NOVELLA CALLIGARIS, PODIO OLIMPICO “COSI’ PICCOLO MA PER NIENTE FRAGILE”

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Novella Calligaris in vasca – da mondi.it

articolo di Giovanni Manenti

Per molti resta inspiegabile come una Nazione con la sua collocazione geografica come l’Italia non sia riusicita per tantissimi anni ad esprimersi in una delle più prestigiose discipline Olimpiche quale è il nuoto, i cui unici allori in piscina a fine anni ’60 erano provenienti dalla pallanuoto – 0ro a Londra 1948 ed a Roma 1960 e bronzo ad Helsinki 1952 – e dall’emergente campione altoatesino Klaus Di Biasi, 0ro dalla piattaforma e argento dal trampolino ai Giochi di Città del Messico 1968.

Proprio quest’ultima edizione dei Giochi, in cui per la prima volta il nuoto era rappresentato con tutte le gare di ogni singola specialità in programma, aveva segnato il punto più basso del movimento azzurro, con nessun italiano – staffette comprese – a raggiungere, non solo il podio, ma neppure un posto negli otto finalisti, eccezion fatta per Franco Del Campo, ultimo in finale nei m.100 e 200 dorso, anche se, ad onor del vero, occorre riconoscere che la tragedia aerea di Brema di due anni prima aveva privato la spedizione azzurra di alcuni dei suoi migliori esponenti, segnatamente gli stileliberisti Bruno Bianchi e Sergio De Gregorio e il dorsista Dino Rora che avrebbero quantomeno potuto aspirare ad un piazzamento in finale.

Ben pochi all’epoca, però, potevano immaginare che una minuta ragazzina quattordicenne, di m. 1,67 per 48 kg., al secolo Novella Calligaris e già messasi in luce ai Campionati italiani con due vittorie nei m.400 ed 800 stile libero che le valsero la selezione per Messico 1968 dove venne eliminata in batteria in entrambe le specialità, da lì a quattro anni sarebbe poi esplosa ai vertici mondiali.

Nel quadriennio che precede le Olimpiadi di Monaco 1972 la Calligaris si sottopone ad allenamenti massacranti per poter competere con le più forti avversarie a livello continentale e mondiale, battendo record europei, ma fallendo il primo obiettivo degli Europei di Barcelona 1970 dove, pur entrando nelle finali dei m.200, 400 ed 800 stile libero, oltre alla staffetta 4×100 stile, deve “accontentarsi” del solo bronzo nella distanza più lunga in 9’38″8 finendo nettamente staccata dalla tedesca est Karin Neugebauer, oro in 9’29″1 e dall’olandese Linda De Boer, argento in 9’35″7, mentre termina non meglio che quinta in 4’39″7 la prova sui m.400 ed addirittura settima sui m.200 con un modesto 2’14″9.

L’esito di detto evento consiglia a Novella di lasciar perdere la distanza breve, non avendo a sua disposizione lo spunto per primeggiare, e concentrarsi, viceversa, sui m.400 misti, dove può mettere a frutto la sua versatilità ed è su queste prove che si presenta con buone speranze alle Olimpiadi di Monaco 1972, ben sapendo che la Federazione Italiana ripone su di lei ogni speranza di medaglia nelle gare di nuoto.

Convinta di non aver rivali a livello europeo – tedesche orientali comprese – la Calligaris deve però fronteggiare l’assalto delle temibili americane nonché di una fenomenale quindicenne australiana di nome Shane Gould che l’anno prima aveva fatto propri i record mondiali dai m.100 ai 1500 stile libero, impresa mai riuscita prima di allora a nessuna “ondina” e che a Monaco è iscritta – staffette a parte – in tutte le prove di stile libero oltre ai m.200 misti.

Come spesso accade in questi frangenti, la gara d’esordio è quella che serve a rompere la tensione e ad evidenziare altresì lo stato di forma, e nelle eliminatorie dei m.400 stile libero previste al mattino del 30 agosto 1972, Novella scopre subito le sue carte vincendo la propria batteria davanti alla temibile americana Keena Rothhammer con il tempo di 4’24″14 che, oltre a rappresentare il miglior tempo in qualificazione, demolisce il precedente record olimpico e migliora il primato europeo dalla stessa detenuta, consegnando all’azzurra la corsia centrale per la finale prevista alle 18,40 del pomeriggio, mentre la primatista mondiale Shane Gould, già oro sui m.200 misti alla prima giornata e bronzo sui m.100 stile libero, deve accontentarsi del quinto tempo.

