GRAN PREMIO DI GERMANIA 1991, LA BATTAGLIA MONDIALE DELLA CLASSE 500

MotoGP Kevin Schwantz.png
Schwantz e Rainey – da cbcaferacer.com

Quel che sta per accadere in classe 500 al Gran Premio di Germania 1991, sesta prova del motomondiale, sul circuito di Hockenheim che accoglie i centauri per la cinquantacinquesima volta, ha qualcosa di memorabile.

Gli spettatori che il 26 maggio trovano posto sugli spalti non sanno ancora, ma ne avranno piena coscenza solo qualche anno dopo, che davanti ai loro occhi stanno per darsi battaglia cinque campioni che assomeranno, quando appenderanno casco, guanti e ginocchiere al chiodo, qualcosa come quattordici titoli mondiali della classe regina delle due ruote.

Eddie Lawson, americano di Upland classe 1958, campione del mondo nel 1984, 1986, 1988 e 1989, ha imboccato il viale del tramonto ma in sella alla Cagiva C591 ha qualche altra buona cartuccia da sparare, se è vero che è reduce da un brillante terzo posto a Misano la gara precedente; Wayne Gardner, australiano nato a Wollongong l’11 ottobre 1959, ha strappato il titolo nel 1987 e con la sua Honda NSR 500 vuol salire sul podio, come non è capace di fare dal successo casalingo di Phillip Island a chiusura del campionato dell’anno prima; Wayne Rainey, 31enne, californiano di Los Angeles, è iridato in carica (e lo sarà per altri due anni ancora), guida una Yamaha YZR 500 e dopo aver trionfato in Australia e Stati Uniti, si candida al tris stagionale per recuperare terreno in classifica dal leader della graduatoria; che altri non è che Mick Doohan, anni 27 di Brisbane, che dominerà per cinque anni dal 1994 al 1998 e nel frattempo, grazie a tre secondi posti e le vittorie in Spagna e a Misano, tiene la sua Honda NSR 500 davanti a tutti con 91 punti; infine Kevin Schwantz, terzo statunitense del lotto, che è del 1964, presta servizio con la Suzuki RGV 500 e se sarà re nel 1993, ha debuttato l’anno in corso con la vittoria sul tracciato di Suzuka.

Insomma, cinque cavalieri motorizzati che son pronti a darsi battaglia fin dalla sessione di prove che promuove Doohan con il miglior tempo, 2’00″362, davanti a Schwantz, Lawson e Rainey, con il talento incostante di John Kocinski, altro pilota di punta della Yamaha, che si inserisce in quinta posizione, a precedere Gardner, il “vecchio” Didier de Radigues, lo spagnolo Garriga, il regolare Ruggia (che per un infortunio non prenderà poi il via, così come Alex Barros) e Doug Chandler che chiude la top-ten della griglia di partenza.

Doohan scatta con prontezza e guadagna subito la testa della corsa, seguito a ruota da Rainey, Lawson e Kocinski, con Schwantz e Gardner poco più indietro. Nella zona delle tribune Rainey accenna l’attacco all’interno a Doohan ma va fuori traiettoria, favorendo Schwantz che lo scavalca in seconda posizione. Ma il sorpasso al leader della corsa e della graduatoria mondiale è solo rimandato, Rainey ci prova nuovamente e passa, Schwantz lo chiude, Kocinski cade e Doohan torna al comando. La battaglia infuria senza esclusione di colpi, tra i contendenti la classe è tanta così come l’audacia e a guadagnarci, ovviamente, è lo spettacolo. Che è epocale.

Rainey e Doohan duellano tra loro, ma nessuno dei due riesce a prendere un vantaggio consistente sul rivale, fin quando la ruota posteriore di Doohan comincia a deteriorarsi. L’australiano cede il comando della gara e rimbalza indietro perdendo secondi uno dopo l’altro, Schwantz ne approfitta e all’ingresso nell’ultimo giro va a giocarsi la vittoria con Rainey. Il campione del mondo è davanti, nel rettilineo che porta alle tribune conduce ancora e pare che Schwantz debba arrendersi. Ma, sfrurrando la scia, Kevin con una manovra spattacolare e temeraria al tempo stesso riesce a scavalcare il rivale staccando al limite in una curva che volge a destra, scodando pericolsamente tanto da lasciare sull’asfalto un’evidente striscia nera. I due contendenti sono spalla-a-spalla negli ultimi, decisivi tornanti che immettono sul dirittone d’arrivo, Schwantz guarda a sinistra sbandando ancora, Rainey ci prova disperatamente a destra ma sul traguardo 16 millesimi separano il vincitore, Schwantz, dallo sconfitto, Rainey.

A fine gara Rainey affermadi esser stato fortunato quando Doohan ha avuto problemi, ecco invece con chi dovrò vedermela per il titolo“. Già, Schwantz è un osso duro, con i venti punti della vittoria sale a quota 75 e torna in lizza; Doohan, terzo alla fine a nove secondi, di punti ne guadagna 15 e con 106 è sempre capoclassifica, proprio davanti a Rainey. Chi chiude dietro al terzetto? Eddie Lawson e Wayne Gardner… già, a Hockenheim fu sfida all’ultima sgassata tra cinque campionissimi.

 

 

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