una carriera svanita per colpa della politica.

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