OSLO 1993, DALLA BUFERA SPUNTA ARMSTRONG

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Armstrong in trionfo all’arrivo – da bdc-mag.com

articolo di Emiliano Morozzi

I campionati del mondo di ciclismo su strada di Oslo 1993 portano alla ribalta internazionale un giovane promettente che pochi anni dopo diventerà protagonista assoluto, nel bene ma anche nel male, del ciclismo dei primi anni 2000: l’americano Lance Armstrong.

Dopo due mondiali caratterizzati dal bel tempo (a Stoccarda e nella fornace spagnola di Benidorm) e dalla doppietta di Bugno, capace di battere in volata Indurain e Jalabert, ci si sposta a nord, a Oslo, Norvegia, e l’anticipo a fine agosto non salva i ciclisti da una giornata di pioggia gelida.

Il percorso non è molto impegnativo, e la concorrenza è agguerrita: l’Italia presenta al via gli iridati Fondriest, dato in gran forma, e Bugno, campione uscente, Chiappucci e Argentin a tentare il colpo a sorpresa, i veterani ed esperti Cassani, Cenghialta, Ghirotto e Giovannetti, completano la formazione Elli, Faresin, Perini e Roscioli. Gli avversari sono il fortissimo Indurain, che forse ha nella volata il suo unico punto debole ma che è stato protagonista sia a Benidorm che a Stoccarda, il campione belga Museeuw, corridori esperti delle corse di un giorno come Jalabert, Tchmil e Sorensen.

A fare la selezione ci pensa il cattivo tempo: una pioggia persistente accompagna i ciclisti lungo i 257 chilometri del percorso e le cadute tolgono di scena molti potenziali protagonisti. Uno di questi è proprio il campione uscente Bugno, che non sopporta il clima freddo della Norvegia ed è costretto ad alzare bandiera bianca prima del previsto.

Ne esce fuori una corsa molto tattica, con i big che si controllano e con la gara che si decide soltanto all’ultimo giro. In testa si forma un trio composto dal norvegese Lauritsen, dall’olandese Maassen e dal tedesco Ludwig. In salita Lauritsen, che vuole trionfare in casa, riesce a staccare gli altri due compagni di fuga ma dal gruppo dei migliori (che vede al suo interno Musseuw, Indurain, Tchmil, con Chiappucci e Giovannetti a rappresentare i nostri colori) esce Armstrong, che acchiappa Maassen e tirando come un dannato si riporta sul fuggitivo. In discesa l’americano scappa mentre dietro Ruè esce dal gruppo, tirato da un Indurain che nonostante gli sforzi non riesce a ricucire lo strappo con i corridori in fuga.

Quella dell’americano si trasforma in una cavalcata trionfale: con un ritmo indiavolato tiene a distanza gli avversari e taglia il traguardo con una ventina di secondi su Indurain, che anticipa Ludwig e Museeuw, con Fondriest che chiude quinto e Giovannetti undicesimo.

Il giovane ha battuto il campione, ed un giorno quello stesso giovane batterà anche il record di Tour vinti consecutivamente da Indurain. Con l’aiuto del doping sicuramente, ma questa è un’altra storia.

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