BRNO 1996, LA PRIMA VOLTA MONDIALE DI VALENTINO ROSSI

rossi 1996
Valentino Rossi sul podio di Brno – da motogp.com

Oggi che la clessidra scandisce inesorabilmente l’incedere del tempo e che l’ometto riflessivo e metodico ha da un pezzo preso il posto del ragazzo esuberante e fuori dalle righe, Valentino Rossi non può certo aver rimosso dai ricordi di una carriera monumentale quel che accadde esattamente 20 anni addietro.

18 agosto 1996, pare ieri ma in effetti è un’era giurassica fa. Rossi si è appena affacciato, 17enne nato ad Urbino il 16 febbraio 1979, cresciuto poi a Tavulla, nel massimo circuito motoristico a due ruote. Il Mondiale lo ha accolto come una sorta di predestinato in virtù del successo al campionato italiano e il terzo posto nella rassegna europea in classe 125.

Rossi guida l’Aprilia RS125 del team privato di Giampiero Sacchi, è croce (neppure troppa) e delizia (a piene mani) del tecnici che vedono in lui un concentrato di smisurato talento e totale dedizione al mestiere che non possono che dischiudere le porte ad un futuro radioso. Sarà così. Nel frattempo, proprio la stagione 1996 lo ha visto debuttare con esiti promettenti, già sesto in Malesia all’esordio il 31 marzo, due volte quarto in Spagna e al Mugello, infine il 4 agosto il primo podio in Austria, terzo sul tracciato A1-Ring alle spalle dei due piloti Honda, l’azzurro Ivan Goi e il tedesco Dirk Raudies.

Che il fine settimana in Repubblica Ceca, a Brno, possa essere il momento del primo trionfo iridato se ne ha segnale già dalle prove ufficiali del sabato. Valentino aggredisce le curve di un circuito a lui congeniale, osa come suo solito ben oltre il consentito, la sua Aprilia ne asseconda l’ardimento ed infine il cronometro lo premia con la prima pole-position della carriera. Ne seguirà una lunga serie. La domenica, proprio il 18 agosto 1996, Rossi si trova a battagliare con Jorge Martinez, esperto motociclista iberico, 34 primavere, ovvero il doppio del pesarese, già con quattro titoli in bacheca (3 in classe 80 e 1 in classe 125).

Sorpassi e controsorpassi azzardati, accelerate improvvise, staccate al limite… insomma, tutto il repertorio che un buon pilota deve avere. E Rossi e Martinez non ne difettano, anzi, si sfidano a duello tra le colline di Brno, una lotta all’ultima sgassata ed è Valentino ad infilare il rivale all’ultimo giro per andare a tagliare il traguardo in prima posizione per il soffio di 2 decimi. E’ nientepopodimeno che il primo successo di una collezione che oggi, a distanza di due decenni, ne somma altre 113!!!

Valentino Rossi, numero 46, in omaggio al padre Graziano, che assieme alla classe infinita sarà una costante in carriera, dopo l’arrivo tiene fede alla fama di campione “senza freni” rischiando, in preda all’euforia, di sbattere contro il muretto dove sono raccolti i tecnici Aprilia. Il tricolore sventola sul podio di Brno ed è la prima gioia di una motociclista-bambino oggi diventato fenomeno. Lo chiamano “dottore“, sarà mica un caso?

Ah, dimenticavo: quel giorno sul terzo gradino del podio, dietro a Rossi e Martinez, sale il giapponese Tomomi Manako, su Honda. Chi era costui?

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