VIC NURENBERG, IL PIEDE D’ORO DEL NIZZA PRIMA DI BALOTELLI

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Nurenberg in azione contro il Real Madrid – da i.ytimg.com

Ai tempi in cui la Balotelli-mania pare proprio scoppiata fragorosamente dalle parti della Promenade des Anglais (e magari ce n’è pure un gran bisogno visto quel che di tragico è accaduto non troppo tempo fa), mi sovviene di un ragazzo che prima del “moro” tricolore fece sussultare le genti in Costa Azzurra, segnando valanghe di reti e diventando l’idolo di una città intera.

Victor, “Vic” per gli amici, Nurenberg era un giocatore possente, non troppo alto per la verità (175 centimetri secondo gli almanacchi), ma che con la palla al piede intimoriva l’avversario che gli si parava davanti. Veloce e sveglio, aveva temperamento indomito e fiuto del gol, e può senza dubbio considerarsi se non il miglior giocatore lussemburghese di sempre, almeno il più forte di quel piccolo paese ad aver esercitato l’attività in Francia.

Vic nasce il 22 novembre 1930 a Niedercorn, bacino siderurgico del sud del Lussemburgo, ed è proprio nella squadra della sua città, il Progres, che muove i primi passi da calciatore all’età di 16 anni. Son tempi difficili ed i giovani, pur impegnati con lo sport, non si trascinano certo per casa, lavorando fin da subito. E a tale sorte non si sottrae Nurenberg, fabbro ferraio in una grande azienda che lavora l’acciaio. Sgobbare in fabbrica durante la settimana e giocare al pallone la domenica, ecco quel che è la vita del giovane Vic… mica starlette e copertine di giornali patinati, vero Balo?

Fatto è che il ragazzo ha buone doti, e una volta assolti gli obblighi di una leva che in Lussemburgo è stata appena istituita, si merita un posto in prima squadra con il Progres Niedercorn. Il suo talento non tarda a venir notato dal selezionatore della Nazionale Adolf Patek, che nel novembre del 195o lo fa debuttare contro il Belgio B, per poi impiegarlo anche nel corso delle Olimpiadi di Helsinki del 1952 dove è protagonista al primo turno del clamoroso 5-3 contro la Gran Bretagna. Con la maglia del suo Paese metterà assieme 19 presenze e 5 reti.

Victor è pronto nel frattempo per nuove esperienze, soprattutto per provare ad affermarsi anche fuori dai patri confini. Il Nizza, che tramite il presidente François Sattegna intrattiene buone relazioni con il presidente dell’Ufficio del Turismo lussemburghese, lo assolda con un contratto da amatore per sei mesi e Nurenberg, congedati i colleghi in fabbrica, il 31 dicembre 1951 salta sul primo treno per la Francia e arriva in Costa Azzurra.

Gli inizi sono già confortanti, se è vero che al secondo match con il Rennes è autore di una pregevole doppietta, garantendosi così un contratto da professionista con il club che nel frattempo sta dominando in campionato, e giusto in tempo per partecipare alla conquista del secondo titolo consecutivo nel 1952, giocando otto gare e segnando quattro reti. Nondimeno  il suo contributo è fondamentale anche nella vittoria in Coppa di Francia, aprendo il 5-3 con cui in finale il Nizza supera il Bordeaux in un Parco dei Principi occupato da 62.000 spettatori.

Il dado è tratto, Nurenberg in breve diventa il beniamino del pubblico che la domenica si assiepa sulle gradinate dello Stade du Ray e segna con eccellente continuità. Dopo aver collezionato 15 presenze e 5 reti nella stagione 1952/1953, l’anno dopo è titolare fisso, assomando 32 presenze e 12 reti, con il corollario di un’altra vittoria in finale di Coppa di Francia, stavolta contro i nemici storici del Marsiglia, battuti 2-1 grazie alle reti proprio di Vic, che insacca con un splendido colpo di testa, e di Luis Carniglia, che insieme anche a Just Fontaine compongono un trio d’attacco che in Francia ha pochi rivali.

Il 1956 è un anno fondamentale, nella vita e nella carriera di Nurenberg. Si sposa con Paulette Pieri, celebre giocatrice di basket, vince di nuovo il campionato dopo un lungo braccio di ferro con Lens, Monaco, St.Etienne e Marsiglia segnando 13 reti in 32 partite ed è infine protagonista anche in Coppa dei Campioni, dove il Nizza elimina i danesi dell’AGF Arhus e gli scozzesi del Rangers prima di venir estromesso ai quarti di finale dal Real Madrid, uscendo tuttavia dalla competizione a testa alta.

La storia si ripete due anni dopo, con il Nizza nuovamente campione di Francia, stavolta precedendo in classifica il Nimes, e poi in corsa in Coppa dei Campioni. Nurenberg segna all’esordio contro gli irlandesi dello Shamrock Rovers il suo primo gol europeo nel 3-2 finale che vale l’accesso al secondo turno, risolto contro i turchi del Fenerbache al match di spareggio, vinto con un largo 5-1. Ai quarti di finale si rinnova la sfida al Real Madrid di Gento, Puskas e Di Stefano, e se Vic è già un eroe, con i “merengues” assurge al rango di leggenda. Il 4 febbraio 1960, in uno Stade du Ray pieno zeppo all’inverosimile, l’attaccante lussemburghese firma una magistrale tripletta a ribaltare lo 0-2 del primo tempo, per infine imporsi per 3-2. Certo, non sufficiente a garantire il passaggio del turno, perché al ritorno i campioni d’Europa rovesciano il punteggio con un 4-0 inequivocabile, ma la storia è segnata e Nurenberg, all’ultima stagione in Costa Azzurra, saluta da campione.

89 reti in 252 partite di campionato ne fanno ad oggi il bomber più prolifico della storia del Nizza nella serie A francese… è stato un grande Vic Nurenberg, Balotelli che dici? Saprai far di meglio?

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