LIMOGES E IL TRIONFO IN COPPA KORAC DEL 1982

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Murphy marcato da Petrovic durante la finale – da bballchannel.fr

articolo di Nicola Pucci

Limoges, piacevole cittadina d’Aquitania, nota per aver dato i natali a qualche pittore di grido, Pierre-Auguste Renoir tra tutti, nondimeno appartiene all’epopea più gloriosa del basket di Francia. Adocchiate gli albi d’oro delle coppe europee, e vedrete che il suo nome appare in cinque occasioni, tre Coppe Korac, una Coppa dei Campioni e una Coppa delle Coppe. Insomma, il gotha della pallacanestro continentale è anche da queste parti.

Stagione 1981/1982. Limoges dopo decenni di anonimato nelle serie inferiori, infine nel 1978 ha guadagnato l’accesso al campionato di Serie A. E sta per iniziare una storia meravigliosa, che va di pari passo con l’arrivo in panchina di André Buffière, che in materia ne sa una più del diavolo, e l’inaugurazione del Palais des Sports de Beaublanc, che diventa teatro delle imprese dei biancoverdi. L’anno prima Limoges ha chiuso in quinta posizione, garantendosi così la prima presenza europea in Coppa Korac… e il debutto sarà bagnato dal successo.

La squadra è forte e competitiva, con il veterano Apollo Faye, beniamino della tifoseria, sotto i tabelloni, due giovani promettenti e dal potenziale importante come Richard Dacoury e Jean-Luc Deganis, e tre nuove reclute che aggiungono fosforo in regia, Jean-Michel Senegal, efficacia in attacco, Edward Murphy che segnava a raffica a Malines, e solidità sotto canestro, Irvin Kiffin acquistato dalla Ferrarelle Rieti. Il debutto europeo è agevole, con i lussemburghesi del Dudelange proprio Murphy risolve la vicenda nel match d’andata mettendo a referto 33 punti per il 92-83, poi bissato dal largo 108-56 nella sfida casalinga.

Agli ottavi di finale l’incrocio è pericoloso, con i greci dell’Aris Salonicco del dio ellenico Nikos Galis, seppur ancora lungi dall’essere quel fenomenale fromboliere che poi segnerà la storia del basket. I francesi non hanno problemi nel match in casa, 106-77, che mette al riparo da brutte sorprese nel ritorno nel catino di Salonicco, dove l’Aris vince ma non basta 88-77. E così per l’inedito girone dei quarti di finale il Limoges si trova a dover fare i conti con i sovietici dello Spartak Leningrado, che si avvale dell’operato di due giganti come Silentiev e Karavaiev, comunque battuti in entrambi i match, e gli spagnoli del Badalona e la Reyer Venezia che proprio l’anno prima si sono giocati il titolo nella leggendaria finale al Palau Blaugrana di Barcellona, risolta al supplementare, 105-104. Limoges non ha timori reverenziali con le due balsonate avversarie, gioca una pallacanestro redditizia e spettacolare vincendo in casa e perdendo in trasferta, chiudendo il raggruppamento al primo posto che garantisce l’accesso alle semifinali.

Tra le quattro che si contenderanno il trofeo il Limoges se la deve vedere con tre squadre jugoslave, lo Zadar che affronta la compagine di Buffière, e la Stella Rossa e il Sibenika che si scannano tra loro. Zadar è tra le grandi favorite e nella partita di andata impone il suo gioco ai francesi, incapaci di contrapporsi alla squadra dalmata che giunge ad una vantaggio massimo di sedici punti prima che Murphy metta a segno 33 punti e l’ardore difensivo di Apollo Faye riduca il passivo ad un accettabile -8, 92-84, non proprio impossibile da ribaltare al palazzetto di Beaublanc. Che è quel che avviene, Murphy ne mette stavolta 36, Kiffin è un gigante nel suo ruolo di pivot e il punteggio finale, un netto e inequivocabile 99-78, infiamma i settemila appassionati in tribuna e spedisce il Limoges in finale, terza squadra francese della storia a raggiungere questo stadio della competizione dopo Vichy e Tours che nel 1970 e nel 1976 persero in Coppa delle Coppe all’ultimo atto con Napoli e Milano.

18 marzo 1982, Palasport San Lazzaro di Padova. Limoges è puntuale all’appuntamento con la storia, ma c’è l’ultimo ostacolo da superare, il Sibenika di un giovanotto fenomenale, tale Drazen Petrovic. Accompagnati da più di mille sostenitori, i verdi del Limoges in verità soffrono l’iniziale allungo degli slavi, con Petrovic e Branko Macura – che sarà il miglior realizzatore dei suoi con 23 punti – sugli scudi. Sibenika va sul 44-32 ma Murphy è in serata di grazia, 24 punti nel solo primo tempo, e con il decisivo sostegno di Kiffin riduce il margine all’intervallo, 49-46. Nel secondo tempo Petrovic firma un nuovo vantaggio consistente, 67-56 al minuto ventisei, coadiuvato da Jaric e Ljubojevic, ma è l’ora per Limoges di accelerare e prendere le redini dell’incontro in mano, anche grazie ad un miglior gioco collettivo. Murphy chiude con 35 punti, Kiffin segna 19 dei suoi 21 punti nella ripresa e quando Drazen finisce la benzina è la volta del trio Dacoury-Deganis-Senegal, tutti e tre in doppia cifra, consolidare il primo sorpasso di Kiffin sul 76-75, dopo trentatre minuti di gioco. E’ la svolta del match, Limoges tiene il comando confidando nell’esperienza dei suoi giocatori, Senegal è un maestro nel tenere palla, il Sibenika ci prova col pressing ma proprio sul filo di lana cede partita e trofeo, 90-84.

Limoges sale sul tetto d’Europa e per la Francia è una prima, bellissima volta. Non sarà l’ultima.

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