MAURICE STOKES: VELOCITA’, POTENZA E UN DESTINO MALEDETTO

Maurice-Stokes.jpg
Maurice Stokes – da artimagesfrom.com

Probabilmente uno dei primi giocatori della storia a coniugare perfettamente rapidità e potenza in un corpo di di 201 centimetri ha il volto di Maurice Stokes. Che se ha conosciuto la gloria sportiva, questa ahimé fu di breve durata, perché ancor più veloce fu la sventura che lo costrinse all’immobilità e lo portò poi a morte prematura, privando il basket NBA di un campione che pareva destinato ad un avvenire radioso.

Nato il 17 giugno 1933 a Pittsburgh, Stokes viene scelto al Draft del 1955 in seconda posizione dai Rochester Royals, alle spalle di Dick Ricketts, e fin da subito ha un impatto clamoroso sulle prestazioni della sua franchigia, diventandone il miglior marcatore, il miglior rimbalzista e il miglior passatore. Esordisce contro New York il 5 novembre realizzando subito 32 punti, e già al primo anno, 1956, si merita il titolo di Rookie of the Year, chiudendo con 16.8 punti a partita e 16.3 rimbalzi di media, vincendo la relativa graduatoria sotto i tabelloni e segnando un record di 38 rimbalzi.

Per tre stagioni regala spettacolo sui parket della pallacanestro stelle-e-strisce, dopo aver avuto una carriera universitaria a Saint Francis tanto straordinaria da far registrare l’impressionante media di 22,2 punti e 24,1 rimbalzi in quattro anni e venir così accostato in seguito ad un certo Wilt Chamberlain.

Nel corso della carriera professionistica si guadagna tre convocazioni all’All Star Game, per tre volte viene eletto nel secondo miglior quintetto della Lega e mette a referto qualcosa come 16.4 punti, 17.3 rimbalzi e 5.3 assist a partita, con la cifra sensazionale di ben 1.256 rimbalzi nella sola stagione 1956/1957.

L’anno dopo, che sarà poi il suo ultimo, l’uomo in maglietta numero 12 aumenta ancora a 18.1 rimbalzi di media, anche se nella speciale classifica Bill Russell fa decisamente meglio con 22.7 rimbalzi a partita. Ma proprio all’ultima gara della stagione regolare, il 12 marzo 1958, alla guida dei suoi Royals, diventati nel frattempo Cincinnati, contro i Minneapolis Lakers, e dopo aver segnato 24 punti, cade pesantemente al suolo battendo la testa. Dopo aver perso conoscenza, riapre gli occhi dopo tre minuti di panico totale, per riprendere il suo posto e permettere ai compagni di incassare la vittoria. Passano tre giorni e nel volo aereo che lo sta riportando a Cincinnati, Stokes risente nuovamente il dolore alla testa prima di perdere nuovamente conoscenza ed entrare in coma. I medici, dopo averlo sottoposto ad accurati accertamenti, certificano gravi danni cerebrali che lo condannano alla paralisi e, quando si risveglierà quattro mesi più tardi, all’inevitabile sedia a rotelle.

Il volo dell’atleta che batteva gli avversari in velocità e seppur non proprio un colosso li dominava sotto i tabelloni finisce qui. Ora Stokes è impossibilitato ad ogni spostamento, non esprime emozioni e perde progressivamente anche la parola. Nella sua disgrazia, Stokes stringe nondimeno un’amicizia vera con il vecchio compagno Jack Twyman, altro campione capace all’epoca di realizzare 31.2 punti di media nella stagione 1959/1960, con il quale relaziona attraverso un sistema di comunicazione con gli occhi.

Il 6 aprile 1970 Maurice Stokes, non ancora compiuti i 37 anni, muore per una crisi cardiaca, e il suo destino ispira il film “Maurie“, del 1973, in cui Berney Casey ne veste i panni con una mirabile interpretazione. Introdotto nella Naismith Hall of Fame in 2004, durante una cerimonia a Springfield a cui lo stesso Twyman era presente, l’NBA in memoria del rapporto speciale tra i due uomini nel 2013 ha creato la Twyman-Stokes Teammate of the Year Award, trofeo che premia il miglior compagno di squadra della Lega. Perché gli uomini, ancor prima dei campioni, non si dimenticano. Mai.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...