CERDAN VS. ZALE, L’EPICA SFIDA DEL 1948

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Una fase del combattimento tra Cerdan e Zale – da marcelcerdanheritage.com

Roosevelt Stadium, Jersey City, 21 settembre 1948. Segnatevi luogo e data, miei cari appassionati della noble art, perché sto per raccontarvi di una sfida epica, che l’autorevole Ring Magazine, una sorta di vangelo del pugilato, elesse a match dell’anno.

Tony Zale, americano dello Stato dell’Indiana, è il detentore del titolo mondiale dei pesi medi, conquistato a spese di Rocky Graziano qualche mese prima a conclusione di una sfida altrettanto avvincente. E per la difesa della cintura della categoria che più di ogni altra, forse, rimanda alla leggenda della boxe, Zale, che in realtà è Antoni Florian Zaleski e ha sangue polacco nelle vene da parte di padre, si trova a dover fronteggiare Marcel Cerdan, transalpino nato in Algeria e cresciuto in Marocco, di tre anni più giovane.

Il francese, che ha un passato importante tra i welter tanto da meritarsi l’appellativo di “bombardiere marocchino“, ha dirottato il suo magnifico potenziale nella categoria dei medi non riuscendo più a contenere il peso, e il titolo europeo strappato al belga Cyrille Delannoit gli vale l’opportunità di combattere per la corona mondiale con Tony Zale.

Sul ring si affrontano due combattenti tra i più grandi di sempre, ammessi nella Hall of Fame del pugilato e che stanno per dar vita ad un match memorabile. Zale non ha mancato di rilasciare dichiarazioni avventurose, promettendo di mandare k.o. l’avversario entro la settima ripresa. Ma Cerdan ha la pelle dura, incassa la provocazione senza batter ciglio e si ripromette di far parlare il suo pugno destro, potentissimo ed esplosivo seppur associato a mano fragile che sovente gli procura piccoli infortuni. L’uomo è sotto i riflettori per la controversa relazione con Edith Piaf, stella della canzone francese, pur tuttavia la sera del 21 settembre è pronto a garantirsi gloria perpetua.

Da una parte, dunque, l’americano d’acciaio, “re del k.o.”, dall’altra l’europeo che veste i panni dello sfidante, e dal primo round i due avversari se le danno di santa ragione. L’arbitro Paul Cavalier fatica a contenere l’ardore dei due pugili, spinti a dare il meglio di loro stessi dall’incitamento entusiastico degli oltre 19.000 spettatori che occupano il Roosevelt Stadium. In verità il pugilato di Cerdan pare più efficace della tecnica d’assalto di Zale, che ha perso parte dell’antico smalto mostrato nelle sfide con Rocky Graziano, e all’undicesimo round, pur conducendo nel computo dei colpi, viene messo in ginocchio da un gancio mancino ad altezza mascella di Cerdan. Zale guadagna a fatica l’angolo aiutato dal suo secondo, e nella ripresa successiva, la dodicesima, Cavalier dichiara il k.o.tecnico dello statunitense.

Marcel Cerdan diventa il primo non-americano campione del mondo dei pesi medi, la Francia lo acclama come una stella di prima grandezza ma la sua parabola, lo sappiamo bene, avrà vita breve. Perché, dopo aver perso il titolo con Jack La Motta, e prima dell’attesa rivincita, poco più di un anno dopo un aereo maledetto se lo porterà via, lui e la sua boxe da primo della classe. Per condurlo accanto agli déi della boxe.

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