FIASCONARO E IL RECORD CHE ANCORA RESISTE

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Fiasconaro inseguito da Plachy – da it.wikipedia.org

I record son fatti per esser battuti, ovvio, quindi è probabile che di Marcello Fiasconaro, almeno a livello planetario, rimanga traccia  solo negli annali di atletica leggera. Nondimeno, un record è sempre un record, è figlio del momento e come tale ha valore assoluto… pertanto, eccoci alla rinnovata Arena di Milano, in una torrida serata di fine giugno, per l’esattezza il 27, anno del Signore 1973.

Fiasconaro ha credenziali interessanti, per la stagione in corso. E’ tornato in Sudafrica, dove è nato il 19 luglio 1949, a Città del Capo, e ha dirottato sulla distanza degli 800 metri il suo desiderio di rivalsa. Marcello, promettentissimo rugbista in gioventù, e già vice-campione europeo sul giro di pista ad Helsinki nel 1971 nonché primatista italiano della specialità, ha scelto – lui, figlio di un prigioniero di guerra palermitano e di donna sudafricana – la nazionalità tricolore per poter gareggiare nelle grandi competizioni, stante il veto posto al Sudafrica per la questione irrisolta dell’apartheid. Ma un infortunio alla caviglia ed una frattura da stress al piede l’hanno tenuto fuori dalle Olimpiadi di Monaco, ed è tempo quindi di riprendersi quel che la sventura ha tolto.

Fiasconaro è in forma eccellente. Nel corso dell’anno ha gareggiato a livelli mondiali il doppio giro di pista e l’attacco al primato detenuto dalla triade Snell/Doubell/Wottle a 1minuto 44secondi 3decimi – curiosamente, tutti e tre campioni olimpici degli 800 metri – è quasi inevitabile. Ha lavorato a fondo col tecnico Stewart Banner, migliorando la resistenza e con ripetute sui 600 metri, e alle 22.30 del 27 giugno, nell’impianto in sintetico dell’Arena di Milano, nell’ambito del confronto Italia-Cecoslovacchia, il piano concordato a tavolino è semplice: gara d’assalto, fin da subito. E così sia. L’avversario da battere è il tenace e temibile Jozef Plachy, uno che a livello continentale ha palmares e fama; Fiasconaro non attende che qualche battistrada lo favorisca ma fa corsa di testa, falcata ampia e ritmo vertiginoso. Plachy non molla e rimane incollato fino ai 600 metri, il passaggio a 1minuto 16secondi 5decimi è folle, Fiasconaro accusa una leggera flessione ma l’incitamento dei 20.000 dell’Arena è tale che il rettilineo finale è una sorta di passarella trionfale e il campione italo/sudafricano completa l’impresa coprendo gli ultimi 200 metri in 27secondi 2decimi. Il cronometro segna 1minuto 43secondi 7decimi, ovvero 6decimi ad abbattere il limite precedente, e Fiasconaro diventa l’uomo più veloce del pianeta sul doppio giro di pista.

Tre anni dopo, a Montreal 1976, un altro puledro dal talento sconfinato, altrettanto veloce e parimenti meraviglioso nella falcata, Alberto Juantorena, migliorerà il tempo. Ma in Italia, e di anni ne sono già passati tanti, nessuno ancora ha fatto meglio.

 

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