Ma che la non ancora sedicenne australiana abbia corso la batteria al risparmio lo si intuisce sin dalle prime bracciate, quando la Gould prende nettamente la testa a ritmo di primato mondiale non cedendo neppure di un metro sino a toccare in 4’19″04 (ben oltre due secondi in meno del proprio record), a cui una straordinaria Calligaris, con una accorta condotta di gara che non la fa seguire l’americana Rothhammer impegnata a tener testa alla scatenata “Aussie“, raggiungendola alla “virata” dei m.300, può solo opporre un 4’22″44 che le vale l’argento ed il miglioramento del primato europeo stabilito in mattinata, resistendo nell’ultima vasca al ritorno della tedesca est Gudrun Wegner che chiude con il bronzo in 4’23″11 (anch’essa sotto il precedente limite europeo) che lascia ai piedi del podio il deluso terzetto americano.

Neppure il tempo di gioire per la prima storica medaglia del nuoto azzurro alle Olimpiadi che all’indomani Novella è attesa dalla prova più “enigmatica” del programma natatorio, vale a dire i m.400 misti, specialità in cui le “ondine” devono fare sfoggio di una indubbia versatilità, cambiando stile ogni 100 metri.

Qualificatasi in mattinata con il quinto miglior tempo – e quindi partente in seconda corsia – la Calligaris, dopo i primi 100 metri a farfalla che vede le ragazze più o meno tutte sulla stessa linea, sfrutta a dovere la frazione a dorso per toccare a metà gara in seconda posizione dietro l’australiana Gail Neall che sta viaggiando a ritmi da record mondiale, peraltro “vecchio” di quattro anni e detenuto dall’americana Claudia Kolb in 5’04″7.

La frazione a rana, però, vede la patavina subire in terza corsia la rimonta della canadese Leslie Cliff, la quale, dopo aver quasi raggiunto la Neall alla virata dei 300 metri, la attacca e la supera nella penultima vasca a stile libero che, sulla carta, era ritenuta favorevole alla Calligaris.

Ma la canadese paga questo suo tentativo nella vasca di ritorno che vede una veemente reazione di Novella che, mentre la Neall va a vincere con il nuovo primato mondiale di 5’02″97, per poco non soffia alla canadese l’argento, chiudendo con un ottimo 5’03″99 (anch’esso nuovo primato europeo) rispetto al 5’03″57 della Cliff, per un podio interamente sotto al precedente primato mondiale e ancora una volta con le ragazze americane fuori dalla zona medaglie.

E così, mentre le sue due più accreditate rivali per la sua ultima gara in programma, vale a dire la Gould e la Rothhammer, si danno battaglia l’1 settembre sui m.200 che vedono una volta di più prevalere l’australiana che con 2’03″56 si riprende pure il primato mondiale togliendolo all’americana Shirley Babashoff, seconda 2’04″33 davanti alla Rothhammer, Novella può “ricaricare” le pile in vista delle batterie e finale dei m.800 stile libero, previste per il 2 e 3 settembre.

Oltre alle due citate rivali, la Calligaris deve temere la primatista mondiale Jo Ann Harshbarger che però in qualificazione non ha destato grande impressione, al contrario di Novella che ottiene il secondo tempo dietro ad una Rothhammer desiderosa di prendersi la rivincita dallo “smacco” subito sulla mezza distanza.

E che l’americana avesse in corpo una gran rabbia lo dimostra la sua condotta di gara, in cui aggredisce l’acqua con violente bracciate che la pongono sin da subito a staccarsi dal lotto delle altre concorrenti, tra cui si assiste ad uno stupendo “testa a testatra la fuoriclasse australiana Gould e lo “scricciolo”azzurro Calligaris, deciso a favore della prima solo nelle ultime due vasche in cui, mentre la Rothhammer va a vincere con il nuovo primato mondiale di 8’53″68, Novella, dimostrando un carattere ed un agonismo forse impensabile, pur stremata da cinque giorni di gare, trova la forza per rintuzzare l’attacco dell’americana Simmons per il bronzo e toccare – prima italiana a scendere sotto il “muro dei 9 minuti” – in un 8’57″46 (anch’esso nuovo record europeo) che la consacra, in un’edizione dei Giochi piuttosto avara di gloria per i nostri colori, la “reginetta” della spedizione azzurra, al di là dei cinque ori conquistati da altri atleti in altre discipline, in virtù delle tre medaglie conquistate in altrettante gare disputate.

Per comprendere appieno la valenza dell’impresa di Novella, basti solo pensare che dovranno trascorrere ben 32 anni prima che un’altra ragazza italiana possa salire sul podio Olimpico, quando nel 2004 ad Atene un’altra veneta, Federica Pellegrini, conquista l’argento nei m.200 stile libero, e le gesta della “divina” diventeranno pagine di un altro bellissimo libro del nuoto italiano.

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