LA PRIMA VOLTA DEL MANCHESTER UNITED IN COPPA DEI CAMPIONI, 1968

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Bobby Charlton con la Coppa del Campioni – da telegraph.co.uk

articolo di Marco Alberto Gatti

E’ un momento storico, la prima affermazione nella massima competizione calcistica continentale, la Coppa dei Campioni, ottenuta dai Red Devils del Manchester United nella stagione 1967/68.

Coniviene partire da lontano. La squadra nacque nel 1878 con il nome di Newton Heath F.C., squadra dei lavoratori della Ferrovia del Lancashire e Yorkshire. A quel tempo si disputavano incontri solo con le altre compagnie ferroviarie e i colori sociali scelti furono il verde e l’oro. A causa di gravi problemi economici si sfalda il primo club e se ne genera uno nuovo, che prende il nome di Manchester United Football Club e cambia i colori sociali scegliendo il rosso e il nero. E’ il 1902.

Il Manchester United si afferma sulla scena nazionale e comincia a conquistare titoli. La squadra cresce ed esplode definitivamente negli anni Cinquanta, guidata dall’allenatore Matt Busby, che porta i Red Devils alla prima partecipazione di una squadra inglese alla Coppa dei Campioni nel 1957. Nel 1958 la squadra viene decimata dal disastro aereo di Monaco di Baviera dove persero la vita 23 persone, mentre per miracolo si salvarono proprio Busby e la stella nascente Bobby Charlton. Lo stesso Bobby insieme a Best e Law formarono in seguito l’attacco delle meraviglie che portò il club alla prima affermazione continentale e a rinascere dal nefasto 6 febbraio 1958 che aveva minato le fondamenta del club.

A quell’epoca in Coppa dei Campioni non esistevano i gironi come nelle edizioni moderne di Champions League, ma si giocava ad eliminazione diretta, con partite di andata e ritorno, fin dal primo incontro. Le squadre erano poche e le partecipanti erano esclusivamente le vincitrici dei rispettivi campionati nazionali. Il primo match dell’edizione della Coppa dei Campioni 1967/1968 viene giocato all’Old Trafford contro i maltesi dell’Hibernians. Facile successo per 4-0 e ritorno in scioltezza pareggiato per 0 a 0. Il turno successivo, e sono già gli ottavi di finale, propone i bosniaci del FK Sarajevo, anche se allora facevano parte dell’unita Jugoslavia. Un pareggio a reti inviolate all’andata e la vittoria sul proprio campo per 2 a 1 grazie alle reti di Astone e Best decreta l’eliminazione della squadra slava.

Il sorteggio per i quarti di finale porta in dote una squadra polacca, il Gornik Zabrze, la più titolata del paese. La vittoria all’Old Trafford per due reti a zero – autorete di Florenski e zampata di Kidd – è sufficiente a superare il turno nonostante la sconfitta in Polonia per 1 a 0, partita difficile per la presenza di ben 105000 tifosi, per le condizioni meteo quasi proibitive e il terreno di gioco quasi impraticabile.

In semifinale il Manchester United incrocia la squadra più forte del lotto,  che aveva vinto la coppa solo due anni prima, il Real Madrid. La vittoria per 1 a 0 in casa con rete di Best non mette al riparo la qualificazione visto che per tutto l’arco del torneo lo United non ha mai vinto in trasferta. Infatti gli uomini di Busby si trovano a fronteggiare un 3 a 1 sfavorevole ma con le marcature nel finale di partita di Sadler e Foulkes il Manchester conquista il 3 a 3 e la sua prima finale.

La squadra che scende in campo contro il Benfica di Eusebio a Wembley il 29 maggio 1968 e guidata a livello regolamentare dall’arbitro italiano Concetto Lo Bello, è la seguente: Stepney in porta, Brennan, Dunne, Foulkes e Sadler formano il pacchetto difensivo, Best, Charlton, Crerand e Stiles sono i centrocampisti e davanti le due punte sono Aston e Kidd, schieramento che oggi chiameremmo un 4-4-2. Primo tempo molto bloccato e con pochi spunti da entrambe le parti. Partita a scacchi in cui Eusebio è ben marcato così come lo è Best, le due stelle. Al 55′ l’azione che porta al cross il terzino destro è da manuale. Scambi rapidi per poi lanciare in profondità Sadler che esegue un cross perfetto per l’incornata altrettanto magica di Bobby Charlton per l’uno a zero per la squadra inglese. Sembra fatta ma i lusitani si riversano in avanti per non fare la fine di tre anni prima quando persero la finale contro i nerazzurri di Helenio Herrera. La perseveranza dei portoghesi viene prmiata a pochi minuti dalla fine quando un destro dal limite dell’area di Jaime Graça pareggia l’incontro. La grande parata di Stepney su Eusebio, mentre la partita volge al termine e che salva il Manchester, rimanda la decisione ai supplementari, dove però non c’è storia. Lo United ricomincia forte e in quattro minuti segna tre gol che chiudono l’incontro. A siglarli in successione Best al 97′, Kidd un minuto dopo e ancora Charlton al minuto 100.

Quando alla premiazione Bobby Charlton alza la Coppa per la vittoria, lo fa anche per tutti quei ragazzi che perirono nel 1958 e che nessuno ha mai dimenticato.

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