ARPAD WEISZ: DAL RETTANGOLO VERDE AL CAMPO DI CONCENTRAMENTO

arpad weisz.jpg
Arpad Weisz – da transferuri365.ro

articolo di Andrea Giotta

Dallo scudetto con l’Ambrosiana Inter alla prima apparizione in A con il Bari, per poi riconquistare il tricolore con il Bologna per ben due volte, per finire nel genocidio più grande che il genere umano abbia mai conosciuto. È questa la storia di Arpad Weisz, tecnico ungherese, strappato dal rettangolo verde a causa di una persecuzione senza precedenti.

Un calciatore molto tattico e preciso, Weisz, ma la sua fortuna la farà non tanto tra gli undici in campo quanto in panchina, dove esordisce nella stagione 1929-1930 vincendo lo scudetto con l’Ambrosiana lanciando un giovanissimo Meazza. L’allenatore ungherese detiene un record tutt’ora imbattuto: a soli trentaquattro anni è il più giovane tecnico a laurearsi campione d’Italia. Dal freddo di Milano al caldo di Bari, città in cui nel 1931-1932 Weisz guida la compagine biancorossa, alla sua prima apparizione nel massimo campionato. Con i galletti il magiaro raggiunge la salvezza, arrivata battendo il Brescia in uno spareggio giocatosi a Bologna. Vittoria ripagata dal presidente barese Liborio Mincuzzi con 1000 lire, elargite ad allenatore e calciatori.

Dopo una parentesi a Novara, Weisz approda a Bologna, dove con il suo Bari vinse lo spareggio per la permanenza in A. Con i rossoblù conquista due tricolori, imponendo un bel gioco improntato sull’aggressività. Il Bologna verrà definito in questi anni “la squadra che tremare il mondo fa“. Un secco 4 a 1 agli inglesi del Chelsea permette a Weisz e al Bologna di conquistare a Parigi il trofeo dell’Esposizione nel 1937.

Ma in Italia oltre al calcio acquisiscono sempre più popolarità le leggi razziali che costringono Weisz, di fede ebraica, a lasciare la penisola per raggiungere l’Olanda, passando per una breve permanenza a Parigi. Qui allena il Dordrecht, con eccellenti risultati, ma è proprio in Olanda che viene imprigionato dalle truppe naziste insieme alla famiglia e condotto nei campi di sterminio dai quali non uscirà. Muore ad Auschwitz nel gennaio del 1944.

Weisz oltre a vantare alcune presenze nella nazionale magiara, non è mai stato dimenticato da calciatori e collaboratori ma soprattutto dai tifosi. Nella città di Bari è stata intestata una strada a suo nome, nel ricordo del primo Bari presente in serie A.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...