L’ORO DI ONDINA VALLA A BERLINO 1936

valla
La gara degli 8o metri ostacoli – da yousmi.by

Non è certificato quel che fu il rapporto che Leni Riefenstahl intrattenne con Hitler negli anni del massimo apogeo del nazismo, qualche sussurro di troppo lascia ampio margine al dubbio, ma è altresì vero che la regista germanica – deceduta ultracentenaria qualche anno fa – ha prodotto con “Olympiail più bel film della storia olimpica. E grazie al suo contributo cinematografico abbiamo traccia visibile dell’impresa di Trebisonda “Ondina” Valla, stella di prima grandezza dell’atletismo di casa nostra.

Bolognese classe 1916, si avvia alla pratica sportiva in età precoce, a dispetto dell’opposizione della madre. Il padre, che le ha dato il nome, la sostiene e già quattordicenne è campionessa italiana degli 80 metri ostacoli, specialità che le regalerà gloria immortale. Ha classe e grinta da vendere, Trebisonda, tanto da eccellere anche in velocità e nel salto in alto, ed esser titolata del pentathlon, fatto è che domina tra le barriere basse al pari della concittadina Claudia Testoni, di qualche mese più anziana e con la quale determinerà una rivalità agonistica leggendaria, seppur nel segno di un’amicizia coltivata in età adulta.

Le due ragazze si alternano al vertice anche se Valla vince la maggior parte dei confronti diretti, è tempo di Olimpiadi berlinesi, 1936, e Trebisonda, ormai nota a tutti come Ondina in virtù dell’appellativo coniato dal c.t.azzurro Marina Zanetti, così come Claudia, hanno aspettative individuali interessanti anche se la stampa le snobba e i tempi migliori appartengono ad altre autorevoli concorrenti. Non c’è la detentrice del titolo, Babe Didrikson, che è diventata professionista e quindi inabilitata allo spirito a cinque cerchi, ma l’altra amricana Simone Schaller e la britannica Violet Webb, quarta e quinta ai Giochi di Los Angeles 1932, sono tra le candidate al podio, così come le due tedesche Anni Steuer e Doris Eckert che davanti al Fuhrer hanno l’obbligo di ben figurare anche per far dimenticare l’assenza di Ruth Engelhard, primatista del mondo con 11secondi 6decimi.

Valla debutta nell’ultima batteria, la quarta, chiudendo in 11secondi 9decimi alle spalle proprio di Schaller. Ma la forma è quella giusta e in semifinale vince col tempo da record del mondo di 11secondi 6decimi, ahimé non omologato per l’eccesso di vento a favore. Claudia Testoni è terza nell’altra semifinale e così l’onore tricolore, per la finale del 6 agosto, è garantito, con buona pace del regime fascista.

Sei atlete si allineano alla partenza. In corsia 1 c’è la tedesca Steuer, Testoni e Valla sono in corsia 2 e 4 separate dall’olandese Ter Braake, Taylor ed Eckert completano il quadro occupando le due ultime corsie; Schaller e Webb hanno fatto cilecca in semifinale e sono due avversarie di blasone in meno. Claudia Testoni esce dai blocchi come una saetta guadagnando la testa della corsa, l’incedere tra le barriere è convincente ma Valla, pettorale numero 343, e le altre ricuciono il margine e sul filo piombano in quattro. 45 minuti di consulto del fotofinish assegnano la vittoria certa ad Ondina Valla, 11secondi 7decimi, nello spazio di nove millesimi Steuer, Taylor e Testoni chiudono nell’ordine.

Valla è campionessa olimpica, prima donna italiana a cingersi della corona d’alloro. Come lei un altro simbolo al femminile, Sara Simeoni a Mosca 1980… ma questa è già storia di oggi. Gloria eterna a Trebisonda, affettuosamente Ondina per chi ha avuto il piacere di applaudirla.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...