GRAN PREMIO D’INGHILTERRA 1968, IL GIORNO DI GLORIA DI JO SIFFERT

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Una fase del gran premio – da motorsportretro.com

Jo Siffert, pilota svizzero di passaporto, non è nome tra i più noti dell’enciclopedia della Formula 1, ma se il mezzo meccanico a quattro ruote lo ha condannato ad una morte precoce, nondimeno pure lui ha conosciuto il suo giorno di gloria. E qui lo vogliamo ricordare.

Gran Premio d’Inghilterra, Brands Hatch 1968. La tensione è alle stelle, all’ora della partenza della gara britannica, settima prova del campionato del mondo, e al paddock regna l’incertezza e i nervi sono scoperti, per l’incidente che è risultato fatale a Jo Schlesser, pilota francese della Honda, proprio nel gran premio di casa di due settimane prima. Sulla stagione della Formula 1 aleggia l’odore della morte, se è vero che l’evoluzione tecnologica ha richiesto un tributo di sangue causando la morte anche di Jim Clark e Mike Spence.

Graham Hill, idolo britannico, si presenta all’appuntamento davanti al proprio pubblico come leader della classifica, con ampio margine su Ickx e Stewart che inseguono in seconda posizione staccati di otto punti, e con la sua Lotus 49B è il logico favorito della gara, anche in virtù de miglior tempo segnato in qualifica, davanti a Oliver, Amon con la Ferrari e Jo Siffert, che guida la Lotus privata del Rob Walker Racing Team. Seguono Rindt con la Brabham, Dan Gurney al rientro con la sua Eagle-Weslake, Jackie Stewart con la Matra e proprio Jack Brabham.

Piove, quando i piloti si mettono in moto; Oliver scatta veloce e balza al comando sorpassando Hill, che si ritrova Siffert a ruota. Ma la sua permanenza in testa dura lo spazio di tre giri, la tornata successiva la sua Lotus comincia a fumare ed è costretta a cedere il passo proprio a Hill, che si trova così davanti a tutti. Oliver è secondo, ma l’alternanza con il compagno di scuderia non si chiude qui, perché al ventisettesimo giro un problema alle sospensioni posteriori costringe Hill al ritiro e Oliver, ancora una volta, eredita il primo posto provvisorio.

Nel frattempo Siffert e Amon stanno dando vita ad un duello serrato alle spalle dei due piloti della Lotus, con lo svizzero, al solito veloce e abilissimo non solo nel risparmiare la monoposto ma anche nello sfruttarne al massimo il potenziale, che riesce infine a prendere il largo. Fin quando, alla tornata numero quarantaquattro delle ottanta da percorrere, la trasmissione spenge il sogno di Oliver di conquistare la prima vittoria in carriera e Siffert si ritrova in testa alla gara.

Seppi“, come affettuosamente viene chiamato Joseph Siffert, non si fa tradire dall’emozione, ci dà dentro con decisione e va a cogliere il suo primo trionfo in Formula 1, che è anche il primo di uno svizzero nella storia dell massima competizione automobilistica e per il suo team equivale al rinnovare l’appuntamento con la vittoria dal successo di Stirling Moss in Germania nel 1961. Alle sue spalle finisce Chris Amon, con la “Rossa” di Maranello, autore di una prova a sua volta magistrale, che precede l’altro ferrarista Jacky Ickx.

Siffert festeggia sul podio e ancora in tuta da corsa fugge in aeroporto, direzione Germania: c’è da gareggiare nella Internationales Solitude-Rennen auf dem Hockenheimring. Ironia della sorte, non prenderà il via per non aver disputato le qualifiche… la stessa sorte, stavolta bastarda, che due anni dopo lo ucciderà in un’inutile gara non valida per il campionato del mondo

Ma noi lo celebriamo così, 21 luglio 1968, quando alzò le braccia e sopravanzò tutti. Degno di un campione, ed almeno per un giorno Jo Siffert lo è stato davvero.

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