1968, IL GRANDE SLAM DELLA FRANCIA DEL RUGBY

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Galles-Francia 1968 – da ekladata.com

Certo che il 1968 in Francia… rivoluzione culturale e primo Grande Slam nella storia del Torneo delle Cinque Nazioni per il XV di rugby.

Non fu il primo torneo che vide i trasalpini vincitori, ma fu l’anno, il 1968 appunto, in cui i francesi per la prima volta conquistarono il successo nelle quattro partite consecutive, il che valse ai giocatori l’appellativo “Chelemards“, ovvero la generazione dello Slam.

La Francia partecipa alla massima kermesse del rugby europeo da più di 50 anni ormai – esattamente dal 1910 quando venne ammessa nonostante l’opposizione della Scozia -, ha trionfato già sette volte ed è detentrice del trofeo per la vittoria dell’anno precedente, tre vittorie e una sconfitta all’esordio con la Scozia, 9-8 casalingo allo Stadio Colombes. Ma l’obiettivo segreto, il Grande Slam, le manca, e sarebbe la definitiva consacrazione agli occhi delle squadre britanniche.

E’ l’epoca in cui la meta vale tre punti, la trasformazione due e il calcio di penalità e il drop ugualmente tre punti. Nel comporre la classifica generale, la vittoria vale due punti, il pareggio uno, ovviamente la sconfitta lascia il carniere vuoto. Insomma, l’equilibrio è sostanziale e completare il filotto di vittorie non è certo impresa semplice.

Si comincia il 13 gennaio a Edimburgo, in Scozia, nel tempio di Murrayfield, e la Francia si impone di stretta misura, 8-6, grazie ad una meta di Bernard Duprat nei minuti finali, dopo che André Campeas stesso aveva messo l’ovale a terra oltre la linea e Guy Camberabero non aveva fallito la successiva trasformazione, e prima che un semplice calcio piazzato di Wilson in mezzo ai pali e che poteva dare il successo agli scozzesi venisse deviato dal vento. Sette giorni dopo a Twickenham Inghilterra e Galles pareggiano tra loro 11-11 e così la Francia, al termine della prima giornata, guida la classifica in beata solitudine.

Il 27 gennaio i transalpini fanno un sol boccone dell’Irlanda, 16-6, penalizzata dagli infortuni di Molloy (frattura del perone) e Kennedy (distorsione al ginocchio). Nonostante l’assenza di Jo Maso e con Fouroux il cui debutto è rimandato a data da destinarsi, Benoit Dauga e André Campaes segnano una meta a testa, Pierre Villepreux, che guiderà la nazionale italiana dal 1978 al 1981,  piazza tra i pali una punizione e manda a bersaglio due trasformazioni e Jean Gachassin, che insieme a Mir divide in due l’opinione pubblica con i fratelli Lilian e Guy Camberabero su chi sia più meritevole di ricoprire il ruolo di cerniera centrale, realizza un drop.

Nel frattempo il Galles batte la Scozia 5-0, l’Irlanda impone un altro pareggio, 9-9, all’Inghilterra per poi travolgere a sua volta la Scozia, 14-6, e la classifica assume un volto decisamente favorevole ai transalpini, che oltre ad essere i favoriti alla vittoria finale, rimangono in corsa per il Grande Slam. Ma il difficile deve ancora venire, bisogna sfidare Inghilterra e Galles, le altre due squadre che insieme ai francesi hanno dominato il torneo negli ultimi due decenni.

Il 24 febbraio la Francia ospita a Colombes proprio l’Inghilterra, riuscendo ad imporsi 14-9 in virtù di una meta di Guy Gachassin, due drop di Claude Lacaze e Lilian Camberabero, e cinque punti piazzati del fratello Guy. Negli altri incontri l’Irlanda prevale prima sulla Scozia 14-6, poi sul Galles 9-6, l’Inghilterra sbanca Edimburgo 8-6 e con un match ancora da giocare la Francia è già certa di aver vinto il torneo.

Rimane l’ultimo traguardo, il Grande Slam, e per ottenerlo bisogna andare a vincere a Cardiff contro il Galles, ad Arms Park, il 23 marzo 1968.

Occorre dire, per questo match che equivale ad un appuntamento con la storia per la Francia, che il comitato di selezione della squadra transalpina che ha in Christian Carrère il capitano, ha rivoluzionato fin dall’inizio del torneo il XV tricolore. Dietro, ad esempio, è un valzer di giocatori: Lacaze, Jo Maso e Campaes sono gli unici reduci del primo match con la Scozia. Davanti, va pure peggio, la prima linea composta da Gruarin, Cabanier e Abadie viene defenestrata, rimpiazzata da Noble, Yachvili e Lasserre; Plantefol e Greffe hanno preso il posto di Dauga e Rupert. E’ vero sì che dopo le prime due vittorie, i francesi hanno trovato modo di perdere in amichevole a Grenoble con gli Stati Uniti – sembrerebbe dopo una notte di bagordi nella fattoria di campagna del terza linea Walter Spanghero – costringendo il selezionatore a numerosi cambi e a richiamare i fratelli Camberabero al posto proprio di Gachassin e Mir. Ma i francesi hanno talento e cuore, e i risultati premiano il loro coraggio.

A Cardiff si gioca sotto la pioggia e su un terreno ridotto ad un pantano, ottanta minuti di lotta furibonda in cui proprio un maestoso Spanghero in avanti fa valere la sua potenza e la retroguardia riesce a limitare il fenomanale Gareth Edwards, così come l’altro spauracchio Barry John. La Francia infine trionfa 14-9 con una trasformazione, un calcio di punizione e un drop del piede caldo di Guy Camberabero, e due mete del fratello Lilian e di capitan Christian Carrère, che battono i “diavoli rossi” proprio con la loro arma preferita, la potenza del pacchetto avanzato.

Il XV di Francia completa così il primo Grande Slam della sua storia rugbistica e per l’occasione riceve infine il meritato riconosciemento delle quattro nazionali britanniche. Chapeau les Bleus.

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