MIRUTS YIFTER, L’ETIOPE D’ORO A MOSCA 1980

yifter
Yifter nella gara dei 10.000 metri alle Olimpiadi di Mosca 1980 – da wemezekir.blogspot.de

Prima, durante, dopo. Con qualche interrogativo di troppo, gloria olimpica accertata e l’appartenenza al ristretto novero dei campionissimi. Miruts Yifter, signori, e se avrete la pazienza di continuare la lettura scoprirete il vertice della sua carriera, ovvero Mosca 1980.

Prima. Di Yifter si sa che è nato in Etiopia, e questo è già un bel punto di partenza. Sì, perché poi il resto è avvolto in un manto di mistero. Dice di aver visto i natali nel distretto di Adigrat, ma non localizza esattamente dove; afferma che fu il 15 maggio 1944, ma credo proprio che nessuno sarebbe pronto a giurarci; potrebbe chiamarsi Muruse, anche se poi sarà conosciuto come Miruts. Perché così vanno, o meglio andavano, le cose da quelle parti e a quei tempi, e dati anagrafici attendibili proprio non ve ne sono.

Durante. Fatto è che Yifter, aviatore con talento innato per la corsa, quando si presenta sul palcoscenico internazionale ha le sembianze di un ometto di mezza età, già stempiato e piccolo di statura. Ma fenomenale nel coprire le distanze del mezzofondo. Eccolo dunque battere Mamo Wolde, che è la star dell’epoca; cogliere il bronzo nei 10.000 metri alle Olimpiadi di Monaco 1972 alle spalle del finnico Lasse Viren e del belga Puttemans per poi misteriosamente non presentarsi al via dei 5.000 metri; passare qualche mese in carcere al rientro in patria perché tacciato di “tradimento“; rinunciare gioco forza all’appuntamento a cinque cerchi di Montreal per via del boicottaggio; bissare le vittorie su 5.000 e 10.000 metri in Coppa del Mondo nel 1977 e nel 1979; presentarsi da favorito alla kermesse olimpica del 1980 in terra sovietica. Si comincia con la distanza doppia, senza il keniano Henry Rono, che nel 1978 ha realizzato un poker clamoroso di record del mondo su 3.000, 3.000 siepi, 5.000 e 10.000 metri, complice stavolta il boicottaggio del suo paese. Il 24 luglio Yifter passeggia nella seconda batteria precedendo il tedesco Peter, in finale tre giorni dopo fa gioco di squadra con i connazionali Kedir e Kotu per piazzare all’ultimo giro – corso in 54″4 – la sensazionale accelerazione che taglia le gambe ai finlandesi Viren, bicampione in carica e solo quinto, e Maaninka, che chiude secondo e qualche anno dopo dichiarerà di essersi autoemotrasfuso. Ventiquattro ore dopo l’etiope è di nuovo in pista per la prima batteria dei 5.000 metri dove precede il tedesco Kunze col tempo di 13minuti 44secondi 4decimi; il 30 luglio si fa precedere nella prima semifinale dal connazionale Mohamed ma il 1 agosto è pronto per l’atto decisivo. La gara è tattica, i migliori si controllano ed allora Yifter attende gli ultimi 250 metri per incenerire gli avversari col marchio di fabbrica che lo rende irresistibile, l’allungo in accelerazione: secondo è il tanzaniano Nyambui ed ancora Maaninka trova posto sul podio, terzo. Yifter è di nuovo oro, col tempo di 13minuti 21secondi, ed è il quarto atleta della storia a far doppietta olimpica dopo Kolehmainen nel 1912, Zatopek nel 1952 e proprio Viren nel 1972 e nel 1976.

Dopo. L’enciclopedia dello sport lo accoglie tra le sue leggende più autentiche ma anche più controverse: “potete contare i miei polli e le mie pecore, non i miei anni” era solito dire… resta il sospetto che quando fece doppietta a Mosca fosse ben oltre gli anta. Signori, questo fu Miruts Yifter.

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