WASMEIER, TERZO INCOMODO TRA ZURBRIGGEN E GIRARDELLI

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Markus Wasmeier alle Olimpiadi di Lillehammer del 1994 – da br.de

Markus Wasmeier può vantarsi di aver costruito una carriera di successo quando imperversava la dittatura di fuoriclasse del calibro di Zurbriggen, Girardelli e Tomba. E non è impresa da poco.

Nato in Bavaria sulle sponde del lago Schliersee il 9 settembre 1963, frequenta il circuito di Coppa del Mondo dal dicembre 1983 al marzo 1994 e se leggete con attenzione i nomi che in quel periodo occupano l’albo d’oro più prestigioso dello sci alpino troverete Pirmin e Marc, accompagnati dall’intromissione di Accola e Aamodt… Alberto nondimeno faceva incetta di vittorie parziali. Fatto è che il germanico ha doti di polivalenza che ben si esprimono nelle discipline veloci, anche se le porte larghe dello slalom gigante gli sorrideranno in appuntamenti importanti e le sporadiche serpentine in slalom gli consentiranno di primeggiare anche in combinata.

Le nevi di casa di Garmisch battezzano il primo risultato di Wasmeier nella stagione del debutto, 1983/1984, col decimo posto in combinata, a cui fa seguito il quarto posto nel supergigante di Oppdal. Proprio in supergigante Wasmeier otterrà consacrazione internazionale, nel frattempo sale per la prima volta sul podio nel gigante di Sestriere all’apertura della stagione 1984/1985. Il ragazzo associa sensibilità di piede a potenza ed efficacia nel disegnare le curve veloci, febbraio 1985 è tempo di Mondiali in Valtellina, a Bormio, e Wasmeier piazza il primo acuto in carriera. Apre con il settimo posto in combinata, ma in gigante pennella due manche perfette e per l’inezia di 5centesimi anticipa Zurbriggen mettendosi la medaglia d’oro al collo. Terzo? Girardelli ovviamente, ovvero i due campioni che in quegli anni dominano il Circo Bianco.

Il ghiaccio è rotto e Wasmeier, seppur giovanotto di poco più di 21 anni, diventa presenza fissa delle posizioni di vertice delle gare di Coppa del Mondo. L’anno dopo, infatti, stagione 1985/1986, coglie le prime vittorie a Morzine in combinata e supergigante, è terzo in classifica generale alle spalle di Girardelli e Zurbriggen e conquista la coppetta di supergigante. Sarà l’unica in carriera, ma nella specialità talvolta è nettamente superiore alla concorrenza da conquistare altre cinque vittorie che vanno a sommarsi ai due successi in discesa libera a Wengen nel 1987 e a Garmisch, pista che adora, l’11 gennaio 1992. Sarà anche l’ultimo della serie.

Ma Wasmeier, che è terzo in classifica anche nel 1987 sempre dietro a quei due, Zurbriggen e Girardelli, è l’uomo capace di esprimersi al meglio nelle gare che contano – prerogativa dei campioni e Markus lo è senza riserve – e ai Mondiali di Crans Montana del 1987 sale sul terzo gradino del podio nella prova che più di ogni altra gli è amica, il supergigante, battuto neanche a dirlo dallo svizzero e dal lussemburghese. Non ha egual fortuna a Vail, Saalbach e Morioka, mette in bacheca dodici secondi posti e dieci terzi posti in gare di Coppa del Mondo ma ha in serbo il colpo a sensazione che gli conferirà gloria eterna.

La storia olimpica di Wasmeier necessita di un paragrafo a parte. Calgary 1988 non gli dice bene, se è vero che è il favorito del supergigante ma la sua prova dura appena due secondi, il tempo che impiega ad incocciare nella prima porta. Albertville 1992 lo beffa, lasciandolo ai piedi del podio nella discesa libera sulla Face de Bellevarde, anticipato di un soffio da Mader. Lillehammer 1994 lo eleva al rango di campionissimo, con l’inattesa doppietta d’oro supergigante/gigante, a infrangere le illusioni di Tommy Moe e di Urs Kalin, battuti rispettivamente di 8centesimi e 2centesimi. Un tedesco non vinceva l’oro olimpico dal 1936, quando a Cortina Franz Pfnur vinse in combinata; con i due trionfi a cinque cerchi Wasmeier eguaglia anche Rosi Mittermaier, che nel 1976 a Innsbruck fu l’unica atleta teutonica della storia dello sci alpino a conquistare due ori nella stessa edizione.

E’ il canto del cigno. Markus Wasmeier, il terzo incomodo tra Zurbriggen e Girardelli, saluta il 19 marzo 1994 col quindicesimo posto nello slalom gigante di Vail, premiato come “sportivo dell’anno” in Germania. Non era il migliore, ma è stato un grande comunque.

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