QUANDO SERSE COPPI BATTE’ IL FRATELLO FAUSTO A ROUBAIX NEL 1949

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Serse Coppi all’arrivo della Parigi-Roubaix 1949 – da cyclingnews.com

Quel che accadde alla Parigi-Roubaix del 1949 ha dell’epico. E soprattutto del mai visto.

E’ il 18 aprile, e 217 corridori sono allineati al via della partenza dell’edizione numero 47 dell'”Inferno del Nord“, data a Saint-Denis e che porterà i forzati del pedale al Velodromo di Seclin dopo 246 chilometri di polvere, pietre, fango e soprattutto tanta fatica. Si attende un duello tra il belga Rik Van Steenbergen, che ha vinto l’anno prima battendo il transalpino Emile Ideé, e il “CampionissimoFausto Coppi, che partecipa per la prima volta alla regina delle classiche.

La prima parte della corsa è segnata da numerosi tentativi di fuga, che evidenziano la buona predisposizione alla battaglia di Bernard Gauthier, che sarà maglia gialla al Tour de France l’anno dopo, del leggendario “maglia nera” Luigi Malabrocca, addirittura di “testa di vetro” Jean Robic, già trionfatore sulle strade del Tour de France del 1947 ed abile ciclocrossista, se è vero che nel 1950 sarà il primo campione del mondo di questa specialità. Ergo, sugli sterrati tra Parigi e Roubaix ci va a nozze.

Ma la corsa, che vede tra gli iscritti anche Fiorenzo Magni, Louison Bobet e Ferdi Kubler, si decide nel finale, dopo che una caduta ha tagliato fuori dai giochi lo stesso Kubler, capitombolato ad Amiens, e Van Steenbergen, costretto al ritiro subito dopo il passaggio ad Arras. A 26 chilometri dal traguardo, infatti, prova l’allungo il francese Jacques Moujica, che corre per la Mercier diretta da Antonin Magne, antico vincitore al Tour de France del 1931 e del 1934. Al corridore di origine basca si accodano subito il belga Florent Mathieu assieme al connazionale Frans Leenen, in seguito a loro volta raggiunti da André Mahé, 30enne parigino. Il quartetto acquisisce un buon vantaggio su chi rimane dietro e va di comune accordo verso la meta, ma il bello, o il brutto, fate voi, deve ancora venire.

Mentre Mathieu perde contatto per via di un caduta e lo stesso Moujica va a terra rompendo un pedale ma riuscendo a riagganciarsi a Mahé e Leenen, nell’approssimarsi a Roubaix i fuggitivi sbagliano strada, male indirizzati dal servizio d’ordine. Nondimeno i tre uomini al comando riescono ad entrare al Velodromo da una porta secondaria, percorrendo 220 metri in più, e André Mahé, più scaltro e veloce di Leenen, taglia per primo il traguardo, con Moujica infine terzo all’arrivo. Mahé già festeggia il successo completando un giro d’onore quando sopraggiunge prima Georges Martin, a sua volta reduce dalla fuga decisiva, e Serse Coppi, fratello minore del “Campionissimo“, che non ha certo palmares di prestigio ma che nella volata di gruppo anticipa André Declerck, piazzandosi complessivamente quinto. E questo piazzamento gli varrà la vittoria, nonché gloria perpetua.

Già, perché a gara conclusa i fratelli Coppi, venuti a conoscenza dell’accaduto, fanno reclamo chiedendo la squalifica dei fuggitivi, rei a loro dire di essere entrati nel Velodromo per un tratto di strada non previsto dal percorso, e la cosa è vietata dall’UCI. Mahé è subito declassato e il successo viene assegnato a Serse Coppi, che per la prima volta, in una gara che fa la storia del ciclismo, batte il fratello ed occupa il primo gradino del podio.

La storia, ovviamente, non finisce qui. Le settimane successive la Federazione Francese di Ciclismo annuncia la vittoria di Mahé, provocando l’inevitabile ricorso della Federazione Italiana che si appella all’UCI che infine, al Congresso di Zurigo di novembre, delibera la definitiva assegnazione della vittoria pari-merito di Serse Coppi e André Mahé. Che da quel giorno, e per sempre, si tengono compagnia nell’albo d’oro della Parigi-Roubaix: correva l’anno 1949.

Post scriptum: Fausto Coppi vincerà la Parigi-Roubaix dell’anno dopo, mentre Serse morirà per i postumi di una caduta al Giro del Piemonte del 1951. Mahé, dal canto suo, che aveva mal digerito il reclamo dei fratelli Coppiperché un campione, Fausto, per far vincere una grande corsa al fratello più giovane e meno forte, Serse, non dovrebbe mai scendere così in basso“, non rivolgerà mai più la parola al “Campionissimo“. Così raccontò nel 2007…

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