JOHNNY WEISSMULLER, MEDAGLIE D’ORO E IL MITO DI TARZAN

weiss1928.jpg
Johnny Weissmuller – da franceolympique.com

L’America e il CIO amano le icone sportive, e le coccolano. Nel paese del self-made man, la storia di Johnny Weissmuller, nato il 2 giugno 1904, è raccontata come fosse una fiaba. Si appiattiscono le asperità, si arrangia la biografia, si aggiustano i fatti, si scarta quel che non piace e di colpo, dopo averne modulato il personaggio, alla fine lo si tradisce.

Per Johnny Weissmuller – che incarnerà il celebre Tarzan – tutto comincia già nella confusione. Ufficialmente, ancor oggi si dice che sia nato a Windber in Pennsylvania dove il padre esercitava la professione di minatore. Invece, quel che è certo è proprio lo stato civile: Péter Janos Weissmuller ha visto i natali a Szabadfalu (in tedesco Freidorf), villaggio situato nell’allora Austria-Ungheria e che oggi appartiene alla Romania, non lontano da Timisoara.

Quando diventerà un nuotatore precoce e dotato, Johnny Weissmuller approfitterà della nascita del piccolo fratello nato sul suolo americano per scambiare con lui i documenti di identità. Fregherà così i Servizi di Immigrazione e potrà così partecipare alle Olimpiadi di Parigi del 1924 e a quelle di Amsterdam del 1928 difendendo i colori americani.

Johnny Weissmuller, affetto da poliomelite, impara a nuotare a 9 anni in una piscina pubblica di Chicago dove la famiglia ha preso residenza dopo l’arrivo in America. A 12 anni si mente sulla sua età per potergli permettere di integrare la squadra dell’YMCA di Chicago. A 15 anni, così, viene notato dal celebre coach William Bachrrach dell’Illinois Athletic Club e a 17 anni, siamo nell’agosto del 1921, realizza il suo primo record del mondo nelle 100 yarde al Brighton Beach di New York diventando il “principe delle onde“, “l’idrovolante umano“, “la perla acquatica“.

Il campione di nuoto è nato, Tarzan non ancora.

Con Weissmuller, il nuoto conosce una sostanziale… virata! Proprio lui, infatti, perfeziona la “virata a capriola“, con la quale il nuotatore tocca il muro senza tenerlo ed effettua una rotazione nell’acqua. La maggior parte dei successi di Johnny sono dovuti al suo movimento molto alto delle braccia – gesto assolutamente rivoluzionario -, la battuta dei piedi e la respirazione alternata girando la testa da entrambi i lati. Una delle particolarità di Johnny Weissmuller è quella di nuotare lo stile libero con la testa fuori dall’acqua, stile totalmente abbandonato dopo di lui.

Nel 1922 batte i fratelli Duke e Samuel Kahanamoku, celebri nuotatori hawaiani, ai Campionati degli Stati Uniti che si disputano proprio nell’isola. Sullo slancio, il 9 luglio, ad Alameda, Weissmuller è il primo uomo della storia a scendere sotto la barriera del minuto sui 100 metri stile libero, segnando 58″6. L’anno dopo, vince quatto titoli ai Campionati USA e nel 1924, qualche mese prima dei Giochi di Parigi, migliora il primato del mondo sempre dei 100 metri stile libero, scendendo a 57″4.

