DEPAILLER, VITTORIE E MORTE IN FORMULA 1

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Patrick Depailler a Montecarlo nel 1978 – da pinterest.com

articolo a cura di Cavalieri del rischio

Pilota francese, nato a Clermont Ferrand nel 1944, Patrick Depailler debuttò sul circuito del proprio paese natale nel 1972, alla guida della Tyrrell, con cui sfiorò la zona punti alla sua seconda presenza, a Watkins Glen, prova conclusiva del mondiale.

Ritornò al volante due anni dopo, con il team del boscaiolo orfano di Cevert e Stewart, nonchè avviato ad un lungo periodo di declino: Depailler ottenne comunque alcuni piazzamenti interessanti e una pole-position al gran premio di Svezia, concluso al secondo posto, con arrivo in scia al compagno di squadra Scheckter, vincitore della corsa. In quel periodo la Tyrrell non riuscì più a competere per il titolo, ma fu in grado di fornire ai propri piloti una vettura competitiva, così il francese, dopo un altro podio nel 1975 in Sudafrica in una stagione iniziata con piazzamenti regolari ma conclusa con un finale deludente, l’anno successivo concluse il mondiale al quarto posto, forte di cinque secondi posti e due terzi, chiudendo alle spalle del compagno di squadra Scheckter, nell’anno ricordato dai più per l’epico duello Lauda-Hunt.

Dopo una stagione tra alti e bassi in cui il francese e il suo team non riuscirono a replicare i piazzamenti dell’anno precedente, nel 1978 arrivò finalmente la prima vittoria, ottenuta sull’insidioso tracciato di Montecarlo, da sempre una grande sfida per i piloti, precedendo Niki Lauda e Jody Scheckter; il resto del campionato fu impreziosito da due secondi e due terzi posti, ottenuti sempre con grande grinta e coraggio, caratteristiche tipiche della guida di Depailler.

Venne il momento di separarsi dalla scuderia inglese per accasarsi all’ambiziosa Ligier, in coppia con Jacques Laffite, che vinse le prime due prove del mondiale, portandosi in testa alla classifica del campionato; Depailler raccolse invece diversi piazzamenti e una vittoria in Spagna, davanti alle due Lotus di Reutemann e Andretti, restando in corsa per il titolo mondiale, fino a quando un incidente avvenuto durante un’esercitazione con il deltaplano non lo costrinse ad un lungo periodo di recupero con conseguente addio ai sogni di gloria.

Rimasto senza un volante, passò all’Alfa Romeo, team ancora a corto di chilometri (il debutto avvenne nel corso del 1979) ma con grandi obiettivi; purtroppo la stagione non iniziò nel migliore del modi e Depailler raccolse solamente una lunga serie di ritiri, fino al primo agosto del 1980, quando perse tragicamente la vita a causa di un terribile incidente nel corso di una sessione di prove private, in seguito ad un’uscita di pista alla Ostkurve di Hockenheim mentre transitava ad oltre 270 Km/h, riportando ferite fatali alla testa e alle gambe.

In seguito a questo incidente, la Ostkurve venne preceduta da una variante atta a ridurne la velocità di percorrenza, inoltre, la Federazione impose nel regolamento per la stagione successiva una regola sull’altezza minima delle vetture, per limitare l’effetto suolo. Le reti di protezione che al tempo rallentavano le vetture che uscivano di pista nei punti più pericolosi quel giorno non erano state installate: cominciò quindi a maturare anche la consapevolezza della sicurezza in occasione delle sessioni private.

In Formula 1 Depailler vinse due corse, ottenne una pole position e 19 podi, raccogliendo un totale di 141 punti nelle classifiche del campionato del mondo; riposa nel cimitero di Crevant-Laveine.

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