MICHAEL GROSS, “ALBATROS”AI GIOCHI DI LOS ANGELES 1984

Olympische-Spiele-1984-Los-Angeles
Michael Gross in trionfo alle Olimpiadi di Los Angeles 1984 – da welt.de

articolo di Giovanni Manenti

Nello sport, come nella vita del resto, un pizzico di fortuna è importante e, nel caso di un atleta possibile protagonista dei Giochi Olimpici di inizio anni 1980 è fondamentale far parte dello “schieramento giusto” rispetto all’età di massimo splendore agonistico per non cadere nella trappola dei boicottaggi che ne hanno caratterizzato le edizioni di Mosca 1980 e Los Angeles 1984.

E’ questo il caso del nuotatore tedesco occidentale Michael Gross che, nato nel giugno 1964, è ancora troppo giovane per eccellere ai Giochi di Mosca 1980 che il suo paese boicotta, mentre è viceversa nel pieno della maturità agonistica nell’edizione californiana di Los Angeles, dove si iscrive alle gare individuali dei 200 stile libero (di cui detiene il record mondiale con 1’47″55) e 100 e 200 farfalla, distanza quest’ultima in cui è altrettanto primatista mondiale con 1’57″05.

E, da buon teutonico, le “prove generali” del programma olimpico Gross le mette in pratica ai Mondiali di Guayaquil 1982, dove conquista la medaglia d’oro sia nei 200 stile libero in 1’49″84 precedendo di soli 8/100 l’americano Rowdy Gaines, che nei 200 farfalla in 1’58″85 lasciando a debita distanza il sovietico Fesenko, cui unisce l’argento sui 100 farfalla chiudendo in 54″26 dietro all’americano Matt Gribble, primo in 53″88, ed il bronzo nelle staffette 4×200 stile libero e 4×100 mista, dove nuota la frazione a farfalla.

Dopo aver sostenuto un “buon allenamento” agli Europei di Roma 1983, da dove se ne torna a Francoforte con ben 4 medaglie d’oro (200 stile, 100 e 200 farfalla con annesso record mondiale su quest’ultima distanza, e 4×200 stile), oltre all’argento nella 4×100 mista, Gross è pronto ad affrontare la sfida che gli porteranno i nuotatori di casa ed australiani nella rassegna olimpica del 1984, il cui programma fissa, come primo appuntamento, la disputa dei 200 metri stile libero.

Nelle qualificazioni del mattino del 29 luglio 1984, Gross è nettamente il migliore, migliorando in 1’48″03 il record olimpico del russo Koplyakov di quattro anni prima a Mosca, con il solo americano Michael Heath a scendere sotto il limite di 1’50” facendo sua la sesta batteria in 1’49″87, ma la sensazione che matura tra i presenti è che il divario tra il tedesco ed il resto del lotto sia incolmabile.

Mai impressione fu più confermata nella finale del pomeriggio, in cui Gross ha come rivale non un avversario, bensì il cronometro, riuscendo a sconfiggere anche quello quando, al tocco sulla piastra, ferma il tempo in 1’47″44, migliorando di 11/100 il suo stesso limite mondiale, con Heath argento a debita distanza in 1’49″10 e l’altro tedesco Thomas Fahrner bronzo in 1’49″69.

Non c’è però tempo per rifiatare per “l’albatros” – così chiamato per la sua notevole apertura di braccia, pari a m.2,27 su di un’altezza di m.2,02 che lo facilita soprattutto nella specialità della farfalla – che la mattina del giorno dopo, 30 luglio, è impegnato nelle qualificazioni dei 100 farfalla, specialità in cui, peraltro, i favori del pronostico vanno all’americano Pedro Pablo Morales, detentore del primato mondiale in 53″38 stabilito agli “Olympic Trials” e che fa registrare il miglior tempo in batteria con il nuovo record olimpico di 53″78 mentre Gross vince la sua serie in 54″02, secondo miglior tempo di qualificazione, circostanza che pone i due rivali uno di fianco all’altro nelle corsie centrali per la finale del pomeriggio.

Tra gli addetti ai lavori si avverte profumo di record e le aspettative non vengono disattese, laddove si consideri che i primi sei classificati stabiliscono tutti i rispettivi primati nazionali, ma per Morales e Gross il limite è quello mondiale, con l’americano ed il tedesco che si staccano nettamente dal resto del lotto sin dalle prime bracciate e Morales che va a virare in 24″76, 19/100 sotto il proprio record, e prende decisamente la testa nella vasca di ritorno, solo per subire l’imperiosa rimonta di Gross che, mulinando le sue enormi braccia, lo raggiunge a 10 metri dall’arrivo per superarlo all’ultima bracciata, strappandogli sia l’oro che il primato mondiale in uno straordinario 53″08 con il deluso Morales che, comunque, ha poco da recriminare, essendo lui stesso andato in 53″23 al di sotto del proprio precedente limite.

