FRANCISCO FERNANDEZ OCHOA, L’EXPLOIT A SORPRESA A SAPPORO 1972

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Il podio dello slalom di Sapporo 1072 – da neveitalia.it

Nemmeno l’ombra di una vittoria in Coppa del Mondo. Nessun piazzamento tra i primi cinque. Tantomeno Francisco Fernandez Ochoa veste i panni del favorito dello slalom speciale alle Olimpiadi di Sapporo del 1972, sull’isola di Hokkaido. E poi… uno spagnolo nello sci alpino, non è certo una cosa seria. “E’ come se un giapponese diventasse un re dell’arena!“, riconoscerà lui stesso.

Eppure, il madrileno sta per provocare una delle sorprese più clamorose nella storia dei Giochi Olimpici Invernali.

Il 13 febbraio, ultimo giorno dei Giochi, sono altri i favoriti della gara che si snoda tra i pali stretti dello slalom. Per esempio il francese Jean-Noël Augert, che ha trionfato sulle piste che regalano immortalità e prestigio, ovvero Wengen e Kitzbhuel; oppure l’azzurro Gustavo Thoeni, che è detentore della Coppa del Mondo e ben avviato a concedere il bis nella classifica premiata con la sfera di cristallo. Grandi interpreti della disciplina, il transalpino e l’italiano sembrano candidati a contendersi la medaglia d’oro, già al collo di Thoeni che tre giorni prima ha trionfato nello slalom gigante.

Ma i pretendenti alle medaglie sono tanti, come l’altro francese Duvillard e l’americano Palmer, che in Coppa hanno vinto sui tracciati di Sestriere e Berchtesgaden, il polacco Bachleda che staziona spesso sul podio, così come lo svizzero Bruggmann, il tedesco Rieger e l’austriaco Zwilling. Rolando Thoeni, cugino di Gustavo, Schmalzl e “cavallo pazzo” Stricker sono gli altri azzurri in lizza, seppur con poche chances di strappare una medaglia.

Risultato a sensazione dopo la prima manche: lo spagnolo Fernandez Ochoa, pettorale numero 2, ha realizzato il miglior tempo, 55″36. Augert, secondo, è relegato a 41 centesimi, Thoeni, autore solamente dell’ottavo tempo, è invece distante 1 secondo 33 centesimi. Restano in corsa l’altro francese Henri Duvillard, a 56 centesimi, e gli altri due azzurri, Schmalzl e Rolando Thoeni, che accusano un margine rispettivamente di 75 e 78 centesimi.

Mai in carriera “Paquito” si è trovato così prossimo al successo, lui che come miglior risultato ha ottenuto un sesto posto in slalom a Megeve tra anni prima. Gli addetti ai lavori sono scettici: saprà reggere la tensione nella seconda manche? I suoi rivali si riscatteranno e lo sveglieranno brutalmente dal sogno olimpico?

In effetti, il giorno dopo, Gustavo Thoeni pennella una discesa da incorniciare, 53″59, balzando prepotentemente al comando. Gli avversari rimangono alle sue spalle, Augert naufraga in quinta posizione, scavalcato anche del connazionale Duvillard, e solo questo spagnolo uscito dal nulla può ancora inserirsi tra il campione di Trafoi e la medaglia d’oro. Nel frattempo il cugino Rolando, al contario di Schmalzl che retrocede in sesta posizione, non paga dazio all’emozione e chiude la gara mettendosi al collo il metallo di bronzo.

Sono le 14h21. Francisco Fernandez Ochoa si lancia per il suo rendez-vous con la gloria. Sa che l’italiano ha realizzato un tempo-bomba, quindi, malgrado un vantaggio considerevole, non può mostrarsi troppo prudente. Una dopo l’altra, affronta le porte con foga, e sulla linea d’arrivo il cronometro lo premia, concedendo al grande avversario solo 32 centesimi. Rimane ad Ochoa un margine di 1 secondo 1 centesimo, sufficiente ad innalzarlo sul gradino più alto del podio: l’allievo, è il caso di dirlo, ha impartito una severa lezione al maestro.

A 12 giorni dal suo ventiduesimo compleanno, “Paquitoentra nella storia regalando alla Spagna la prima medaglia d’oro alle Olimpiadi invernali. La sola fino ad oggi. Travolto dall’entusiasmo per l’inatteso exploit, Ochoa ha l’ardire di compararsi a Ed Cordobes, il famoso torero.

Non sarà, ahimè per lui, la prima pietra di una carriera memorabile; vincerà solo un’altra prova di Coppa del Mondo, sulle nevi polacche di Zakopane nel 1974, ma quando ha trionfato a Sapporo lo ha fatto il giorno che era necessario. E da quel dì, 13 febbraio 1972, la gloria olimpica gli appartiene, ora e per sempre.

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