RAMON FONST, L’EROE DI CUBA CHE INCANTO’ PARIGI

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Ramon Fonst – da granma.cu

articolo a di Gabriele Fredianelli

Ramón Fonst Segundo aveva le pelle olivastra, i baffi sottili, un accenno di riccioli per quanto impomatati e lunghe braccia che furono la sua fortuna schermistica, insieme a una scelta di tempo che non perdonava nessuno. La sua punta arrivava a bersaglio sempre un attimo prima di quella avversaria: così il cubano di buona famiglia conquistò medaglie d’oro in serie, all’alba del Novecento, in tutte e tre le armi.

Nato a L’Avana nel 1883, Ramón fu il primo vero campione caraibico, capace di passare ugualmente per eroe ai tempi della prima indipedenza e in quelli dei barbudos Castro e Guevara. A metterlo in guardia per la prima volta, al Club Gimnástico di calle Prado, fu il padre Filiberto, ma fu il soggiorno parigino quando era poco più che ragazzo, a farne uno schermidore completo, nel fioretto e nella spada, grazie agli insegnamenti del maestro Albert Ayat e dell’italiano Antonio Conte.

Mancino e appena diciassettenne, Ramón nel 1900 vinse proprio a Parigi il suo primo oro olimpico, battendo nella spada altri 103 concorrenti di tutto il mondo e soprattutto nella poule finale l’idolo di casa Louis Perrée. Curiosamente i suoi due maestri europei furono entrambi oro nella stessa edizione dei giochi, nella categoria a loro riservata, uno nella spada e l’altro nella sciabola. Nella spada, si assegnò anche un titolo che raggruppava maestri e dilettanti: Ramón si arrese soltanto al suo mentore Ayat, raccogliendo comunque l’argento finale e imponendosi al pubblico delle Tuileries come il più promettente schermidore del nuovo secolo.

Indifferentemente schermidore, boxeur, ciclista e appassionato di tiro al volo secondo l’universalismo sportivo di inizio secolo, Fonst nel 1904 a Saint Louis raggiunse l’apoteosi, guadagnando tre ori, dopo essersi imposto al Campionato Internazionale dello stesso anno. Nella spada mantenne il titolo olimpico prevalendo sui padroni di casa Charles Tatham, allora cinquantenne, e Albertson Van Zo Post, unico campione olimpico di scherma col bastone. Nel fioretto, invece, si impose sempre sugli stessi due avversari ma in ordine inverso. Completò la sua impresa nel fioretto a squadre: in una squadra mista, allora permessa, insieme a Van Zo Post, americano di origine tedesca ma residente a Cuba, e all’amico e connazionale Diaz, battendo proprio gli statunitensi del solito Tatham.

La leggenda di Ramón si completò nel 1924 quando, più che quarantenne, si ripresentò alle nuove Olimpiadi di Parigi: chiuse al 15° posto nell’individuale di spada, portando la squadra a un passo dal podio e vincendo tutti i suoi assalti nell’incontro poi perso contro il Portogallo. Parallelamente cominciò la carriera dirigenziale, collaborando alla prima edizione dei Juegos Centroamericanos nel 1926 in Messico: in quell’occasione, sulla pedana, vinse le prove di tutte e tre le armi, fioretto, spada e sciabola. Nel 1930, negli stessi Giochi nella sua Cuba, vinse nel fioretto e nella sciabola, senza nemmeno subire una stoccata. E infine nel 1938, ormai più che cinquantenne, a Panama rivinse ancora l’oro nella spada a squadre e l’argento nel fioretto individuale.

Come dirigente, collaborò anche con il governo castrista, fino alla morte nel settembre del 1959, ormai acclamato eroe nazionale. Al suo nome è intitolato il più grande Palasport di L’Avana, così come un circolo schermistico torinese.

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