Alle Olimpiadi di Parigi la sua fama guadagna ancora punti preziosi. Gli organizzatori non si sbagliano: programmano le distanze in cui eccelle Weissmuller gli ultimi due giorni dell’evento a cinque cerchi e l’americano non deluderà le loro aspettative. Grazie soprattutto alla sua mossa a sorpresa – la partenza in tuffo che gli assicura immediatamente una lunghezza di vantaggio sugli avversari – vince i 400 metri stile libero dopo un duello appassionante con lo svedese Arne Borg. Per l’apoteosi basta attendere il successo anche nei 100 metri stile libero con il tempo di 59″0, battendo di nuovo il “vecchioDuke Kahanamoku, eroe delle Olimpiadi di Stoccolma ed Anversa, ormai avviato verso le 34 primavere. Lo stesso giorno, Wiessmuller condivide il primo gradino del podio con i colleghi della staffetta 4×200 metri stile libero e all’uscita dall’acqua, i settemila spettatori presenti all’evento nel nuovo e splendido bacino di Tourelles lo acclamano alzandosi in piedi, soprattutto la frangia femminile del pubblico. Il bel Johnny diventa, con Paavo Nurmi, l’idolo incontrastato dei Giochi di Parigi.

Il regno di Johnny Weissmuller sul nuoto dura fino ai Giochi di Amsterdam, nel 1928, dove conserva, seppur con qualche patema, il titolo dei 100 metri stile libero prima di partecipare alla preventivata vittoria americana nella staffetta.

In sintesi, colleziona 52 titoli di campione degli Stati Uniti e ben 67 primati del mondo, rimanendo imbattuto in gare ufficiali fino al giorno del suo ritiro dalle competizioni.

Quel che però non compare nelle insulse brochures del CIO, è che nel 1927 “l’invincibile” si reca in un sanatorio di Battle Creek per seguire una preparazione speciale a base di bicarbonati. In caso di sforzi particolarmente sostenti, questi neutralizzano l’acidità muscolare, attenuando la fatica e le contrazioni muscolari, così come l’acidosi del sangue. Il miglioramento delle performances sviluppate in laboratorio sono valutabili tra il 20% e il 100%. Con l’aiuto del giornalista Clarence A.Bush, sarà lo stesso Johnny Weissmuller a rivelare questo “segreto“, in un libro apparso nel 1930, “Swimming the American Crawl“.

Negli anni Trenta, Johnny Weissmuller beneficia di un contratto pubblicitario per promuovere una marca di costumi da bagno, il che gli frutta qualcosa come 500 dollari a settimana di introito. Questi guadagni, come è naturale che sia, sono all’epoca non proprio compatibili con le esigenze amatoriali del CIO. Per fronteggiare questi “signori“, Weissmuller decide di compiere il gran balzo nel professionismo e non resisterà… alle sirene di Hollywood, visto che il suo primo film, “Tarzan, l’uomo-scimmia” di W.S.Van Dyke, prima indimenticabile versione di Tarzan parlante, uscirà nel 1932.

Si sono fatte illazioni sulla sua nascita, così come è stata tarata la sua decadenza. Obbligato a pagare gli alimenti alle cinque mogli, è costretto a vendere la sontuosa villa di Beverly Hills, lo yacht, la Rolls Royce, e cade in rovina. Muore ad Acapulco il 20 gennaio 1984, ufficialmente per un edema polmonare. Malato, ignorato ormai da tutti e senza un soldo, viveva ormai in una piccola casa a qualche chilometro di distanza dal lago dove fu girato il suo ultimo film di Tarzan.

I suoi ultimi 6 anni furono marcati dalla sindrome di Tarzan. Johnny Weissmuller scivolò nella follia, identificandosi nell'”uomo-scimmia” che lo aveva reso popolare agli occhi del mondo intero. Fu internato in una casa di cura dove continuò, ogni mattina, a martellarsi il petto ed emettere il suo grido trionfale di re delle giungla. Per sua volontà, il giorno del funerale fu lanciato il grido di Tarzan. L’uomo che volteggiava da un albero all’altro, nella foresta tropicale, servendosi delle liane, non aveva più che quattro mura e dei camici bianchi come orizzonte.

Nelle notti di insonnia, forse, Johnny ascoltava l’eco del suo canto di libertà e questo gli dava coraggio. Per chiudere il capitolo di una vita, che non conobbe solo la gloria.

 

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...