PETER MULLER, DISCESISTA CAMPIONE CHE POCHI RICORDANO

pet
Peter Muller in discesa libera – da blick.ch

Al di là delle Alpi, tra i cantoni svizzeri, la discesa libera ha pari valore di un credo religioso. Se si è bimbi, se si nasce tra valli ammantate di bianco e si ha buona adattabilità con un paio di attrezzi ai piedi, state pur certi che ci butteranno in pista con il culto della velocità. E’ così, da sempre.

Non stupisce, allora, se la Svizzera può vantare campionissimi che hanno scritte pagine di storia sportiva, se in un passato recente ma non recentissimo ha dominato il circo bianco, se ha riempito gli albi d’oro della disciplina più prestigiosa dello sci alpino. Didier Cuche è l’ultimo in ordine di tempo, ma è soprattutto nel ventennio anni Settanta/Ottanta/primi anni Novanta che i rossocrociati l’hanno fatta da padroni: Collombin, Russi, Zurbriggen, Heinzer. E chi non ricorda questi nomi?… e poi c’è Peter Müller, di cui quasi mai si parla, ma è stato un grandissimo. Vedere per credere.

Ad onor del vero il ragazzo vede la luce in casa dei vicini per antonomasia, ovvero nel paesino austriaco di Lambach, il 6 ottobre 1957, ma è svizzero fino al midollo e ben presto comincia a disimpegnarsi egregiamente negli sport alpini. Viene gettato in mischia in Coppa del Mondo non ancora ventenne, 1976/1977, il battesimo è positivo con un decimo posto sulla Streif di Kitzbhuel ma curiosamente ha buona tecnica anche tra le porte larghe del gigante e proprio in questa specialità in chiusura di stagione è quarto a Sierra Nevada.

L’ebbrezza dell’alta velocità, tuttavia, si impossessa di forza della sua anima e per gli anni a venire Müller è l’uomo di punta della squadra svizzera, che nel frattempo ha perso per sempre Collombin per un grave infortunio e ha dovuto registrare il ritiro per raggiunti limiti di età di Russi. C’è da fronteggiare il wunderteam austriaco, per il dominio in discesa libera che è questione d’orgoglio nazionale, che ha in Klammer il re incontrastato, seppur detronizzato ai Mondiali di Garmisch del 1978, prima kermesse iridata per Muller che si piazza quinto nel giorno di gloria di un altro aquilotto, Josef Walcher. Già, proprio Walcher, che nel dicembre dello stesso anno nega allo svizzero la prima vittoria in Coppa del Mondo sulla Saslong di Valgardena, secondo per 30centesimi; ma l’appuntamento è solo rimandato, basta attendere il 1 febbraio 1979 quando infine sulle nevi di casa di Villars-sur-Ollon Müller centra il primo trionfo di una carriera che sarà memorabile.

E’ l’inizio di una sequenza di successi che si interromperà solo dieci anni dopo, quando nel dicembre del 1988 otterrà sempre a Valgardena l’ultima vittoria e l’ultimo podio di Coppa del Mondo. In questo lasso di tempo Müller vince 19 prove di discesa libera (a cui si aggiungono altri 41 piazzamenti sul podio!), per 3 volte è davanti a tutti in combinata e coglie 2 affermazioni anche in supergigante, disciplina nata nel 1982 e che si sposa perfettamente con le qualità di Peter, eccellente scivolatore ma anche abile nel pennellare le curve veloci. Tra il 1979 e il 1982 disegna un quadriennio che lo vede mettersi in bacheca tre coppe di specialità e un terzo posto, che vanno a sommarsi ai tre secondi posti nella disciplina tra il 1985 e il 1987, alle spalle rispettivamente di Hoflehner, Wirnsberger e Zurbriggen.

La rivalità con Pirmin merita un capitolo a parte. Con il campionissimo di Saas-Almagell Müller dà vita a duelli appassionanti che hanno come teatro prediletto non solo i tracciati di Coppa del Mondo, ma anche le vetrine internazionali che valgono la medaglia. Dopo il quarto posto all’esordio olimpico di Lake Placid nel 1980, beffato per pochi centesimi dal canadese Podborski, Müller si mette l’argento al collo sia a Sarajevo nel 1984, dietro al sorprendente Bill Johnson, che a Calgary nel 1988, battuto da Zurbriggen. Che già lo aveva sconfitto ai Mondiali di Bormio del 1985, così come l’altro inatteso a questi livelli, il tedesco Tauscher, strappa a Müller il metallo più pregiato alla kermesse di Vail del 1989. Fortuna vuole che nel 1987, davanti al pubblico amico di Crans Montana, Müller si prenda una clamorosa rivincita con la vittoria del titolo mondiale nel giorno del poker svizzero, Zurbrigger, Alpiger e Heinzer anticipati nell’ordine.

Insomma, un palmares da fare invidia a chiunque… e se ancor oggi, pur dimenticato troppo spesso da chi compila classifiche di merito all-time, è il discesista più vincente della storia elvetica, Peter Müller una bella vetrina se la merita proprio.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...