EUROPEI 1976, IL “CUCCHIAIO” DI PANENKA

panenka_cucchiaio.jpg
Il rigore di Panenka – da calcio.fanpage.it

Sono ormai lontani i tempi in cui si rigiocava una partita nel caso i cui le due squadre non fossero state in grado l’una di prevalere sull’altra. La modernità, sempre più esigente anche quando si tratta di football, vuole che si rispettino i programmi e che si finisca il lavoro alla data fissata, a costo di fare gli straordinari. Se i tempi supplementari non sono sufficienti, si procede con i calci dal dischetto degli undici metri, pratica che ha visto i natali all’inizio degli Anni Settanta: in un primo tempo utilizzati nei turni preliminari, a lungo gli organi del calcio sono stati poco propensi a servirsene in un atto finale, stimando che non si potesse proclamare un campione a termine di una pratica così decisamente ingiusta. Ma per la finale della Coppa Europa per Nazioni del 1976, a Belgrado, il tabù viene meno, perché si è deciso che in caso di parità la partita non verrà rigiocata.

E’ il 20 giugno 1976, la Germania Ovest detentrice del titolo vinto quattro anni prima a Bruxelles contro l’Urss, 3-0, è opposta ad una sorprendente squadra della Cecoslovacchia. Non si sa molto di questa rappresentante del calcio d’oltre cortina, se non che ha eliminato l’Olanda in semifinale, privando così l’Europa della rivincita della finale dei Mondiali del 1974. La sfida è superba. Le due avversarie non si risparmiano ma al termine dei tempi regolamentari, così come dei trenta minuti di prolungamento, si spartiscono il punteggio, 2-2, in virtù delle segnature di Svehlik e Dobias, pareggiate dagli acuti dell’altro Muller, Dieter bomber di razza del Colonia, e Holzenbein. Sotto gli occhi del continente, la finale di un torneo internazionale, per la prima volta, sarà decisa dalla lotteria dei calci di rigore.

All’ottavo tiro, dopo che i primi sette tentativi sono andati a bersaglio decretando il provvisorio 4-3 per i cechi, Uli Hoeness fallisce calciando oltre la traversa. Tocca a questo punto a Antonin Panenka, ventisettenne centrocampista del Bohemians Praga: quel che c’è in palio è ovvio, se segna è campione d’Europa. Piuttosto che tirare di potenza, Panenka lascia che Sepp Maier, portiere tedesco tra i più grandi di sempre, si butti sulla sua sinistra e, con un colpo sotto mette il pallone docilmente in rete, fuori dalla portata dell’estremo difensore avversario. Sugli spalti si fatica a capacitarsi di quel che è successo, le televisioni reclamano il replay. Nel frattempo Panenka è sommerso dall’abbraccio trionfante dei compagni, la Cecoslovacchia, del tutto sorprendentemente, è campione d’Europa per la prima, e finora unica, volta della sua storia.

Panenka aveva già realizzato in precedenza con esecuzioni del genere nel campionato di casa sua, ma fuori dai confini cechi il gesto non era conosciuto. In verità, la Cecoslovacchia dell’epoca era paese che dire ermetico suona quasi come un eufemismo. Dal 1968 e dopo la repressione sovietica della Primavera di Parga, la Cecoslovacchia viveva chiusa in se stessa, in un processo di “normalizzazione” imposto da Mosca. E’ dunque in un contesto dove la libertà di espressione è smorzata, in una città come Praga ridotta al silenzio, che nasce un gesto così insolente.

Eppure Antonin Panenka non è certo più alternativo e ribelle dei suoi compagni di squadra. Anzi, dà l’impressione di essere un calciatore ligio al dovere, ben messo fisicamente e dotato di un paio di mustacchi come molti altri sportivi dei paesi comunisti dell’epoca. In campo traduce pregi e difetti dei suoi compatrioti. La Cecoslovacchia è sempre stata una grande interprete del gioco del calcio. Ha disputato due finali di Coppa del Mondo (1934 e 1962), perdendole entrambe, e ha prodotto grandi giocatori. Solamente, a differenza dei vicini di casa ungheresi e austriaci, cechi e slovacchi hanno sempre difettatto in fantasia. Si rimprovera loro, da sempre, un eccessivo rigore quando l’azione reclama un pizzico di follia. Il penalty di Panenka, che a lungo è stato chiamato “penalty alla ceca“, in realtà di cecoslovacco ha poco o niente, per la sua natura trasgressiva.

In seguito Antonin Panenka ha più volte ripetuto il “cucchiaio” dal dischetto degli undici metri. Dominique Dropsy, portiere della Francia, ad esempio, ne è stato vittima durante un match di qualificazione ai campionati d’Europa, a Bratislava, il 4 aprile 1979 (vittoria 2-0 per la Cecoslovacchia). Nel corso della carriera Panenka ha tirato 46 calci di rigore, senza sbagliarne alcuno… la sua notorietà, certo, cresceva giorno dopo giorno e non poteva certo calciare sempre con un gesto originale, dovendo invece spesso ricorrere alla maniera convenzionale. Nel corso della Coppa del Mondo del 1982 segna le due reti della sua nazionale con due calci di rigore assolutamente “normali“.

Dopo aver trascorso la fase migliore della sua carriera al Bohemians Praga, ad Antonin Panenka viene infine concesso di monetizzare il suo talento in un club occidentale. Percorre dunque i 250 chilometri che separano Praga da Vienna per firmare un contratto con il Rapid. Riamane nella capitale asburgica per quatto anni, vincendo due campionati, tre coppe e segnando la sua ultima rete nella finale di Coppa delle Coppe, persa contro gli inglesi dell’Everton nel 1985, 3-1.

Il nome di Panenka è salito alla ribalta solo in tempi recenti, ad onor del vero. I commentatori lo hanno riscoperto negli anni Novanta, quando giocatori come Rudi Voller e Francesco Totti hanno riproposto il calcio di rigore “a cucchiaio“, e Zinedine Zidane, seppur di un soffio, l’ha realizzato in finale di Coppa del Mondo nel 2006. Spesso, oggi, qualche temeriaro spezza la monotonia della lotteria dei calci di rigore azzardando il tiro “alla Panenka“. Ma c’è anche chi si copre di ridicolo nel fallire miseramente il tentativo, comprendendo, forse in ritardo, che hanno avuto il torto di cotanta audacia.

Già, perché il “rigore alla Panenka” è anzitutto un gesto riservato ai campioni. E Antonin lo è stato di certo.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...