JABOUILLE E L’ERA TURBO DELLA RENAULT

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Jean-Pierre Jabouille su Renault – da autosprint.corrieredellosport.it

Jean-Pierre Jabouille appartiene alla folta schiera di piloti di Formula 1 che hanno azzeccato qualche colpaccio in carriera, hanno stazionato talvolta tra i primi ma non hanno le stimmate del fuoriclasse. Nondimeno il suo nome è legato vita natural durante ad un momento fondamentale della storia del principale circuito motoristico, ovvero l’arrivo della Renault e l’avvento del motore turbo.

Parigino, classe 1942, Jabouille si mette in luce nel campionato francese di Formula 3, per poi dirottarsi sull’Endurance che lo vedrà protagonista con un terzo posto nel 1973 alle 24 Ore di Le Mans con la Matra e nel campionato europeo di Formula 2 con la Alpine di cui è l’elemento di punta nel progetto di sviluppo. Proprio in Formula 2 sarà campione nel 1976 alla guida dell’Equipe Elf Switzerland, dopo un appassionante duello con René Arnoux.

Nel frattempo nel 1974 ha l’occasione di affacciarsi in Formula 1 con due fugaci apparizioni in Francia con la Iso Marlboro di Frank Williams e in Austria con la Surtees, fallendo in entrambi i casi la qualificazione, così come l’anno dopo con la Tyrrell sul circuito di Le Castellet è ventunesimo in griglia e per la prima volta giunge al traguardo, dodicesimo.

In parallelo conduce per la Renault il progetto di sviluppo del motore turbo e così, il 14 luglio 1977 che guarda caso per i francesi è festa nazionale, il motore sovralimentato V6 da 1.500 cc. della Renault RS01 numero 15 fa il suo storico esordio sul circuito inglese di Silverstone: Jabouille ottiene il quindicesimo tempo in qualifica ma non va oltre il sedicesimo giro in gara, con la prima fumata di rottura che avvolge la vettura costretta all’abbandono e che si meriterà dopo di poi il singolare appellativo, per la verità poco onorevole, di “teiera gialla“. La stagione 1977 non porta fortuna al pilota transalpino, che salta gli appuntamenti in Germania e Austria, per collezionare in seguito altri tre ritiri e la mancata qualificazione in Canada.

Nel 1978 la Renault non evidenza miglioramenti sostanziali, denunciando un’incredibile propensione alla rottura di quel motore sovralimentato, veloce sì in prova, ma decisamente poco affidabile in gara. Jabouille è terzo in prova in Austria e a Monza e infine, al Gran Premio degli Stati Uniti sul circuito cittadino di Watkins Glen, chiude al quarto posto conquistando i primi punti per la Renault e di un motore sovralimentato dall’ormai lontanissimo Gran Premio di Spagna 1951.

Il risultato americano è trampolino di lancio di un biennio che segnerà il punto più alto della carriera di Jabouille in Formula 1. In un oceano di ritiri ed abbandoni che sono la costante ormai irreversibile del motore della sua Renault, il transalpino conquista la prima pole-position a Kyalami, in Sudafrica, sfruttando la supremazia di potenza di una vettura che ben si adatta all’altura del tracciato. Bisogna però attendere la prova di casa a Digione, il 1 luglio 1979, per infine celebrare il trionfo tanto atteso della nuova versione Renault, RS10, che Jabouille guida magistralmente con il miglior tempo in prova e con una condotta di gara che lo vede prima inseguire, poi passare Villeneuve per involarsi al traguardo, proprio davanti al canadese che dà vita ad un memorabile duello con René Arnoux, compagno di scuderia in Renault. Nelle gare successive Jabouille realizza altre due volte il miglior tempo in griglia, alternandosi con Arnoux a sua volta velocissimo in qualifica, ma un ritiro segue l’altro.

Che è quel che avviene anche nel 1980, sebbene la Renault sia competitiva su tutti i tracciati. Jabouille, alla guida della nuova RE20, firma altre due pole-position, conquista la vittoria in Austria, seconda ed ultima delle carriera, al termine di una sfida all’ultimo sorpasso con Alan Jones e la sua Williams, ma in Canada è vittima di un incidente provocato dalla rottura di una sospensione, riportando numerose fratture alle gambe.

Di fatto l’episodio mette la parola fine alla parabola agonistica di Jabouille, che già aveva firmato per la Ligier, consapevole che in Renault per lui ormai l’ora era segnata, complice l’arrivo di un giovane talento, Alain Prost.

Il grande biondo“, come era soprannominato Jabouille, non più ormai nel pieno delle sue facoltà fisiche per il grave infortunio, assomma un paio di non qualifiche e altri tre ritiri, e così, al termine del Gran Premio di Spagna, decide di ritirarsi con il curioso record di aver chiuso solo tre volte ai punti ma con due vittorie una carriera con poche luci e molte ombre.

Ma il suo nome per sempre sarà associato alla Renault che vinse per la prima volta. E questo gli vale l’immortalità automobilistica.

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