La giornata del 30 luglio potrebbe concludersi in gloria per Gross che è altresì impegnato a chiudere, in ultima frazione, la staffetta 4×200 stile libero che, peraltro, ha visto il “quartetto B” americano (privo di Heath e Float, inseriti al pomeriggio) frantumare in 7’18″87 il record mondiale di 7’20″40 stabilito dalla stessa Germania Ovest agli Europei di Roma 1983.

E se, sui 100 farfalla, vi era il più che lecito dubbio circa il miglioramento del record mondiale, nella finale di staffetta vi è la certezza che il limite venga abbattuto, con gli Usa che inseriscono Heath in prima frazione e Float in terza, mentre, come detto, Gross rileva Henkel quale ultimo frazionista, spostando Fahrner, bronzo nella gara individuale, quale primo a partire dai blocchi.

La tattica del coach Usa si rivela vincente, con Heath che, nuotando in 1’48″67, infligge a Fahrner un distacco di 1″14 ben superiore a quanto avvenuto nella prova individuale, vantaggio che, nonostante una seconda frazione leggermente migliore di Korthals rispetto a Larson, Float si incarica di dilatare nei terzi 200, consegnando a Lawrence Hayes, ultimo frazionista, un “bonus” di 1″52 che Gross dovrà cercare di colmare.

Quella che va in scena è la più emozionante frazione di staffetta 4×200 mai nuotata ai Giochi, con Gross che annulla il “decalage” già ai 650 metri, per poi toccare appaiato all’americano alla virata dei 700 e quindi staccarlo nella terza vasca per una vittoria che sembra oramai certa, quando, non si sa da dove sia andato a ricercarle, ma sta di fatto che Hayes ritrova le energie che gli consentono di recuperare lo svantaggio bracciata dopo bracciata sino ad andare a toccare precedendo il tedesco (che ha comunque nuotato in uno strabiliante 1’46″89 ancorché “lanciato”) per l’inezia di 4/100 che, chiaramente, consegna agli Stati Uniti anche il nuovo primato mondiale, disintegrato rispetto al mattino in 7’15″69 rispetto al 7’15″73 di Gross & Co., altrettanto ovviamente nuovo limite europeo, con la Gran Bretagna al bronzo ad oltre 9″ di distacco!!!

L’occasione del riscatto, dopo aver cercato di dare il proprio contributo anche alla staffetta 4×100 stile libero, conclusa ai piedi del podio a soli 29/100 dal bronzo svedese nella gara dominata a ritmo di record mondiale dagli Stati Uniti davanti all’Australia, si presenta a Gross con la finale dei 200 farfalla, in programma il 3 agosto e nella quale si rinnova il duello con Morales sin dalle qualificazioni, con l’americano che, nella quarta serie, migliora il record olimpico in 1’59″19 per poi vederlo subito dopo limato da Gross con il crono di 1’58″72 con cui si aggiudica la quinta batteria davanti al venezuelano Vidal Castro, già quarto sui 100 farfalla, che nuota anch’esso sotto il tempo di Morales, concludendo in 1’59″15.

Si tratta, comunque, di tempi ordinari per i protagonisti, essendo di oltre 2″ superiori al primato mondiale di Gross che, nella finale del pomeriggio, intende subito porre le cose in chiaro portandosi in testa sin dalle prime bracciate e virando sia ai 100 che ai 150 metri in chiaro vantaggio rispetto a Morales e Vidal Castro, in lotta per l’argento, non facendo presagire cosa viceversa si verifica nell’ultima vasca, con la nuotata del tedesco visibilmente appesantita e che consente ai due avversari di avvicinarsi bracciata dopo bracciata ed all’australiano Jon Sieben – in corsia 6 – a fare da quarto incomodo con ultimi 50 metri fantastici (lui che era passato settimo ai 100 e quarto ai 150 metri) che gli consentono di beffare il resto della concorrenza andando con il tempo di 1’57″04 (lui, che prima dei Giochi aveva un “personale” di 2’01″17 e che, pertanto, si migliora di oltre 4″!!!) a conquistare il più sorprendente oro della rassegna olimpica e a strappare per un solo 1/100 anche il record del mondo a Gross, che conclude in 1’57″40, davanti a Vidal Castro, bronzo in 1’57″51 ed ad un delusissimo Morales, non meglio che quarto e fuori dal podio con 1’57″75.

Parziale consolazione per Morales, l’oro conquistato il giorno dopo nella staffetta 4×100 mista dove, nella terza frazione a farfalla, si ritrova per l’ennesima volta di fronte a Gross che, pur realizzando il miglior crono tra i finalisti (52″81 contro i 52″87 dell’americano), non riesce a portare i suoi compagni sul podio, concludendo la gara in un altro quarto posto come nella 4×100 stile libero.

Per i due rivali l’appuntamento è a Madrid due anni dopo per la quinta edizione dei Mondiali e poi ai Giochi di Seul 1988, ma, nel frattempo, ci saranno da superare i terribili “Trials” americani…

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