ELIO DE ANGELIS, IL PILOTA GENTILE ALLA GUIDA DELLA LOTUS

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De Angelis alla guida della Lotus nel 1983 – da forum.f1news.ru

articolo a cura di Cavalieri del rischio  

Elio De Angelis arrivò in Formula 1 nel 1979 dopo aver ottenuto brillanti affermazioni nel kart (campione europeo) e in Formula 3 (campione italiano, vincitore a Montecarlo), grazie al sedile offerto dalla Shadow, modesta scuderia con cui il pilota romano riuscì comunque a mettersi in luce con prestazioni interessanti, in particolare a Watkins Glen, prova conclusiva del campionato, in cui ottenne un brillante quarto posto.

Approdato in Lotus l’anno dopo per volere dello stesso Colin Chapman, che pagò una penale pur di metterlo sotto contratto, sfiorò dopo due soli gran premi la vittoria in Brasile (a soli 21 anni!), arrivando alle spalle di Arnoux, affrontando poi numerose difficoltà dovute alla vettura, tornando regolarmente a punti nel finale di stagione e risultando più efficace del compagno di squadra, il campione Mario Andretti, ormai demotivato a fine carriera.

Nonostante i problemi della Lotus, causa la vettura 88 ritenuta irregolare, nel 1981 De Angelis si piazzò regolarmente a punti, riuscendo a ripetersi l’anno successivo, nel quale ottenne anche la prima vittoria, arrivata al gran premio d’Austria sul tracciato dell’Osterreichring, al termine di un entusiasmante finale con arrivo in volata sul futuro campione del mondo Keke Rosberg; fu l’ultima vittoria dello storico team inglese con la presenza di Colin Chapman, scomparso a fine stagione.

Dopo un anno di transizione, il 1983, con molte delusioni e due soli punti in archivio, il romano nel 1984 fu addirittura terzo al termine del campionato, primo degli “umani” alle spalle delle inarrivabili McLaren-Porsche di Lauda e Prost, grazie ad una grandissima regolarità di piazzamenti e quattro arrivi a podio, risultati che valsero l’interesse di numerose scuderie, tra cui la Renault, anche se in quel momento Elio non se la sentì di lasciare un team che gli aveva permesso di ottenere brillanti risultati e che stava attraversando un periodo difficile dopo la dipartita del suo padre “padrone“.

Il divorzio sarebbe comunque avvenuto al termine della stagione 1985, in virtù della difficile convivenza con Ayrton Senna, astro nascente della Formula 1 sul quale la scuderia inglese intendeva porre le proprie attenzioni per tentare un difficile ritorno al vertice del circus. La stagione risultò comunque positiva: De Angelis vinse il gran premio di San Marino (in seguito alla squalifica di Prost) e restò in testa al campionato fino all’appuntamento di Montreal, prima di essere scalzato da Michele Alboreto, arrivando a chiudere la stagione al quinto posto alle spalle del compagno di squadra.

Passato in Brabham nel 1986, il romano trovò in squadra Riccardo Patrese con cui costruì un buon rapporto umano e professionale, anche se la situazione nel team fu tutt’altro che rosea: la nuova rivoluzionaria vettura, soprannominata “sogliola“, si dimostrò inaffidabile e poco competitiva, tanto da impedire a De Angelis di arrivare a punti nei primi quattro gran premi.

I suoi sogni si infransero definitivamente il 15 maggio 1986 in un ospedale di Marsiglia a causa delle gravi ferite riportate il giorno precedente in un gravissimo incidente avvenuto al Paul Ricard durante una sessione di test privati, durante i quali vennero adottare misure di sicurezza pesantemente inadeguate. La Brabham decollò per il distacco di un alettone e prese fuoco in seguito all’impatto, De Angelis restò nella macchina in fiamme per sette minuti, i primi a soccorrerlo furono i piloti (Alain Prost tentò di estrarlo dall’auto) mentre meccanici e commissari giunsero tardivamente sul posto.

Appassionato di sport e musica, apprezzato per i modi gentili, Elio De Angelis è ricordato con grande affetto da tutti gli appassionati, mentre Jean Alesi ha corso per tutta la carriera con una livrea ispirata proprio ai colori del suo casco.

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