LUCCHINELLI E MAMOLA, DUELLANTI IN CLASSE 500

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Marco Lucchinelli su Suzuki – da mucchioselvaggio.net

Oggi abbiamo Valentino Rossi che si azzanna con gli spagnoli, un tempo c’era Agostini che lasciava le briciole agli avversari. Ma tra i due fenomeni che hanno scritto la storia della classe 500, è bene ricordare che nel 1981 un altro azzurro conobbe il trionfo e divenne campione del mondo nella categoria regina del motociclismo.

Marco Lucchinelli ha debuttato nel 1975 in classe 350 ma è solo dall’anno precedente che corre in classe 500 con la Suzuki ufficiale del Team Gallina, incassando all’ultima prova il primo successo iridato nel Gran Premio di Germania sul circuito di Nordschleife. Al via della stagione 1981 il pilota italiano affianca Randy Mamola che punta al titolo, Kenny Roberts è detentore degli ultimi tre con la Yamaha ed insieme al compagno di scuderia Barry Sheene sembra essere il favorito del campionato.

Il sipario si alza il 26 aprile con il Gran Premio d’Austria a Salisburgo, e l’abbrivio per Lucchinelli non è dei più felici, si avvia col secondo tempo in qualifica alle spalle di Graeme Crosby, altro pilota ufficiale in Suzuki, ma si ritira lasciando via libera a Mamola che si impone anticipando proprio Crosby. Sette giorni dopo, ad Hockenheim in Germania, Lucchinelli sale sul terzo gradino del podio, Roberts e Mamola lo battono dopo una lotta serrata e sembrano prendere il largo in classifica. Altra settimana, altra corsa, stavolta sul tracciato di Monza dove Roberts rinnova l’appuntamento con la vittoria e balza al comando della graduatoria, nel giorno in cui Mamola non raccoglie punti e Lucchinelli non va oltre il quinto posto, nonostante il miglior tempo in prova.

Ma Lucchinelli siede su una moto altamente competitiva, le doti di guida sono indubbie e l’individuo ha classe e brillantezza. Se a questo si aggiunge una dose massiccia di ardimento in gara, tanto da ritenerlo tra i più spericolati del lotto, ecco che il cocktail non può che essere vincente e dal Gran Premio di Francia sul circuito di Le Castellet il pilota ligure diventa ingiocabile per gli avversari. Mette in fila altre cinque pole-position consecutive, che si accoppiano a quattro vittorie proprio in Francia, in Olanda, in Belgio e nel Gran Premio di San Marino, con l’aggiunta del secondo posto in Jugoslavia alle spalle di Mamola che assurge al rango di concorrente più pericoloso nella corsa al titolo mondiale.

La sera del 12 luglio, a chiusura della prova sanmarinese di Imola, Lucchinelli è in testa alla classifica con 88 punti, inseguito da Mamola a quota 72, e con tre sole gare ancora da disputare l’ipoteca sulla vittoria finale è consistente. Ma a Silvestone Lucchinelli cade e l’americano riduce il divario a soli sei punti giungendo secondo alle spalle di Roberts che torna pure lui in gioco, rimandando la soluzione finale al Gran Premio di Finlandia, dove Lucchinelli pilota da dominatore la sua Suzuki lasciando Mamola a 20secondi. Manca solo il suggello ad un titolo che non può sfuggire, ed il 16 agosto, in Svezia, sul circuito di di Anderstorp, Lucchinelli e Mamola rimangono a distanza da Barry Sheene. Marco si accontenta di un anonimo nono posto ma è quanto basta ad issarlo sul tetto del mondo.

L’anno dopo Franco Uncini gli strapperà il titolo, un paio di decenni poi toccherà al “dottor Rossi“… ma il 1981 segnerà per sempre, indelebile, il nome di Marco Lucchinelli.

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