LEONARD VS. DURAN: “NO MAS”

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Una fase dell’incontro tra Leonard e Duran – da boxrec.com

25 novembre 1980, Superdome di New Orleans: segnatevi data e luogo, perché appartengono all’epica della boxe. Epica, con la E maiuscola, perché di momenti così il pugilato ne ha da conoscere, oggi.

E’ la sera di Ray Sugar Leonard e Roberto Duran, due leggende viventi, che già incrociarono i guantoni per il titolo mondiale dei pesi welter qualche mese prima, esattamente il 20 giugno in quella Montreal che nel 1976 aveva elevato al rango di campione olimpico l’americano della Carolina. Vinse “manos de piedra“, quel primo incontro, con verdetto unanime ai punti, e per il panamense, sfidante, fu l’ora di guadagnare la cintura iridata. Ma è già tempo di rivincita, per gentile volontà di un promoter d’eccezione qual è Don King, perché il re deposto non può digerire la sconfitta, così come non può sopportare l’oltraggio di chi ne offese il nome, suo e quello della consorte, stavolta magari non fronteggiando la furia selvaggia dell’avversario con le sue stesse armi, bensì facendo valere tecnica sopraffina, agilità delle gambe e velocità di pugno.

Leonard non ha più all’angolo Dave Jacobs, il suo allenatore da sempre, che avrebbe voluto che il pupillo combattesse un paio di altri match prima di sfidare nuovamente Duran. Ma è dato leggermente favorito, anche perché il campione del mondo denuncia problemi di peso ed è costretto agli straordinari per rientare nelle 148 libbre con cui si presenta la mattina del match. Già nel primo round si ha la sensazione che quel che successe a giugno non avrà un seguito. Se Duran prova ad aggredire, Leonard si guarda bene del rispondere di rimando, altresì tenendosi invece alla larga. E’ un fuoco di paglia, quello di Duran, che nella seconda ripresa accusa un paio di diretti di Leonard che usa con insistenza il jab, cosa che non aveva fatto a Montreal, e fa breccia nelle difese del panamense.

C’è dell’audacia, in Leonard, che sapientemente danza avanti e indietro irridendo il rivale, che seppur in grado di segnare terza e quinta ripresa a suo favore, non può ripetere il copione della prima sfida. La frustrazione cresce in Duran con il passare dei minuti, così come Leonard ha la consapevolezza che stavolta la vittoria non potrà sfuggire. Tanto più che nella seconda metà del settimo round stampa un jab sinistro devastante sul volto di Duran, che accusa il colpo. Il gioco è fatto. Leonard affonda ancora con il gancio, piazza un altro paio di destri e saltellando sul ring invita Duran a colpirlo al mento.

Il campione è in ginocchio, torna all’angolo con un ghigno beffardo sulle labbra ma all’ottavo round, voltando le spalle all’avversario, pronuncia, o forse no, “no mas“. E’ la fine, la vendetta è servita e Leonard, infine, può riprendersi il titolo.

Anche se, sull’abbandono di Duran, rimarrà il mistero dei crampi allo stomaco, che il panamense addusse come motivo del ritiro al minuto 2’44” dell’ottava ripresa. Quella del “mai più“.

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