NANTES 1983, IL BASKET AZZURRO SI TINGE D’ORO

1983 nantes
L’Italia campione – da fip.it

Bonamico, Brunamonti, Caglieris, Costa, Gilardi, Marzorati, Meneghin, Riva, Sacchetti, Tonut, Vecchiato, Villalta. Inderogabilmente citati in ordine alfabetico per non far torto a nessuno, sono i dodici campioni che coach Sandro Gamba seleziona per gli Europei francesi del 1983.

L’Italia cestistica conta qualcosa a livello internazionale, se è vero che si è messa al collo l’argento olimpico a Mosca nel 1980 e con i club fa incetta di trofei continentali. Ma la principale kermesse europea l’ha sempre respinta, due secondi posti giurassici a Riga nel 1937 dietro la Lituania e a Ginevra nel 1946 battuta dalla Cecoslovacchia, dopodichè più delusioni che gioie. E’ giunta l’ora di sfatare il tabù, anche se c’è da buttar giù dal trono totem come l’Urss e la Jugoslavia.

Il 26 maggio, al Palais des Sports de Beaublanc di Limoges, gli azzurri debuttano contro la Spagna di coach Diaz Miguel, inserite entrambe nel girone A, quello di ferro. La sfida è difficile, pur con un Meneghin in gran spolvero – 19 punti -; Corbalan in regia e Sibilio e San Epifanio alla realizzazione comandano il punteggio fino all’epilogo quando Marzorati, a cui l’eccellente Riva – 18 punti – all’esordio in una grande manifestazione cede il tiro risolutivo, sulla sirena opera il sorpasso, 75-74. La via è tracciata, con la Svezia l’Italia parte in sordina per dilagare poi alla distanza trascinata dai canestri di Riva – 24 punti – e Villalta – 16 punti – e dalla solidità sotto i tabelloni di Vecchiato – 17 punti -, la Grecia del “dio” Galis – 34 punti – e del suo luogotenente Yannakis è battuta nettamente con Meneghin sugli scudi – 29 punti -, così come la Francia beniamina di casa grazie a 28 punti di Riva. L’ultimo match di girone oppone Italia a Jugoslavia ed è battaglia, vera, dura, che declina nella rissa. Il primo tempo è di marca slava che chiude avanti di sei punti, nella seconda metà di gara l’Italia gioca una pallacanestro efficace, impeccabile in attacco fin quando Meneghin, al quinto fallo, atterra Petrovic e si scatena il pandemonio. Kicanovic si fa giustizia da solo scalciando Villalta, volano spintoni e insulti, Gamba riporta la calma e alla ripresa del gioco non c’è più partita, Gilardi ne mette 26 ed è trionfo memorabile. Il tricolore, cinque vittorie su cinque partite, sventola ad altezza semifinale.

Nel girone B, che si gioca a Caen, il primo posto è facile appannaggio dell’Urss, l’Olanda a sorpresa chiude seconda ed è l’avversaria dell’Italia per l’incontro che può valere la finale. Gli azzurri basano il loro gioco sull’affidabilità difensiva garantita da Vecchiato, la velocità del contropiede messo in moto da Caglieris, Brunamonti e Marzorati che si alternano in regia, la buona mano di Gilardi, la fisicità di Sacchetti e l’esplosività di Bonamico, l’efficacia offensiva di Riva e Villalta. Su tutti Meneghin, che è la stella acclamata, con i giovani Tonut e Costa che completano la panchina ma sanno farsi trovare pronti all’occorrenza.

Il mix di esperienza e gioventù è vincente e il match con l’Olanda non ha storia. Villalta segna con buone percentuali, 20 punti, e in doppia cifra vanno pure Sacchetti, 16, Riva, 14, Gilardi, 12, Vecchiato, 10 e il punteggio a referto, inequivocabile, 88-69, manda l’Italia a giocare la sfida che può valere il titolo. Dove ritrova la Spagna, che inaspettatamente regola in volata l’Urss di un Sabonis non ancora diciannovenne ma già fenomeno in grado di fare la differenza. Lo “zar” segna 26 punti ma i 27 di San Epifanio, i 24 di Sibilio e i 16 di Fernando Martin vanificano il suo sforzo e le “furie rosse“, 95-94, si regalano l’opportunità della rivincita con gli azzurri.

4 giugno 1983, ore 20.30, Palais des Sports de Beaulieu di Nantes. Appuntamento con la storia. Conviene raccontare della grande serata di un fenomenale Caglieris che a 32 anni si ritaglia la vetrina da protagonista assoluto, di quella al tiro di Villalta, magnifico miglior realizzatore con 20 punti, dell’impareggiabile verve agonistica di Gilardi che mette a segno pure 16 punti, dell’oscuro lavoro di Vecchiato e del fondamentale contributo di Sacchetti, rispettivamente 12 e 15 punti. Ma tutta la squadra gioca alla perfezione, la Spagna nulla può nonostante la solita, magistrale prova di Corbalan che si meriterà la nomina a MVP del torneo – a proposito, nel quintetto dei migliori nessun azzurro! bensì il cecoslovacco Kropilak accanto a Corbalan, San Epifanio, Galis e Sabonis -, la solidità di Jimenez e Iturriaga e San Epifanio che si conferma bomber di classe e levatura internazionale. L’Italia va sotto anche di nove punti nel primo tempo ma non perde mai la testa, Caglieris è l’ago della bilancia che riavvicina ed opera il break, cosicchè gli azzurri accumulano un vantaggio massimo di 13 punti sul 57-44. La Spagna non si arrende e torna sotto sul 65-63, l’Italia riallunga di nuovo e col punteggio finale di 105-96 sale, per la prima volta, sul tetto d’Europa.

Li chiamano gli eroi di Nantes ed ancor oggi è l’Italia più bella del basket. Dico bene?

 

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