4 SETTEMBRE 1955: SPORTING LISBONA-PARTIZAN, NASCE LA COPPA DEI CAMPIONI

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Una fase di Sporting Lisbona-Partizan – da twitter.com

4 settembre 1955, Lisbona, ore 17. Segnatevi data e ora, perché è il giorno che segna la nascita della Coppa dei Campioni.

E’ un pomeriggio di domenica ad Oeiras, sobborgo di Lisbona. Con l’Estádio José Alvalade in costruzione, lo Sporting decide di giocare la partita all’Estádio Nacional, un luogo rinomato per il suo clima ventoso, e gli elementi dovrebbero certamente aggiungere una dose di imprevedibilità a ciò che é già un passo verso l’ignoto.

I padroni di casa, così come gli jugoslavi del Partizan Belgrado, avversari di turno, pagano dazio alle difficili condizioni di gioco. Invitati alla manifestazione, nonostante il terzo posto in Portogallo la stagione precedente, i Lions hanno nondimeno la credenziale di essere al momento la forza dominante della Liga. Hanno infatti vinto sette titoli in otto stagioni tra il 1947 e il 1954 – tra cui un inedito quattro di fila dal 1950/51 in poi – e devono molto del loro successo alla loro leggendaria linea d’attacco, conosciuta come “i cinque Violini“.

Di quel quintetto, José Manuel Travassos e Vasques sono ancora in forza al club, ma lo Sporting che affronta il Partizan deve ancora mostrare un gioco competitivo in questo 1955-1956. Al contrario, i rivali jugoslavi sono ben avviati nel loro campionato nazionale e vantano diversi internazionali che hanno conquistato l’argento alle Olimpiadi del 1952. Una grande folla di “Sportinguistas” si è riversata allo stadio per vedere all’opera giocatori del calibro di Branko Zebec, Bruno Belin, Stjepan Bobek e Milos Milutinovic, e nonostante l’assenza di Zlatko Cajkovski che manca a causa dei suoi studi.

Poco dopo il calcio d’inizio, proprio Bobek si trova a tu per tu con il portiere avversario, Carlos Gomes, ma l’attaccante spreca l’occasione, così come manca l’onore di diventare il primo marcatore nelle competizione UEFA per club. Invece, al minuto 14, Vasques supera il difensore centrale Zebec e lancia João Martins, cannoniere più prolifico della squadra di Alejandro Scopelli, che segna il gol dell’1-0, colpo duro per il Partizan che si trova a giocare con lo stesso Zebec, infortunato al ginocchio, come spettatore virtuale, non essendo ancora consentite le sostituzioni.

Siamo stati sfortunati con l’infortunio di Zebec perché abbiamo preso gol proprio in quel momento, e questi due fatti insieme ci hanno innervosito“, così afferma in seguito il centravanti del Partizan Prvoslav Mihajlovic. L’allenatore degli jugoslavi, Aleksandar Tomasevic, si trova ad agire in fretta, e passa Zebec a sinistra per portarlo fuori dalla linea di tiro, con Belin che scala da terzino destro al centro della difesa e Anton Herceg che passa dalla  fascia sinistra a destra.

La mossa funziona, e non solo Milutinovic pareggia sul finire del primo tempo, ma lo stesso giocatore porta gli ospiti in vantaggio subito dopo l’intervallo. “Il secondo gol subito è stata una mia disgrazia“, lamenta il difensore Manuel Passos, individuando gli elementi della sua colpa. “La palla ha cambiato traiettoria per via del vento e mi ha ingannato“. Contemporaneamente viene espulso João Galaz.

Tra un colpo di scena e l’altro la sfida è tutt’altro che finita, e lo Sporting ristabilisce la parità con il giovane esordiente Quim, recente acquisto del club, che ha solo 19 anni. A diciassette minuti dalla fine del match Bobek segna ancora e riporta in vantaggio gli ospiti, ma una seconda metà di gioco frenetica si chiude quando Martins sfrutta un lancio lungo di Quim per garantire il definitivo 3-3.

Ovviamente la qualità dell’incontro “ha risentito del forte vento“, ha osservato Travassos, che si è affrettato a riconoscere nondimeno la classe della squadra di Tomasevic. “Il Partizan è una delle formazioni migliori che siano venite a giocare qui” ha aggiunto Passos, anche se le due avversarie ritengono entrambe di aver meritato la vittoria, cosa che non si è verificata.

Dobbiamo vincere a Belgrado“, conclude Bobek, dimostrando poi di essere nel vero il 12 ottobre 1955, quando quattro reti di uno scatenato Milos Milutinovic hanno contribuito al successo per 5-2 del Partizan nella gara di ritorno. La strada degli jugoslavi verrà poi sbarrata ai quarti di finale dai futuri vincitori della Coppa, il Real Madrid, che dopo aver vinto 4-0 in Spagna riusciranno a resistere al ritorno, perdendo solo 3-0.

Il tabellino del match:

Sporting Lisbona: Carlos Gomes, Manuel Caldeira, João Galaz, Armando Barros, Manuel Passos (cap), Juca, Hugo Sarmento, Manuel Vasques, João Martins, José Travassos, Quim. Allenatore: Scopelli.

Partizan: Slavko Stojanovic; Bruno Belin, Cedomir Lazarevic, Ranko Borozan, Branko Zebec, Bozidar Pajevic, Prvoslav Mihajlovic, Milos Milutinovic, Marko Valok, Stjepan Bobek (cap), Anton Herceg. Allenatore: Tomasevic.

Reti: 14′-78′ João Martins, 45′-50′ Milutinovic, 65′ Quim, 73′ Bobek

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