ALAIN MIMOUN, L’ETERNO SECONDO CHE FU CAMPIONE OLIMPICO

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La vittoria nella maratona di Melbourne – da france24.com

Emil Zatopek è un nome che evoca la leggenda dello sport, d’accordo, ma c’è un atleta francese, di origini algerine, che dal cecoslovacco fu spesso battuto, per poi prendersi la rivincita a cinque cerchi quando forse ormai non ci sperava più.

Alain Mimoun è quell’atleta e quando nel 1956 a Melbourne infine colse la medaglia d’oro dopo averla sfiorata più volte, le sue parole, a caldo, meritano la citazione: “la mia carriera è come un castello. La mia medaglia d’argento a Londra sono le fondamenta; le due medaglie di Helsinki sono le mura; la mia medaglia d’oro di Melbourne è il tetto“.

Nato a Maider, in Algeria appunto, il 1 gennaio 1921, Mimoun ancor prima di dedicarsi all’attività sportiva si distingue, gioco forza, durante la Seconda Guerra Mondiale, prendendo parte alla battaglia di Monte Cassino dove rischia l’amputazione della gamba sinistra per una ferita al piede riportata in battaglia. L’ospedale di Napoli lo salva e sarà la sua fortuna di campione. A conclusione delle ostilità può dedicarsi alla corsa e dal 1947 è l’indiscusso dominatore dei campionati nazionali francesi collezionando 8 titoli sui 5.000 metri, 12 titoli sulla distanza doppia e 6 titoli di maratona, disciplina che affronterà solo nella seconda parte di una carriera ad alti livelli che abbraccia un ventenni0, fino al 1966.

Ma Alain Mimoun conquista fama internazionale per i ripetuti duelli con l’immenso Zatopek, di cui è fiero avversario nonché amico sincero. Il primo confronto diretto tra i due è a Praga, ad agosto 1947, ed è l’inizio di una rivalità in pista che quasi sempre gira a vantaggio della “locomotiva umana“. Alle Olimpiadi di Londra del 1948 Zatopek vince i 10.000 metri, che affronta per la seconda volta in carriera, doppiando tutti i concorrenti ad eccezione di Mimoun che si piazza secondo con 48secondi di ritardo. Due anni dopo, agli Europei di Bruxelles, la sfida si rinnova sulle due distanze, 5.000 e 10.000 metri, ma la superiorità di Zatopek è tale che il margine tra i due, al traguardo, è abissale.

Le Olimpiadi del 1952, ad Helsinki, sono il teatro ancora una volta del duello che in quegli anni tiene banco nel podismo mondiale. Si comincia con i 10.ooo metri, Zatopek staziona a lungo in gruppo per poi accelerare progressivamente. Mimoun è l’ultimo a cedere, chiudendo sul secondo gradino del podio con un distacco di 16secondi. Ben più difficie, per Zatopek, è la vittoria sui 5.000 metri quattro giorni dopo, quando il ceco si impone in volata scavalcando Mimoun, eterno secondo, negli ultimi metri.

Passano altri quattro anni e l’appuntamento con l’Olimpiade stavolta è in terra d’Australia, a Melbourne. I due avversari cominciano ad accusare il peso dell’età che avanza, ma al solito sono i protagonisti più attesi. Il francese è solo dodicesimo sui 10.000 metri ma tiene in serbo le energie per lo scontro diretto finale, il 1 dicembre 1956, nella maratona che chiude la kermesse a cinque cerchi. Zatopek è fresco reduce da un’operazione all’ernia e la sua competitività, stavolta, è ridotta; Mimoun, altresì, confida nei segni del destino: corre col pettorale numero 13, la gara prende il via alle 15.13 e il giorno prima ha saputo della nascita della figlia Olympe. Il clima è torrido, ci sono 36 gradi, Mimoun azzarda l’attacco da lontano in compagnia dell’americano Kelley, seminato poco prima del giro di boa. Il francese ha una flessione evidente quando ancora il traguardo dista più di dieci chilometri, ma il miraggio della vittoria moltiplica le energie e dopo 2ore 25minuti di sofferenza Mimoun infine trionfa e si garantisce la gloria perpetua.

Zatopek, solo sesto, giunge oltre quattro minuti dopo e nell’apprendere del successo dell’amico-rivale di sempre si felicita sincero: per Mimoun, infine non più eterno secondo, è il riconoscimento di una carriera da campione. Vero.

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