DORIS DE AGOSTINI, LA PIN UP CHE VINCEVA IN DISCESA LIBERA

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Doris De Agostini – da gdp.ch

Qualcuno l’ha definita “una pin up in prestito alla discesa libera“. E in parte posso pure essere d’accordo, anche se Doris De Agostini, è vero, si è fatta ammirare per il sorriso ammaliante e gli occhi seducenti, soprattutto però ha incantato il Circo Bianco con le sue vittorie.

Sì, perché la ragazza ticinese ha attraversato qualche anno di Coppa del Mondo con le stimmate della predestinata e le credenziali della dominatrice. Tanto che neppure diciottenne, lei nata ad Airolo il 28 aprile 1958, trova posto sul gradino più alto del podio già nella stagione d’esordio, 1975/1976, trionfando nella discesa libera di Bad Gastein, anticipando al traguardo la connazionale Marlies Oberholzer, curiosamente di tre giorni più anziana, e l’austriaca Elfi Deufl, pure lei classe 1958, ma come l’altra svizzera una meteora a questi livelli.

Sembra l’abbrivio di una carriera ricca di soddisfazioni e densa di successi, in realtà sono gli anni in cui lo sci alpino al femminile ha campionesse di fama acclamata come le tre Marie, ovvero Proell, Morerod e Nadig, che insieme a Totschnig, Mittermaier e Wenzel si spartiscono classifica generale e predominio in velocità. Doris così si accontenta di qualche saltuaria apparizione sul podio, come il terzo posto a Heavenly Valley nel 1977 e a Pfronten nel 1978. Nel frattempo gareggia anche in Coppa Europa e partecipa alle Olimpiadi di Innsbruck del 1976 chiudendo lontana, in diciottesima posizione, con oltre quattro secondi di disavanzo dalla campionessa di turno, appunto la tedesca Rosi Mittermaier.

De Agostini indubbiamente ha talento, seppur limitato alla discesa libera in epoca in cui la polivalenza ancora non è proprio di moda; ha solo bisogno di giungere a maturazione per compiere il definitivo salto di qualità. Il che sembra poter avvenire con i Mondiali di Garmisch, 1 febbraio 1978, ed una medaglia di bronzo che pesa e dà lustro alla carriera, alle spalle dell’imbattibile Proell e di un’altra teutonica, Irene Epple, con un ritardo di 80 centesimi.

La stagione successiva si apre infatti con un promettente secondo posto sulle nevi italiane di Piancavallo, inevitabilmente dietro alla Proell, ma è un fuoco di paglia: nelle gare di Coppa del Mondo che seguono la ticinese accusa qualche battuta a vuoto di troppo e rimane ai margini delle posizioni di vertice, così come nel 1980 quando non va oltre un terzo posto a Pfronten. Ma è tempo di raccogliere qualche successo, e compiuti i 22 anni Doris esplode infine ai massimi livelli con un triennio da favola.

L’annata 1980/1981 è quella dell’affermazione, su dieci prove di discesa Doris sale sette volte sul podio, rinnovando a distanza di cinque anni l’appuntamento con la vittoria, che giunge a spezzare il sortilegio il 12 gennaio sulle nevi austriache di Schruns, bissando poi qualche settimana dopo a Megeve. Ottiene quattro secondi posti e un terzo posto e a fine stagione chiude in seconda posizione nella classifica di specialità, distante dieci punti dalla connazionale/rivale Marie-Therese Nadig, che condivide il successo in pista ma non certo ne eguaglia l’avvenenza.

La francese Gros-Gaudenier, che ballerà solo una stagione, soffia a De Agostini la coppa di discesa nel 1982 per la miseria di tre punti, l’elvetica si impone a Saalbach e in casa ad Arosa, ma dopo la nuova delusione olimpica di Lake Placid con un diciassettesimo posto a quasi quattro secondi dalla Proell, si vede costretta a digerire un altro boccone amaro con il settimo posto ai Mondiali di Schladming, dove si presentava da favorita ma rimanendo distante dal podio occupato da tre nordamericane.

L’anno dopo De Agostini raccoglie quanto seminato nell’arco di una carriera sbocciata da giovanissima e che altrettanto da giovane arriva a parabola conclusiva. Ottiene tre successi a Val d’Isere, Schruns e Le Diablerets – ottava e ultima vittoria in Coppa del Mondo, è seconda a Megeve e infine fa sua la coppa di discesa libera, precedendo Maria Walliser che prenderà il suo posto, al pari dell’altra ticinese Michela Figini, nell’albo d’oro e nell’apprezzamento del pubblico.

Sì, perchè dopo un ultimo quinto posto a Mont Tremblant, a soli venticinque anni da poco compiuti, Doris De Agostini saluta e se ne va. Col sorriso e da vincente, così come col sorriso e da vincente era apparsa in una tarda mattinata del 21 gennaio 1976. Ed era spuntato il sole, tra le nebbie del Circo Bianco.

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