LUCIEN GAUDIN: UNA VITA TRA FIORETTO, CAPRICCI E MEDAGLIE D’ORO

Lucien-Gaudin-1.jpg
Lucien Gaudin – da alchetron.com

articolo di Gabriele Fredianelli

Gli piaceva firmarsi così: Lucien Gaudin, fuoriclasse. Creò il mito del diavolo nero e del diavolo bianco, come amava farsi chiamare: la divisa nera quando tirava di sciabola, quella bianca quando impugnava il fioretto. Erano tempi in cui la scherma riempiva i teatri e gli schermidori avevano i capricci d’attore. La sua storia però finì come in un brutto romanzo d’appendice: gli investimenti sbagliati, la depressione, un tubetto di barbiturici. Non aveva cinquant’anni ancora, ma il meglio era già passato per lui. Lui era Lucien Gaudin, schermidore da quattro ori nel giro di tre Olimpiadi. Fu soprattutto il grande rivale dei fratelli Nadi negli anni Venti, per chi la scherma la vede sempre dalla prospettiva italiana.

Francese del nord, di Arras come Robespierre, nato nel 1886, mancino elegante, con lo sguardo di un Jean Reno, si affacciò alla ribalta internazionale ai Giochi di Anversa del 1920. Come fiorettista si dovette accontentare dell’argento a squadre dietro gli azzurri trascinati proprio dai fratelli Nadi che nel girone finale si imposero per 9-7 sui cugini d’Oltralpe, con Nedo a battere proprio Gaudin nella sfida decisiva e Aldo a sorprenderlo in quella iniziale. La delusione lo portò a inventare una scusa per sottrarsi alla prova individuale, vinta ovviamente da Nedo.

Gaudin però è uno dei pochi bi-arma di alto livello, anche a quel tempo di crescente specializzazione: nel 1921 nella sua Francia diventa il primo campione del mondo nella spada, in quello che allora è il primo campionato internazionale.

Ma da Anversa è ormai rimasta nell’aria la rivalità con Nedo Nadi. In assenza di Nedo, in Argentina a conquistare dollari come insegnante al Jockey Club, Gaudin sfida Aldo. Al Cirque de Paris, siamo nel 1922, Gaudin si impone sulle venti stoccate in un assalto dall’altissima borsa in palio che, tra l’altro, farà concludere la carriera olimpica del più giovane Nadi, individuato da quel momento come professionista. Il pubblico è stimato in settemila persone, con altre tremila che restano fuori in attesa.

La sospirata rivincita chiesta dall’italiano è fissata per il maggio 1923 a Firenze. Al Politeama Fiorentino sarà un incontro di esibizione senza punteggio ufficiale, anche se ogni spettatore tiene il suo conto delle stoccate. La leggenda vuole che a metterne di più sia Aldo Nadi, di sicuro è uno spettacolo che resterà impresso negli occhi di chi ha avuto la fortuna di acquistare i carissimi biglietti, davanti al Gotha della scherma europea.

Da quel momento però il palcoscenico schermistico è tutto per Gaudin. I fratelli Nadi sono ormai professionisti e quindi fuori dai giochi olimpici, destinati ai dilettanti. Nel 1924 a Parigi per lui è doppio oro con le squadre di fioretto e spada, superando in entrambi i casi i “cugini” del Belgio.

Ad Amsterdam nel 1928 sono invece tre medaglie e un record difficilmente eguagliabile: altri due ori e un argento. L’argento rimarrà il cruccio: perché a vincere è la solita Italia, trascinata da Pignotti, Gaudini e Puliti, nonostante nello scontro diretto Gaudin piazzi tre vittorie su quattro assalti. Ma è nell’individuale che il francese si supera. Trionfa nel fioretto sul tedesco Casmir e sul quasi omonimo Giulio Gaudini dopo uno spareggio a tre per l’oro. E anche nella spada conquista il successo, stavolta sul connazionale Buchard. Oro nella spada e nel fioretto individuale nella stessa edizione dei Giochi: un’impresa riuscita prima e dopo soltanto nel 1904 al cubano Ramon Fonst, ma in tempi di minore concorrenza globale.

La sua carriera straordinaria – nove titoli nazionali consecutivi nel fioretto, tanto per agiungere qualcosa – lo rende così celebre in patria da valergli l’intitolazione di un celebre cocktail: il Lucien Gaudin è composto da gin, cointreau, campari, dry vermouth.

Purtroppo, per lui bancario di professione ma abituato da sempre alle spese incontrollate, il dopo scherma sarà terribile, fino alla depressione e alla decisione di farla finita in un giorno di settembre del 1934.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...